sabato 18 agosto 2012

"I Mercenari 2 - Storie di pensionati"

Tempo di lettura: 67 anni

Cosa fanno Bruce Willis (57 anni), Sylvester Stallone (66), Arnold Schwarzenegger (65), Chuck Norris (72) e Dolph Lundgren (55 anni), cinque uomini che non hanno nessuna voglia di morire di vecchiaia, quando si trovano tutti insieme su un set cinematografico perché non ricordano più dove abitano? La storia de "I Mercenari 2"  (The Expendables 2) è abbastanza semplice, mettetevi comodi. Barney Ross (Stallone) è un raffinato energumeno feticista dei teschi che quando non sta seduto sulla sua motocicletta da tamarro capeggia questa squadriglia di guerrieri prezzolati: Christmas (Jason Statham), estremamente abile nel maneggiare coltelli (utilissimo soprattutto per i ritocchi di chirurgia estetica che Stallone pretende nel bel mezzo di una scena), Gunner (Dolph Lundgren, batterie non incluse) che di mestiere fa Dolph Lundgren con una grossa cicatrice rotonda in faccia, un nero muscolosissimo vittima di bullismo da parte dei suoi deltoidi e un altro tale anonimo che non ho capito che contenuti speciali abbia. Ah, c'è anche un ragazzino, Billy (Liam Hemsworth) dalla mira formidabile - è in grado di vedere contemporaneamente una farfalla a 200 metri di distanza e di uccidere con una sola pallottola l'insetto e il bambino col retino - fuoriuscito di recente dall'esercito Usa. Il motivo è che in Afghanistan gli hanno ucciso un cane randagio che aveva adottato e che tecnicamente non era nemmeno musulmano: far parte dei mercenari è la sua nuova ragione di vita e sarà anche la causa della sua morte prematura (come d'altronde capita a tutti quelli che in un film si chiamano Bill). Ma non precorriamo i tempi. Insomma i mercenari si presentano facendo saltare in aria una città in Nepal, dove sono andati a liberare Trench (Arnold Schwarzenegger) che a sua volta era andato lì a liberare il Dr. Zhou (Wenbo Li), l'agopunturista della sua prostata. La cittadina che distruggono avrebbe anche un nome, ma è stato eliminato perché impronunciabile da parte delle dentiere degli attori.


Schwarzenegger e Stallone in una scena d'azione


Arrivati in questo anonimo villaggio, i mercenari vengono accolti dai gentiluomini locali con una tempesta di granate, pallottole, bombe a mano, di nuovo granate, canne di bambù, panda imbottiti di tritolo, monaci lanciati con catapulte, testicoli di Yak, forme di Grana Padano, cereali, patate, barbabietole da zucchero. Ma la squadra è potentissima e intenzionata a scoprire dove tengono prigioniero Trench e qual è il segreto della reincarnazione, dato che Barney sente che sta quasi per fare il grande salto nei verdi pascoli. Piccola parentesi: sapete che la madre di Stallone ha 90 anni? E l'avete mai vista? Siete veramente dei pervertiti ad aver cliccato. E' megarifatta. Sembra più la madre di Donatella Versace che quella di Stallone, che pure è il risultato di una serie di innesti solo in parte provenienti da esseri umani (e solo in parte morti del tutto). Tornando al film, la squadra reagisce bene all'accoglienza e spacca tutto grazie a un mezzo pesante che è un incrocio fra un carro armato e l'ernia inguinale di Schwarzenegger. Nessuno riesce a fermarli, tranne un vigile urbano che controlla la patente di Stallone e gliela ritira perché è troppo vecchio per guidare. Ma i nostri non si lasciano intimorire e si fanno largo a colpi di stampelle canadesi e deambulatori articolati. Trovano Trench e l'agopunturista e tornano a casa soddisfatti.


"E ora, diamo un'occhiata a chi ho fatto secco..."


Ma all'orizzonte c'è una nuova missione: far scritturare di nuovo Bruce Willis, che nessun produttore fila più. Ci riescono quando compare appunto Church (Bruce Willis) che affida a Barney un incarico: recuperare una scatoletta di plastica chiusa in una cassaforte automatica ipersensibile che esplode anche se hai l'alito troppo pesante, e che si trova fra i rottami di un aereo che la trasportava, abbattuto apposta per questo. Barney, intanto, ha appena ricevuto il preavviso di Billy, che finisce il mese e se ne va, dato che con i suoi occhi formidabili ha visto le corna che gli sta facendo la sua ragazza in Francia. Scosso dalla cosa, vorrebbe rifiutare la nuova missione, ma Church gli ricorda che lui è in debito e che se non lo salda saranno uccisi tutti quanti. "E sai benissimo questo cosa significa, Barney. Niente 'The Expendables 3', e non so se potrai permettertelo, con la crisi di questi tempi... ". Stallone si convince. Giusto il tempo di rifarsi la tinta e lui e i suoi mercenari sono pronti per la nuova missione. In più, fra loro c'è anche una donna, la cinese Maggie (Nan Yu), che si professa esperta guerriera mentre serve involtini primavera per aiutare Gunner a completare la sua collezione di luoghi comuni. Incoraggiati a concentrarsi sulla missione dal fatto che Maggie è assolutamente inguardabile, il gruppo arriva rapidamente sul posto e scopre che effettivamente quei rottami sono rottami di un aereo. Dopo qualche battuta su RyanAir e una breve riflessione sul fatto che viaggiare in aereo resta comunque il modo più sicuro per muoversi, Barney organizza la squadra. "Allora: è improbabile che su un aereo si trovi un'altra cassaforte esplosiva quando ce n'è già una a bordo. Quindi noi stiamo cercando una cassaforte esplosiva, e solo una. Se ne vedete un'altra ignoratela: anche se vi piace, anche se è la più misteriosa cassaforte esplosiva che abbiate mai visto, anche se dentro potrebbe esserci il botulino più saporito che abbiate mai assaggiato - voi ignoratela. Sono stato chiaro?". Grazie a Maggie, che conosce il modo di violare la cassaforte senza far esplodere questo Universo, la squadra recupera la scatolina di plastica ma a quel punto entra in scena Vilain (Jean-Claude Van Damme) che si chiama così perché è il cattivo del film (villain, nella tradizione) e Van Damme si sarebbe confuso se l'avessero chiamato in un altro modo.



Vilain in preda a un crampo



Vilain prende in ostaggio Billy, minaccia di ucciderlo se non gli avessero consegnato la scatolina e poi, una volta avuta la scatola, lo uccide piantandogli il coltello di Barney nel cuore con un calcio volante. Mentre Vilain va via su un elicottero spinto dalla rotazione delle sue gambe, Barney e i mercenari si stringono intorno a Billy che sta esalando l'ultimo respiro. "Consegnate questa lettera alla mia fidanzata in Francia" dice a fatica il ragazzo "però non adesso. E' appena uscita a fare la spesa, l'ho vista. Purtroppo non sa che troverà una lunga fila nella boulangerie. Non ha le scarpe adatte per attendere tutto quel tempo in piedi. Ha le ossa fragili, sapete. Gliel'ho detto anche, una volta, dopo averle fatto i raggi X dei piedi con gli occhi. Datemi arco e freccia: con la mia mira la colpirò, così non dovrà vivere col dolore di avermi perso. Ma sbrigatevi, arriva l'autobus che sta aspettando, eccolo che...". A quel punto Gunner lo soffoca con uno scarpone e gli danno degna sepoltura sotto un mucchio di pietre. Barney è infuriato: non solo Vilain ha ucciso quel giovane di così belle speranze, ma gli ha anche rubato il coltello, l'unico al mondo in grado di incidere la pelle del suo viso ormai praticamente dura come il diamante. Vilain ha rubato la scatoletta perché contiene una mappa per una miniera vergine di plutonio in Russia. La squadra parte per questo posto sperduto in mezzo alle steppe, che tuttavia è visibile dallo spazio perché di notte è fosforescente. Arrivati, sgominano la banda di Vilain che però intanto aveva raccolto tutto il plutonio rendendo schiavi gli abitanti di un villaggio vicino alla miniera. All'arrivo dei mercenari di Barney, Vilain, i suoi, e il plutonio se la battono a gambe levate, e gli abitanti vengono liberati ed esultano non tenendo presente la leucemia che scopriranno di avere fra 20 anni. L'impresa non è da poco: esplosioni, mazzate, sparatorie e perfino un momento in cui i mercenari e gli schiavi vengono rinchiusi in una grotta sotterranea senza apparente via di scampo. Un pericolo estremo per i mercenari, data l'umidità della caverna, fatale per i loro reumatismi. Alla fine grazie all'aiuto di Trench e Booker (Chuck Norris) riescono a cavarsela. Booker cita anche uno dei famosi Facts su Chuck Norris, dimostrando una bella autoironia. Poi, per aver preso in giro se stesso, Chuck Norris si strangola.


Chuck Norris uccide qualcuno per telefono 


Con l'aiuto di Trench, che ha smesso definitivamente di governare la California ma ha tenuto un fucilone automatico che spara che è un piacere grazie ai tremori del Parkinson, Barney riesce a rintracciare Vilain, e arriva allo scontro finale. I due sono l'uno di fronte all'altro e Vilain propone a Barney di battersi come veri uomini, ossia a mani nude e senza controfigure. Barney accetta con entusiasmo perché tanto, con la cataratta, non sarebbe mai riuscito a centrarlo: si sfila il cinturone e la panciera e si mette in guardia. Segue uno scontro memorabile in cui due vecchi si prendono a calci e pugni come nemmeno quando si tratta di stabilire qual è la boccia più vicina al pallino. Van Damme, 15 anni meno di Stallone, le prende di santa ragione. Alla fine, Barney riconquista il suo amato pugnale e lo pianta nelle budella di Vilain, che muore sul colpo dopo aver eseguito una serie di calci volanti e mosse di karate. Lieto fine con Barney che saluta e va a ringraziare Maggie con una pacca sulla spalla, dato che il Viagra gli fa venire le rughe al pisello. "Posso tenere comunque qualcosa di tuo, Barney? Che so, una ciocca di capelli" "Sei pazza, con quello che mi sono costati. Prendi un dito e un pezzo di labbro, tanto ormai sono cose che mi ricrescono da sole come le code delle lucertole". L'ultima inquadratura è dedicata alla grande accoppiata Schwarzenegger/Trench - Stallone/Barney, con Trench che è ferito a una coscia e Barney che nota un insolito scintillìo sotto la ferita. "Ehi Arnold, guarda che hai sbagliato film, non è Terminator questo". "No, no, tranquillo. E' la protesi di titanio, me l'hanno messa il mese scorso".
Non si batte il classico.    

Giudizio: un classico dell’azione. Talmente classico che ti stupisci che non sia in bianco e nero. Sempre che tu non sia un cane o un gatto. Totalizza quattro machete su cinque.

mercoledì 8 agosto 2012

Una figura di merda olimpica




Noi italiani nello sport abbiamo sbagliato tutto. E' inutile: non ci sappiamo proprio fare. Chi si vende le partite, chi si dopa, chi tromba un'ora prima delle finali in piscina e poi si lamenta perché in acqua va lentamente. Qualcuno insinua che la Pellegrini, data la sua spregiudicata e sbandierata condotta, abbia sopravvalutato il potere di alcuni energizzanti prodotti della natura. OK, sono proteine, ma la mamma non le ha mai spiegato che deve lasciar passare almeno tre ore, prima di fare una finale olimpionica? D'altra parte, i Pavesini non sono poi così leggeri come sembra. La faccenda dei Pavesini... semplicemente agghiacciante "cosa fa  Federica Pellegrini quando non nuota?", io - nei lunghi tempi di attesa che le cronache Rai lasciano* - a un certo punto mi sono chiesto direttamente: "ma quand'è che Federica Pellegrini nuota?". Perché certamente a Londra non ha nuotato un solo secondo. Andava in vasca praticamente solo per rinfrescarsi e farsi fotografare con il costume nuovo. In questo modo ha solo permesso ai Pavesini di essere eletto "Prodotto dell'anno per chi nella vita non vuole fare un cazzo", ovvero la quasi totalità dei consumatori italiani. E pensate che è stata anche in gara con la Vezzali per essere la portabandiera italiana. Ovviamente alla fine la Pellegrini ha perso anche questa competizione, dato che non è più capace di vincere più nemmeno a briscola chiamata. Come si fa a ridursi così? Come può un essere umano con una sua dignità sopportare di diventare una cosa di cui parla Selvaggia Lucarelli? E poi: Filippo Magnini. Perché così lento? Per Marin sappiamo che cosa a un certo punto lo aveva rallentato: le corna troppo pesanti lo facevano affondare (nonché rigare il fondo vasca che poi era sempre da smaltare di nuovo). Ma Magnini? Il superuomo, il capitano, l'uomo capace di copulare in stile rana, dorso e farfalla contemporaneamente? Dopo le sonorissime batoste in vasca si è messo a piagnucolare che la preparazione era sbagliata, che era tutto da rifare e la gente era cattiva. Ma lui, il capitano, l'eroe, è uno che sa come prendere il toro per le corna (le corna che gli ha piantato lui scopandosi la sua mucca**) e ha trovato subito la soluzione: andarsene da Twitter. Perché l'intenso sforzo di scrivere ogni volta pensieri lunghi ben 140 caratteri lo aveva alla fine disidratato, esaurito, demotivato. Quindi ci riproverà - con le Olimpiadi e con Twitter - fra quattro anni, quando ne avrà compiuti dodici. Absit iniuria verbis.



Poi c'è stato il caso di Alex Schwazer, questo ragazzone di Vipiteno di nemmeno 30 anni che aveva vinto l'oro Olimpico per la marcia a Pechino nel 2008 che occasionalmente fa anche la pubblicità al Kinder Pinguì. Lo ricapitolo per quelli meno attenti. Questo tizio qui voleva vincere di nuovo e non ce la faceva, voleva uscire dall'ombra della Kostner (sua fidanzata dal 2008) e non ce la faceva e quindi si è dopato. dopo la sua confessione fra le lacrime tutti si sono impietositi e hanno preso a dire: "Sì, ma ha ammesso di essersi drogato". E GRAZIE AL CAZZO, mi viene da dire con una certa raffinatezza. Vorrei ben vedere, con le analisi del sangue sbandierate sotto agli occhi in cui spiccava un campione ematico fuori norma. Cosa avrebbe dovuto fare, Schwazer, continuare a negare? Fingere di essere un cavallo? Ma vorrei andare oltre. Mi addentro in una ipotesi. Se, puta caso, 'sto biondino fosse riuscito a scapolarsela, se per qualche imponderabile motivo le macchine avessero commesso un errore nell'assaggiare il suo sangue ricco di Kinder Pinguì, secondo voi lui avrebbe confessato, autoaccusandosi? Si sarebbe costituito prima della gara, per amore dello sport? Io non credo. Io credo che si sarebbe intascato la sua medaglia - perché questa era l'unica cosa che gli importava - e con quella al collo sarebbe andato a copulare con la Kostner la sera stessa come se niente fosse, senza togliersela mai. E con spinte pelviche più forti che prìa, grazie all'Epo. Perché questo è quello che aveva fatto fino a quel momento: imbrogliare. E non avrebbe smesso, se l'ematocrito fuori dai gangheri non l'avesse fermato. Può mai essere questo il ritratto di un giusto? Ora il ragazzo sta andando in giro a piangere ovunque, in conferenza stampa, al bar quando fa colazione, in edicola comprando i giornali in cui lo insultano. Io, vedendolo così distrutto, non posso fare altro che pensare: controlliamo anche quelle lacrime e avremo nuove sorprese. Che poi, negli ultimi secondi dell'intervista rilasciata al Tg1 (in cauda venenum) ha pure insinuato che la nuotatrice cinese Ye Shiwen*** che ha fatto un tempo migliore di Phelps fosse dopata: ma come si spinge ad accusare gli altri, lui che è appena stato squalificato e che apparentemente dovrebbe essere mortificatissimo? Ragazzi, mi raccomando, non prendete mai l'Epo: guardate come ci si riduce. Absentem laedit, qui cum ebrio litigat.





*le telecronache Rai sono stupende. Mandano le pubblicità nei momenti sbagliati, all'improvviso parte il Tg2 (anche quando stai su Rai1) e quando meno te l'aspetti saltano su un'altra rete. Una volta sono saltati su TeleOro. Una regia talmente confusa che si sono persi la semifinale dei cento metri piani, e ha non ha migliorato le cose il fatto che abbiano cercato di riprodurla con Caprarica nei panni di Bolt.  

**questa era troppo facile per mancarla.    

*** Schwazer non è stato l'unico ad accusarla di doping, ma per fortuna la sedicenne Ye Shiwen è serena, ha ignorato le polemiche ed è già tornata in patria dove con il movimento delle braccia fornisce energia elettrica alle abitazioni della provincia del Guanggdong.