domenica 27 maggio 2012

Pagine giallo-oro




Doctor Enzensberger rilancia accorato: “I libri di qualità dovrebbero costare molto di più della letteratura d’intrattenimento”. In effetti la questione non è da spregiarsi, almeno non in prima battuta. Occorre ricordare ai nostri esìmi 27 lettori che, ancorché esse maturino nei procellosi recessi delle vibranti coscienze di magni uomini di lettere, le opere di cotali artisti, finiscono sui ripiani polverosi delle nostre biblioteche per pochi spiccioletti, oltre che per pochi minuti. La cosa ci lascia sommamente interdetti, e ha il sapore di vilipendio della dignità degli inestimabili maitre à penser che affollano le stanze della Vera Cultura Superiore, di cui Enzensberger si costituisce degno esponente. Vi pare che, verbigrazia,  quel barbaro di Stephen King, che per inciso non è neanche europeo,  riuscirebbe a usare con pertinenza parole come “didinamo”, “mastura” o “cavalocchio”? no, signori miei, men che mai. E gli aggettivi, dove li mettiamo? Dove li trovate aggettivi come  flou, deraciné, chaude-mellé, wassermann? Come potrebbe un cicciotto yankee scrivere di spleen, o di ritmo triadico hegeliano, o di catechismo cinese, l’anima imbastardita da anni passati a sbranare untuosi hotdog in infingarda contemplazione del superball, il loro sbullonato concetto di patriottismo, o a dar la caccia ai mostri in grottesche pagine di romanzi splatter, perché sono anche dei sanguinari, questi ottusi letterati d’intrattenimento? Ecco le parole che troverete nei loro libercoli: hotdog, touchdown, K.O., baciami le chiappe. Desidero condurvi in un gaio esperimento che riuscirà indubbiamente esemplificativo. Apriamo un libro di “intrattenimento” (che malaugurata espressione! Come dovrebbe chiamarsi un «autore d’intrattenimento»? Entraineur? ), a pag. 480 del ‘Talismano’ di S.King leggiamo: “T’ammazzo, bastardo, pensò confusamente Jack, t’ammazzo, t’ammazzo, t’ammazzo”. Ora spalanchiamo quel tempio di cultura, quel messale di sapienza che è Il nome della rosa, pag.480: “Licurgo avrebbe fatto ereggere una statua al riso”. Non c’è paragone, signori miei! Ma proseguiamo prego e, turandosi il naso, esaminiamo con cautela la pagina 930 del menomo e malcomposto libro di cui sopra: non v’è menzione di simposio alcuno, nessun accenno al libero arbitrio, all’iperuranio, ai cavalli da tiro leggero, ai laghetti svizzeri, cioè alle uniche polle in cui s’annidino le umane virtù (e mi pare che questa sia pacifica asserzione). Cosa c’è a pag. 930 del Nome? Assolutamente niente, perché quella pagina non c’è. Il benedetto libro ha incontrato il suo epilogo centinaia di pagine prima: altro pregio, la letteratura di qualità non è logorroica. E alla fine del Talismano non c’è nemmeno un excusez-moi dell’ignobile autore! È uno scandalo. Essi dovrebbero avere lo stesso prezzo, adunque? Si dovrebbe corrispondere lo stesso guiderdone alle diottrie da irrequieto adolescente di King e ai peli canuti della saggia barba di Eco?Giammai, poffarbacco! Quella di King è scritturugiola, miei amici, siamo seri: pensate ai chili di nomi concreti,  alle badilate di trasformazioni passivanti, alle manciate negli occhi di verbi ergativi, alle… alle scatarrate di subordinate, alle tante e sofferte virgole trasudate da Eco. Quanto vale tutto ciò, per voi? I due non dovrebbero nemmeno essere pagati con la stessa divisa, a parer mio!
E soprattutto, quanto dovremmo farvi pagare questa nostra meravigliosa rivista? Riflettete, ponzate.
Enzensberger: “I libri di qualità dovrebbero costare molto di più della letteratura d’intrattenimento. A proposito, ho appena scritto un libro di qualità”
Conto:
menomo, polle, adunque …………………………………………………………………………0,5 €
guiderdone, ponzate………………………………………………………………………………...1 €
malcomposto……………………………………………………………………………………...1,3 €
verbigrazia, deraciné………………………………………………………………………………..2 €

Totale     4,8 €

Grazie e arrivederci


sabato 26 maggio 2012

L'annunzio di (Paolo) Gabriele







Vatincaleaks è a un punto di svolta. Sarebbe stato Paolo Gabriele, maggiordomo vaticano, a mettere le mani su documenti top secret di Benedetto XVI: il cameriere del Papa è stato arrestato ieri con l’accusa formale di aver permesso a Gianluigi Nuzzi di scrivere un altro libro. Un altro capitolo dell'inchiesta è stato accantonato. Così le vere indagini del Vaticano possono cominciare. I documenti trafugati da Gabriele non sono comunque granché significativi. Rispetto a quelli che non è riuscito a trafugare. Si parla tanto delle carte che è riuscito ad accaparrarsi. Perché non avete idea di che fine ha fatto fare all’argenteria.
Comunque era inevitabile che dagli appartamenti papali prima o poi trapelasse qualcosa di top secret. Non sapete che confusione può esserci, con tutti quei chierichetti che mettono le mani dappertutto. Paolo Gabriele, cameriere, avrebbe dunque rubato e nascosto documenti che svelano i giochi di potere all’interno del Vaticano: veleni, traffici oscuri, lotte intestine. Tutte cose che gli faranno trovare certamente un altro posto da MacDonald’s. Il Papa si è detto «colpito e addolorato» soprattutto perché, come si può vedere in questa gallery, Gabriele era sempre accanto a lui e avrebbe dovuto almeno insospettire il cerchio rosso che aveva quasi sempre intorno alla testa.
Gianluigi Nuzzi si è difeso richiamando la deontologia del giornalista. Anche se avrebbe fatto meglio se avesse invocato quella della sua professione. Nuzzi ha comunque annunciato che darà battaglia. E sta già preparando un prossimo libro con scottanti rivelazioni sulle lettere segrete di Bertone ai Corinzi. Gabriele è stato colto in flagrante. E’ stato sorpreso mentre spolverava troppo da vicino alcuni alibi del Papa. Alla fine, è stato comunque arrestato perché il suo appartamento era pieno di documenti secretati. Ed era tutto in disordine. Quando è stato reso noto l’arresto di «una persona in possesso illecito di documenti riservati», un brivido ha percorso la Curia. Ma poi si sono tranquillizzati: i veri Vangeli sono ancora sotto chiave.
Ma i dubbi sulla colpevolezza di Paolo Gabriele in queste ore si moltiplicano. Com’è possibile che fosse solo? E come ha fatto, un umile cameriere, a rubare e nascondere per tutto quel tempo quei documenti così scottanti? E già che ci siamo: cos’è questa storia di quel semplice falegname che a un certo punto cominciò a fare miracoli per tutta la Galilea?
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domenica 20 maggio 2012

Brindisi per noi



WARNING: caduta post discutibili

LA NOTIZIA: Esplode ordigno di fronte all'Istituto "Morvillo Falcone" di Brindisi. Muore una ragazza di 16 anni.

Amarezza del Preside: saltato di nuovo il compito in classe.

Già è dura andare a scuola di sabato mattina, ora anche le bombe...

I ragazzi torneranno a scuola, anche se stranamente cercheranno con grande insistenza la sospensione.

La scuola, dopo questo attentato acquista una memoria di dolore. Non c'è proprio più nessun luogo sicuro in cui imparare a fare pompini.

Annullata la Notte dei Musei. Anche se non ci sarebbero stati problemi di sicurezza, dato che ci sarebbero stati ben pochi 16enni.

In Rete si è diffuso un video che si riferiva a pochi istanti dopo la tragedia, grazie alle riprese effettuate dal telefonino di uno studente che si stava filmando mentre pisciava addosso a un disabile.

Morta una ragazza di 16 anni. Rinnovato il contratto a Barbara d'Urso.

Le parole dei compagni: "Un dolore immenso", "Una grandissima amica", "Ho sue foto nuda"

Gli inquirenti: "nell'innesco la chiave dell'attentato". Se non ci fosse stato la bomba non sarebbe esplosa.

Le indagini per ora non escludono nessuna pista. Insomma, non si sa ancora chi sarà assolto dal processo.

"Non è il modus operandi della mafia". E' vero. Significherebbe essere dei criminali!

Chi sarà stato? Malavita? Sacra Corona Unita? Anarchici? Oppure... ehi, questo sì che si chiama bullismo!

Qualcuno pensa che la colpa sia dello Stato. Il summit di Monti in America? Io lo chiamo alibi.

Quello che è certo è che si tratta del più grande attentato mai compiuto dalla mafia contro l'insegnamento di modi verbali diversi dal passato remoto.

E se fosse stata la mafia? Ci sarebbe veramente da preoccuparsi. Uccidono anche ragazzini, adesso. E chissà a cosa potrebbe arrivare, allora, se lo Stato cominciasse a fare qualcosa per contrastarla.

Si segue anche la pista mafiosa. Certo, è un po' tardiva come protesta per la caduta di Berlusconi.

Berlusconi ha espresso subito massima solidarietà al cartellone pubblicitario danneggiato.

"Questa bomba? Era nell'aria" ha detto Beppe Grillo ricordando che oggi si può votare per farlo stare zitto.

Walter Veltroni: "Non escludo delitto passionale". Pensate a quante corna doveva avere questo tizio.

Grillo: "La bomba era nell'aria". Beppe, sono quasi sicuro che non si sia suicidata per Equitalia.
(Versione alternativa: - La cosa buona è che, una volta tanto, non c'è stato nessun suicidio - )

martedì 1 maggio 2012

Lavorare meno, lavorare in meno






Stefano Pisani
Lunedì scorso, Elsa Fornero ha fatto visita ai lavoratori Fiom dell’Alenia di Torino. Anche se i suoi assistenti le avevano sconsigliato di presentarsi all’incontro, data l’assenza di Fabio Fazio. 
Il ministro però ha deciso di accettare l’invito e di andare a spiegare di persona la sua riforma. Si è presentata puntuale alle 9 all’Alenia di Caselle, prendendo subito la parola: «Ah, allora è così che è fatta una fabbrica». Più di mille i dipendenti presenti all’incontro. Che dopo l’approvazione della riforma del lavoro diventeranno 18. I lavoratori si sono accomodati e una volta incatenati alle sedie l’assemblea è cominciata. La Fornero ha affrontato i grandi temi di questi giorni: l’articolo 18, i licenziamenti, gli esodati, la meritocrazia. Alle parole «sull’articolo 18 il Governo ha agito in modo equilibrato» un operaio ha lanciato un uovo, che però non è andato a segno perché è stato intercettato da un altro operaio che non mangiava da tre giorni. Il ministro Fornero, dal canto suo, ascoltava le domande dei lavoratori e prendeva appunti. Segnandosi i nomi di quelli che non abbassavano lo sguardo. La professoressa ci ha tenuto a specificare che l’incarico governativo è per lei «un periodo transitorio», e anche tutti i lavoratori dovrebbero abituarsi a considerare così la propria occupazione. A proposito degli esodati, il ministro ha detto che non dovrebbero essercene fra i dipendenti Alenia. Che è quello che dice a tutti. La Fornero è un po’ come un attore di teatro che va in una città e si lamenta del pubblico, ma di quello delle altre città (e non dimentichiamoci che riesce anche a piangere a comando). L’Inps disse che gli esodati erano 130mila, la Fornero ha ribattuto che invece erano 65 mila, ma avrebbe fatto un controllo più accurato nelle statistiche dei suicidi. L’incontro è terminato dopo circa due ore. Il Ministro ha salutato tutti calorosamente e sul viso si leggeva la soddisfazione. Due ore di straordinario sono sempre due ore di straordinario.


articolo pubblicato su "Il Misfatto", inserto satirico del "Fatto Quotidiano", il 29 aprile 2012