mercoledì 29 giugno 2011

Angelina Jolie e il reality LA MIA AFRICA

Prima di visitare il CIE di Lampedusa,
Angelina Jolie prende confidenza  con i luoghi ristretti e umidi
A quanti profughi può capitare di vedere da vicino una stella del cinema? Ok, se sei una prostituta nigeriana cosciona può sempre capitarti di incontrare Hugh Grant. E magari ti capita anche che lui ti chieda di scoparlo (sempre che tu abbia la sifilide) - ma non areniamoci su questo caso limite.

Può anche capitare che tu incontri Angelina Jolie, sbarcato su suolo italiano. Che magari il massimo che ti aspettavi era vedere Leopoldo Mastelloni, ma invece no. La fortuna ti arride e ti ritrovi di fronte Angelina Jolie. L'attrice, dico. Io sono stato testimone dell'incontro della Jolie con i rifugiati di Lampedusa. E sono qui a narrarvelo, finalmente.

Innanzitutto veniamo ai fatti. La Jolie è arrivata a Lampedusa sotto copertura: nei giorni precedenti, infatti, per depistare un po' le autorità locali avevano diffuso la voce che stava per arrivare una bravissima attrice hollywoodiana. Per quei pochi che ancora avrebbero potuto pensare alla Jolie, si è poi diffusa la voce che l'attrice era una cessa. Dopo un po', non avreste trovato più nessuno in giro a far domande sull'arrivo di Meryl Streep.

Un bel mattino, con l'agilità di aereo guidato da un pilota ubriaco per un festino a bordo, il jet personale di Angelina Jolie ha raggiunto Lampedusa. Non è atterrato nell'aeroporto al cui interno si trova l'isola, ma è ammarato a circa un chilometro di distanza. Poi è stato trascinato nel porto dalla guardia costiera. La Jolie dirà, successivamente, "abbiamo optato per questa soluzione perché volevo sentirmi una vera immigrata". Il motivo della sua visita, infatti, era solidarizzare, in compagnia dei fotografi, con i rifugiati dell'isola, sentirsi una di loro.

Il Sindaco ha accolto l'attrice parlando del ruolo di Lampedusa in questa emergenza umanitaria. "Gli immigrati secondo noi sono una risorsa molto importante - le ha detto asciugandosi la bava sulla fascia tricolore - e poi davvero non sapevamo come usare quei capannoni abbandonati pieni di tetano".

Esattamente come succede con gli immigrati che approdano sull'isola, la Jolie è stata scortata da una delegazione ufficiale formata dalle autorità locali e da Claudio Baglioni verso il CIE, dove alcuni agenti hanno provveduto a prenderle le impronte. "Voglio essere come un'immigrata, voglio essere come un'immigrata" ripeteva in continuazione l'attrice "a costo di spezzarmi un'unghia!"

Angelina Jolie: "Agente, eccomi. Sono un'immigrata... prenda le mie impronte digitali, per favore"
Agente: "ah, non ha saputo della nuova procedura?"
Angelina Jolie: "quale nuova procedura?"
Agente: "ora prendiamo le impronte dei capezzoli"
Angelina Jolie: "Ah! non sapevo!"
Agente: "E allora perché è in topless?"
Angelina Jolie: "Agente, procediamo"
Agente: "Subito. Solo un secondo che avviano la telecamera"

Dopo aver dato le impronte a tutti gli agenti della caserma, Angelina si è ritrovata completamente ricoperta di inchiostro e ha ottenuto due risultati: essere fisicamente simile ai rifugiati e aver inventato una nuova disciplina: "La lotta nell'inchiostro".

Poi è venuto il momento di incontrare i profughi veri e propri. "Dove sono? dove sono?" ha chiesto la Jolie. "Segua il suo naso" le ha risposto il sindaco. Una delegazione di autorità locali (stavolta non c'era Claudio Baglioni, attardato a pulire la caserma) ha scortato la Jolie verso il cuore pulsante del CIE, quello che la polizia locale chiama "La nostra piccola scuola Diaz personale".

La Jolie ha incontrato alcuni rifugiati e si è commossa al punto ne ha adottati ventitré. Molti rifugiati, dal canto loro, hanno avuto immediatamente una poderosa erezione, anch'essa senza documenti. Angelina, riempita di tenerezza, ha cominciato ad accarezzarli uno per uno, stando ben attenta a non inciampare nelle catene.

Sindaco di Lampedusa: "E quindi, vede, ecco i nostri ragazzi. C'è Bombo Jones, Kunta Kinte, Martin Luther Kong, Mandingo Bob, Culo di fango, Herpes Zoster, ..."
Angelina Jolie: "Oh, che strani ..."
Sindaco: "I nomi dice? Eh sì, qui abbiamo pensato di inventarci questa cosa: abbiamo deciso di dare un nome a tutti. Ci aiuta quando dobbiamo prenderli a maleparole. Siamo gente avanzata noi, mica come quegli altri paesi razzisti"

Mentre il Sindaco spiega che molti rifugiati sono ancora in vita perché presto saranno usati nei lavori dei nuovi campi da golf, Angelina ha un mancamento e cade fra le braccia di un rifugiato, che viene istantaneamente. A quel punto, uno degli agenti lo frusta sulla schiena e lo trascina nella gabbia, ma come gesto di clemenza gli lancia dei cobra attraverso le sbarre. Sentendo lo schiocco della frusta Angelina riprende i sensi, e mentre Claudio Baglioni sta ripulendo il tutto, lei grida qualcosa di scomposto a proposito della mancanza di seme di Brad Pitt.

La star americana, a quel punto, si prepara ad andarsene, ma viene fermata dal capo della polizia perché stanno facendo accertamenti sul suo conto.

Capo della polizia: "ha detto di trattarla come gli altri, no? Si accomodi pure e nel frattempo mangi pure alla mensa immigrati: oggi c'è sterco di porco in sangue di topo. Se vuole un consiglio lasci stare il tonno, è quello che peschiamo noi"

E così, Angelina, è stata costretta a far ricorso a tutta la sua bulimia per ingurgitare quintali di sterco di porco e sangue di topo. Qualche volta, però, era sangue di maiale, anche se non necessariamente lo stesso maiale dello sterco. Mentre era imboccata a forza da Claudio Baglioni, il capo della Polizia la incoraggiava: "Perché tu non hai visto quello che abbiamo fatto mangiare agli U2".
Alla fine degli accertamenti, Angelina si è fatta incartare quello che non era riuscita a finire ed è uscita su cauzione. Si è poi diretta verso il suo aereo, scortata da una delegazione di autorità locali e dalla sezione lampedusana del fan club italiano di Tomb Raider.

"Sono stata veramente felice di essere tra voi - ha detto nel suo discorso di commiato - spero di tornare presto su questa vostra splendida isola, che è in prima linea nell'offrire aiuto a tanti poveri profughi. E sono stata veramente felice di aver imparato che qui in Africa non ci sono solo neri! Grazie mille!". L'isola e Claudio Baglioni sono esplosi in un caldissimo applauso che ha sospinto la Jolie lungo la scaletta fin nel suo jet. "Anche noi siamo stati fieri di accogliere la donna con le labbra più turgide del mondo!" ha detto il Sindaco parlando direttamente al culo della Jolie.

Mentre gli abitanti sventolavano padiglioni auricolari dei rifugiati in segno di saluto, l'aereo ha acceso i motori ma non è riuscito a decollare. Alcuni immigrati, infatti si erano nascosti nella stiva del velivolo. Sorpresa da quella scoperta, Angelina si è immediatamente rannicchiata accanto a loro. "Voglio essere un'immigrata! voglio essere un'immigrata! Partiamo!" ha risposto al pilota che cercava di spiegarle che l'aereo non era omologato per volare con gente povera a bordo. Ma non c'è stato niente da fare: gli immigrati son dovuti scendere, ma almeno è stato accontentato il loro desiderio di essere gettati nei motori a reazione, invece che tornare nel CIE.

Sono rimasti fermi così per ore.





domenica 26 giugno 2011

La fine di Tele Mora

Lele Mora è stato arrestato. Si inaugura con un grande evento la stagione estiva del Carcere di Opera di Milano. Gli viene contestata la bancarotta fraudolenta e l’emissione di false fatture che odoravano di Aida Yespica.
La Guardia di Finanza lo ha prelevato qualche giorno fa nella sua casa di Viale Monza a Milano: al momento dell’arresto, Costantino è scappato dalla finestra, ma prima si è fatto timbrare la mano per poter rientrare gratis. Sulle prime Lele, accerchiato, stava per farsi prendere dal panico. Poi si è ricordato di un vecchio consiglio: cosa pensare in queste occasioni per restare calmo davanti agli agenti: “immaginali nudi. Mentre arrestano Emilio Fede”. Ha interrotto la lap dance e si è consegnato docilmente.
Gli agenti hanno cominciato a dubitare del suo stato di effettiva insolvenza quando Mora ha chiesto se in carcere poteva portarsi lo spazzolino e la Versilia. Il manager non sarebbe infatti del tutto privo di liquidità. I magistrati stanno indagando un suo presunto conto in Svizzera mentre hanno già disposto il congelamento di Daniele Interrante.
Dopo aver sgomberato la sua cella dalle creme viso che Fabrizio Corona aveva lasciato lì, Mora si è ritrovato di fronte a un branco di pregiudicati senza morale disposti a ogni nefandezza per qualche sigaretta, e subito li ha messi tutti sotto contratto. Poi si è informato su chi fosse il più bello del penitenziario e lo ha piazzato ai festini del Direttore.
Fabrizio Corona. L’ex migliore amico di Lele, che ora dirige il settimanale scandalistico Corona’s Star (sottotitolo: “Il prossimo motivo per cui mi arresteranno”) gli ha scritto una lettera dalle pagine della rivista: «Non voglio immaginarlo disperato in quella cella. Il Lele che conosco ha su il grembiule e un gran sorriso. E cucina per tutti i suoi compagni di cella». Lele, Fabrizio ti vede come Antonella Clerici. Ormai lo hai perduto.
Quando ha notato che per terra alcuni galeotti stavano disegnando col gesso la sagoma del suo corpo, Mora ha annunciato di voler collaborare con la magistratura. E’ bello che anche in carcere un uomo trovi la forza di cominciare inesplorati hobby. La richiesta di custodia cautelare è stata giustificata dalla sua “spiccata tendenza a delinquere”, ma era risaputo che Mora frequentasse ancora molto Silvio Berlusconi.

(in foto: Lele Mora riceve una telefonata di ............................... )





Articolo uscito su Il Misfatto  n.9 del 26 giugno 2011, inserto satirico del Fatto Quotidiano

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mercoledì 22 giugno 2011

La7 pigliatutto

L’amministratore delegato di La 7, Giovani Stella, ha annunciato grandi novità per la prossima stagione. Santoro, probabilmente, andrà dalla Rai a La7, passando così da una tv privata a un’altra. E non è tutto. dopo averlo censurato, La7 farà anche un nuovo programma con Daniele Luttazzi. Andrà in onda durante la “ricerca segnale” del decoder.

Stella si sta lanciando in questi giorni in una campagna acquisti così frenetica che per poco non comprava anche Scilipoti. La Rai invece sembra tranquilla nelle mani del dg Lorenza Lei, la donna che frequenta la Santanchè quanto basta da beccarsi una fatwa: già affidata a Rai2 la controffensiva dell’azienda: uno special di Voyager dedicato al mistero che si cela dietro la sequenza dei numeri della buonuscita di Santoro.

Anche la Gabanelli è in forse per l’anno prossimo. Secondo i bene informati...






... continua sul sito del Fatto Quotidiano


Articolo originale uscito sul Misfatto del 19 giugno 2011

domenica 19 giugno 2011

Bossi, la sfida di Pontida: Monza capitale d'Italia


Bossi ha annunciato che dal raduno di Pontida chiederà il trasferimento di (almeno) quattro Ministeri al Nord: Economia, Lavoro, Semplificazione, Riforme. Si giustifica così lo slogan di quest’anno: “crediamo che in giro non ci siano abbastanza cazzate

E’ profondamente ingiusto spostare i Ministeri da Roma a Monza. Non esisteva proprio nessun altro modo, per farsi mandare affanculo? Chiedere il trasferimento dei Ministeri a Monza. Che roba. E cos’altro pretenderà di spostare poi? Il Colosseo da Roma? L’Arc de Triomphe da Parigi? Le troie da Palazzo Grazioli?

Mi sembra una fottuta sciocchezza, per dirlo con le parole di Paolo Flores d’Arcais. Ma poi, dico io, con tutti i Ministeri fra cui scegliere, vai a scegliere proprio quelli? Ma portati il Ministero delle Pari Opportunità con la Carfagna, no?! Cosa sei, tordo?

Ma, d’altronde, cosa ci possiamo aspettare Bossi, uno che ha scambiato Calderoli per un Ministro.



In foto, giovani leghisti si esercitano con scarsi risultati ad alzare il dito giusto,
guidati dall'unico che ha indovinato il colore della maglietta




martedì 7 giugno 2011

Finalmente liberi di scegliere

Anche la Corte Costituzionale ha detto che possiamo votare il quesito referendario sul nucleare. All'inizio stentavo a crederci ma poi ho avuto la conferma guardando la faccia di Lupi.
Il popolo quindi sarà chiamato a esprimersi: vogliamo o no una bella centrale nucleare cheaumenti clamorosamente il premio della polizza vita del cittadino italiano?

Dove le piazzeremmo queste centrali in grado di segnare il rilancio energetico dell’Italia? Servono posti giusti: non sismici, non vulcanici, non soggetti a alluvioni. Insomma, non in Italia.
E le scorie? Dove le mettiamo le scorie? Sì perché infatti quando bruci uranio arricchito non basta aprire un po’ la finestra e far cambiare l’aria. Restano scorie che sono radioattive per 300 mila anni (minuto più minuto meno) che ti fanno diventare la pelle trasparente. Un bel guaio, quando vuoi schiacciarti i brufoli. E poi, dove le seppellisci? Il lago di Como è già strapieno di cadaveri, e nelle tasche dei vecchi giubbotti non ci stanno tutte.



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