"Quando c'è in giro Amy, nemmeno la tua pipì è al sicuro"
Mick Jagger
I medici del centro di riabilitazione preferito da Amy Winehouse (Londra, 14 settembre 1983) sono stati chiari «Amy, o smetti di ubriacarti o morirai». Che è poi quello che le ripetono da quando aveva 4 anni.
Amy Winehouse si serve della clinica The Priory da quasi cinque anni. E quando la vedete sul palco è perché è riuscita ad evadere. E' in ospedale da talmente tanto tempo che ha il sacchetto di soluzione fisiologica col suo nome sopra. Da quando c'è lei, ogni anno si tiene a Londra un campionato di Coma Etilico.
I suoi parenti, tuttavia, dubitano dell'efficacia delle cure prestate dal noto centro di riabilitazione. Da un po' di tempo sono infatti cominciate a circolare strane voci. «Alcuni ex-pazienti ci hanno raccontato che Amy gli succhiava di notte l'alcool dalle vene. E gli infermieri la lasciavano fare perché così il numero dei recuperi si impennava. E' inconcepibile, che non ci abbiano mai riconosciuto un soldo per il prestigio dato alla clinica» ha raccontato il padre Mitch accarezzando una delle sue parrucche preferite. E stringendone anche una di Amy.
Il vizio dell'alcool sta causando alla Winehouse diversi problemi anche con le sue tournée internazionali. Spesso, infatti, la cantante viene considerata una boccetta che supera i 100 millilitri di liquido e non riesce a superare i controlli aeroportuali. Inoltre, è stata dichiarata "persona non gradita" in alcuni zone del mondo, come la Borgogna (Francia) (molti ricorderanno l'incidente di due anni fa, quando Amy organizzò un finto concerto con ingresso libero per i viticoltori al solo scopo di divorare i vigneti lasciati incustoditi.)*
*dopo questo episodio, e l'avvento di Carla Bruni, la Francia sta valutato l'ipotesi di mettere al bando i CD
E anche qui in Italia la Winehouse ha avuto le sue noie con la legge: durante il suo tour del 2003 il suo staff si vide costretto a annullare il suo concerto di Roma che era andato sold out perché la cantautrice era improvvisamente scomparsa. Fu ritrovata dopo lunghe ricerche, in una cantina toscana nascosta in una botte di rovere da cui non voleva venire fuori con la scusa di «essere invecchiata solo 20 anni.»
I fan, intanto, si stringono intorno a lei manifestandole solidarietà. I suoi capolavori sono infatti adorati da milioni di alcolizzati in tutto il mondo. E anche un luminare come Lucius Ventresca, ordinario di Vinologia Scotofobica dell'Università Federale per Alpini non Autorizzati di Salisburgo, sembra quasi scagionarla: «Il 7 gennaio 2007, in un famoso locale londinese, vomitò durante l'esibizione, è vero. Ma riuscì comunque a tenere la nota. E, poi, vidi le foto della serata: con una prima fila così, come si fa a non vomitare? Ma poi, il vomito... non era proprio vomito, era più voglia di rispettare, ordinatamente, le fasi di un preciso regime bulimico. Pensate se vomitasse prima e poi mangiasse senza freno tutto quello che ha vomitato. Quello sarebbe insano, no?
Poi, l'alcool, la mrijuana, il crack, sei valium per calmarsi... Amy sta benissimo. Non vedete che riesce perfino a tagliarsi i polsi?»
Eppure, è in questi momenti che il pensiero corre al grande spessore umano della ragazza, che emerge drammaticamente in queste ore in cui la stanno prendendo a padellate sulla testa per farle uscire le mignognette che si nasconde nelle orecchie. E ci torna in mente una delle sue ultime dichiarazioni sul reale motivo per cui si fosse data al bere: «Cercavo solo qualcosa che mi distinguesse da Macy Gray.»
Una situazione che potrebbe portare a gravi conseguenze, come minare seriamente la salute dell'artista o, peggio, fornirle spunti per nuove canzoni.
Auguri, Macy.
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| Amy Winehouse: "2 x 1 = ...." |






