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| Sai Baba era molto sexy |
Il religioso indiano Sathya Sai Baba, considerato da milioni di fedeli una divinità vivente, reincarnazione di Sai Baba di Shirdi (e seconda incarnazione di Kalki, l'avatar del Kali Yuga), è schiattato oggi per collasso cardiocircolatorio.
Aveva 85 anni, non contando le sue vite precedenti. Pare che abbia tentato fino all'ultimo di guarirsi da solo, ma non essendo riuscito a trovare i soldi per pagarsi alla fine si è lasciato morire. Le sue ultime parole pare siano state: "In questo cazzo di Istituto di scienze mediche intitolato a me ti curano con il curry".
Le donne che vendevano ghirlande di calendula fuori dall'ashram, vegliando nel villaggio di Puttaparti dove era nato, alla notizia sono scoppiate in lacrime per il dolore ai piedi.
Sai Baba era noto alle masse soprattutto per i suoi miracoli, che consistevano nel materializzare dal nulla una cenere sacra agli indù, collanine, orecchine, braccialetti tutto a 1 un euro - interessa orologio Segnò?
La vibuthi, la cenere miracolosa, a detta dei fedeli compariva spontaneamente anche sui ritratti di Sai Baba che numerosi negozi vendono ai clienti devoti, ma solo se li tenevano in alto sulle mensole trascurando le pulizie.
Sai Baba comunque sta per realizzare il suo sogno: trasformarsi completamente in cenere sacra.
Non solo Sai Baba ci ha lasciati, ma anche il sosia che usava per il miracolo della bilocazione non si sente tanto bene
A 14 anni, Sai Baba si dichiarò improvvisamente incarnazione del Kali Yuga. Alla cosa seguì una rapida consultazione del Consiglio dei Guru per le Reincarnazioni.
Guru 1: "che ha detto?"
Guru 2: "Kali Yuga"
Guru 2: "E chi è? non ce l'ho nell'album"
Guru 3: "Aspettate, cerco io"
Guru 4: "Salve ragazzi! chi abbiamo oggi?"
Guru: 2: "Reincarnato di Kali Yuga"
Guru 1: "Sei sempre in ritardo"
Guru: 4: "E chi sarebbe?"
Guru 2: "Sta controllando Guru 3"
Guru 1: "Dove stavi? Noi siamo qui dalle 7"
Guru 3: "Niente ragazzi, non so chi sia questo Kali Yuga"
Guru 2: "ok, facciamo finta di niente e diamogliela buona. Chi vuoi che se ne accorga. E poi, fra qualche settimana, a questo ragazzino gli sarà pure passata la voglia di fare il santone".
Nel 1963 è sorta l'organizzazione Sathya Sai, attiva in 137 nazioni, e Sai Baba contava milioni di seguaci.
Durante la festività di Mahashivarathri, dopo un lungo discorso impiegato principalmente per pronunciare il nome della festività, era solito far fuoriuscire dalla bocca uno o più "Lingam", delle sfere d'oro (o altri materiali). Che comunque non erano nulla rispetto al reale contenuto del suo messaggio e a ciò che si annidava nelle sue orecchie.
Alcune sue massime:
- Ama tutti, servi tutti, aiuta sempre, non ferire mai, portami da bere
-Dio è dentro di te. Scoprilo, cazzo!
- Il servizio reso all'uomo è servizio reso a Dio (arriva questa ordinazione?)
- Comincia il giorno con Amore, riempi il giorno con Amore, trascorri il giorno con Amore, termina il giorno con Amore: insomma tieniti impegnato.
- Se le malattie e le sofferenze non fanno distinzione tra ricchi e poveri, perché dovrebbero farla i miei prezzi?
- La mia vita è il mio messaggio, voi siete i fessi che ci credono
- La Pace è il fiore profumato che nasce dal puro amore, però lasciate qualche spicciolo profumato all'ingresso
I seguaci di Sathya Sai Baba hanno iniziato a recarsi nel complesso sacro in cui dove si terrà fino a martedì la camera ardente del religioso. Il suo corpo sarà tenuto per i prossimi due giorni nell'ashram di Puttaparthy, nell'India meridionale, per permettere l'omaggio dei fedeli e preparare i funerali previsti per mercoledì.
Lo riferiscono i media indiani precisando che i fedeli potranno vedere la salma del santone a partire dal tardo pomeriggio di oggi, ultimo spettacolo alle 23.30.
Le autorità indiane hanno rivolto un appello alla calma. E' stato comunque garantito che a ogni fedele sarà consentito avvicinarsi alla salma del guru e scuoterla (per max un minuto) per il risarcimento danni.
Quando, dove e in cosa si reincarnerà Sai Baba? La sua missione sulla terra è stata prematuramente interrotta a 85 anni, a discapito di tutti quelli, e sono molti, che non hanno ancora mai potuto suonargliele.









