L'India è un paese bellissimo. Perché lo dico? Perché non ci sono mai stato e dell'India conosco solo alcuni extracomunitari che sono venuti a portarci il loro paese a domicilio qui al Sud richiamati dai simili livelli di povertà. In subordine, ne conosco altresì le capacità di fabbricazione automobilistica, perché io, proprio io in persona, sono il fiero detentore di un tipo di autovettura di origine indiana denominata TATA. La Tata è una macchina economica. La mia, almeno. Non ha particolari accessori, se si esclude il barrito di elefante che il motore emette quando uno tira verso di sé il volante nel quotidiano atto di impennare con la macchina. Gli elefanti, in questa storia, c'entrano, ma non si sa ancora come perché sono lenti e devono ancora arrivare qui. L'altra cosa che conosco dell'India, però e giustappunto, è l'abitudine ad andare in giro in groppa a elefanti, se devo credere al film di Alberto Sordi "Sono un fenomeno paranormale" che per me è istruttivo come un documentario del National Geographic girato da Licia Colò. Ci sarà un motivo, mi sono chiesto, se la gente va in giro in carrozzelle di cartapecora oppure a dorso d'elefante. Il motivo è che non si fidano delle loro macchine.
Stamattina mi arriva una lettera con tanto di firma di ricevuta necessaria, che subito ho pensato: ecco, il fisco mi ha beccato, oppure, la multa per divieto di sosta, oppure ancora la denuncia per molestie della figlia della vicina (che poi, come cazzo farà a elaborare una denuncia quella, alla sua età? ma non si sa mai). E invece no: era una lettera della Tata che mi avvisava che i tubi dei freni di altre autovetture dello stesso tipo del modello ai miei comandi avevano manifestato qualche problematica tecnica simile alla totale distruzione. Onde evitare che anche i miei tubi mi facessero vivere affascinanti momenti di avvicinamento ai grandi pascoli celesti, mi invitavano dunque a recarmi "prima possibile" in una officina autorizzata dove avrebbero provveduto alla verifica dell'impianto. Il tutto totalmente gratis. Dopo aver reso la giusta attenzione alla lettera e essermi cagato addosso, ho chiamato il centro e prenotato per lunedì. Inutile dirvi che, temendo le conseguenze psicologiche dello scoprire l'improvvisa inutilità di azioni come schiacciare il pedale del freno, rispetterò quell'appuntamento al nanosecondo. E per sicurezza mi recherò in officina spingendo la mia auto a forza di braccia, per tutti e 42 i chilometri.
Stamattina mi arriva una lettera con tanto di firma di ricevuta necessaria, che subito ho pensato: ecco, il fisco mi ha beccato, oppure, la multa per divieto di sosta, oppure ancora la denuncia per molestie della figlia della vicina (che poi, come cazzo farà a elaborare una denuncia quella, alla sua età? ma non si sa mai). E invece no: era una lettera della Tata che mi avvisava che i tubi dei freni di altre autovetture dello stesso tipo del modello ai miei comandi avevano manifestato qualche problematica tecnica simile alla totale distruzione. Onde evitare che anche i miei tubi mi facessero vivere affascinanti momenti di avvicinamento ai grandi pascoli celesti, mi invitavano dunque a recarmi "prima possibile" in una officina autorizzata dove avrebbero provveduto alla verifica dell'impianto. Il tutto totalmente gratis. Dopo aver reso la giusta attenzione alla lettera e essermi cagato addosso, ho chiamato il centro e prenotato per lunedì. Inutile dirvi che, temendo le conseguenze psicologiche dello scoprire l'improvvisa inutilità di azioni come schiacciare il pedale del freno, rispetterò quell'appuntamento al nanosecondo. E per sicurezza mi recherò in officina spingendo la mia auto a forza di braccia, per tutti e 42 i chilometri.
Domani sarà il mio compleanno e la Tata, dunque, mi ha regalato l'incolumità e qualche anno di vita, ovvero una morte diversa dallo schianto contro un albero che attraversa fuori dalle strisce. Va fatto comunque un plauso alla scrupolosità indiana. Scrupolosità che secondo me va imputata, più che dall'ovvio adeguamento alle normative internazionali sulla sicurezza, al fatto che essi credono in questa cosa della metempsicosi e pensano che il cliente più insoddisfatto è il cliente morto, il quale si vendicherà non appena si reincarnerà in qualcosa capace di impugnare una conveniente arma da fuoco. Faccio notare, infine, che incidenti del genere agli elefanti da trasporto non capitano mai (come mi rammentano i pachidermi or ora arrivati nel post).

1 commento:
Spero che la tua TATA sia verniciata con lo stesso motivo decorativo dell'elefante in questione.
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