Che voi direte: chi cazzo era? Guido Pancaldi (88 anni fino a ieri) è stato lo storico giudice di Giochi Senza Frontiere. I più vecchi se lo ricorderanno. Non quelli vecchi come lui, altrimenti non solo non ricorderanno lui, ma non ricorderanno proprio niente in generale (oppure sì, nessuno sa precisamente come funziona, questa cosa del coma).
Guido Pancaldone era nato in Svizzera nel 1922. Il paese della neutralità e sin da piccolo voleva fare il giudice di Giochi senza Frontiere. A scuola, per esempio, era quello che diceva sempre "Attention: trois, deux, un --- fiii" fischiando intensissimamente. Veniva regolarmente bocciato perché la maestra gli chiedeva di partire dal quattro ma lui si è sempre rifiutato.
"Anche nei rapporti sessuali era così" ricorda la moglie. "Ne faceva tre!? Ammappete!" "No che ha capito: durava tre secondi e poi fischiava... insomma... fischiava sperma dal cazzo! Mi scusi, sono timida...".
Pancaldi cominciò Giochi senza Frontiere nel 1966, e con lui c'era Guido Olivieri, che però è morto nel 2009. Al funerale di Olivieri, Pancaldi verificò che la bara fosse regolamentare e che i fiori fossero tutti veri, prima di dichiararlo ufficialmente morto. Poi il feretro è stato sepolto e Pancaldi è rimasto con il cronometro in mano per 4 mesi accanto alla tomba, prima di accettare che Olivieri non sarebbe riuscito a venire fuori da QUEL fil rouge.
Pancaldi, nella seconda parte della sua vita, aveva cominciato a produrre e vendere fuochi d'artificio e poi sigari, e spesso usava i fuochi d'artificio per accendere i sigari. "E' sempre stato molto legato alle armi da fuoco - ricorda Jacques Bremion, suo compagno di manicomio nella stagione '78-'79 - perché nutriva questa invidia profonda per lo starter. Amato da tutti, lo starter ha in mano un grande, esplosivo potere. A Pancaldi invece diedero sempre solo un fischietto. Molte volte aveva anche tentato di usarlo come pistola, ma nessuno capiva quando era il momento di partire con il gioco".
E' morto circondato dall'affetto dei suoi cari, con Ettore Andenna che faceva la Telecronaca.
Negli ultimi tempi, era stato ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Pare che le sue ultime parole siano state "Attention! très deux un" e i medici sono istantaneamente partiti per il gioco dell'orso che deve mangiare una bottiglia di champagne (vuota) dipingendo un albero di Natale mentre viene colpito da una sagoma di cartone di un pistolero chiuso in un guscio di noce gigante schiacciato da una scimmia.
Lo hanno lasciato solo nella stanza, e alla fine ha vinto l'infarto. Gli hanno espiantato il suo fischietto, che Pancaldo aveva già deciso di donare. Grazie a lui, qualche bambino sfortunato potrà ricominciare a fischiare.
Se oggi dovesse fare Giochi senza Frontiere ci sarebbero duecentomila squadre e uno dei giochi sarebbe "Fatti saltare in aria in modo da ammazzare più avversari della tua squadra e far contento il tuo dio". proprio come piaceva a lui.
[N.B.: ringraziatemi per non aver fatto battute del tipo Giochi Senza Dentiere]
Guido Pancaldone era nato in Svizzera nel 1922. Il paese della neutralità e sin da piccolo voleva fare il giudice di Giochi senza Frontiere. A scuola, per esempio, era quello che diceva sempre "Attention: trois, deux, un --- fiii" fischiando intensissimamente. Veniva regolarmente bocciato perché la maestra gli chiedeva di partire dal quattro ma lui si è sempre rifiutato.
"Anche nei rapporti sessuali era così" ricorda la moglie. "Ne faceva tre!? Ammappete!" "No che ha capito: durava tre secondi e poi fischiava... insomma... fischiava sperma dal cazzo! Mi scusi, sono timida...".
Pancaldi cominciò Giochi senza Frontiere nel 1966, e con lui c'era Guido Olivieri, che però è morto nel 2009. Al funerale di Olivieri, Pancaldi verificò che la bara fosse regolamentare e che i fiori fossero tutti veri, prima di dichiararlo ufficialmente morto. Poi il feretro è stato sepolto e Pancaldi è rimasto con il cronometro in mano per 4 mesi accanto alla tomba, prima di accettare che Olivieri non sarebbe riuscito a venire fuori da QUEL fil rouge.
Pancaldi, nella seconda parte della sua vita, aveva cominciato a produrre e vendere fuochi d'artificio e poi sigari, e spesso usava i fuochi d'artificio per accendere i sigari. "E' sempre stato molto legato alle armi da fuoco - ricorda Jacques Bremion, suo compagno di manicomio nella stagione '78-'79 - perché nutriva questa invidia profonda per lo starter. Amato da tutti, lo starter ha in mano un grande, esplosivo potere. A Pancaldi invece diedero sempre solo un fischietto. Molte volte aveva anche tentato di usarlo come pistola, ma nessuno capiva quando era il momento di partire con il gioco".
E' morto circondato dall'affetto dei suoi cari, con Ettore Andenna che faceva la Telecronaca.
Negli ultimi tempi, era stato ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Pare che le sue ultime parole siano state "Attention! très deux un" e i medici sono istantaneamente partiti per il gioco dell'orso che deve mangiare una bottiglia di champagne (vuota) dipingendo un albero di Natale mentre viene colpito da una sagoma di cartone di un pistolero chiuso in un guscio di noce gigante schiacciato da una scimmia.
Lo hanno lasciato solo nella stanza, e alla fine ha vinto l'infarto. Gli hanno espiantato il suo fischietto, che Pancaldo aveva già deciso di donare. Grazie a lui, qualche bambino sfortunato potrà ricominciare a fischiare.
Se oggi dovesse fare Giochi senza Frontiere ci sarebbero duecentomila squadre e uno dei giochi sarebbe "Fatti saltare in aria in modo da ammazzare più avversari della tua squadra e far contento il tuo dio". proprio come piaceva a lui.
[N.B.: ringraziatemi per non aver fatto battute del tipo Giochi Senza Dentiere]


3 tizi hanno detto che non sono d'accordo:
Ma come non lo so...io guardavo Giochi Senza Frontiere solo per sentire quel suo truà d a...:)
Questa notizia mi ha sconquassato l'anima.
anche per lui è stato lo stesso...
ho un ricordo vago e lontano, ma ce l'ho
r.i.p.
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