lunedì 24 ottobre 2011

La versione di Michè


Se state per uccidere qualcuno, fermatevi un attimo a valutare i pro e i contro. Perché poi potrebbe non credervi nessuno e potreste fare la fine di un uomo chiamato Michele Misseri. La storia di Michele Misseri (“Michè”, per i giornalisti) è una storia di orrori: telecamere, trasmissioni televisive, Barbare d’Urso. Appena uscito di galera a giugno Michè si fa intervistare per Matrix da Ilaria Cavo mimando l’omicidio di Sarah Scazzi (Ilaria sopravvive unicamente perché aveva già pagato il resort a Sharm). Poi, sempre con Ilaria Cavo, il 2 ottobre dichiara a Domenica 5 di volere farla finita (probabilmente a causa della sua maglietta a righe stile Capri). Michè è disperato. Va in ogni programma del mondo a dare la sua versione dei fatti, che cambia sempre perché ha un difetto di pronuncia congenito. Un giorno Alessio Vinci ospita dal vivo Omar di Erica&Omar, il duo di Novi Ligure che aveva avuto un breve momento di popolarità all’inizio degli anni 2000 (i Jalisse dell’omicidio). Vinci non solo lo invita ma a un certo punto si fa cadere distrattamente dalla tasca un set di coltelli giapponesi rubati a Mastrota: «Toh, Omar! Cosa vedo! Coltelli da cucina!» e la telecamera stringe sugli occhi del ragazzo alla ricerca di una reazione nostalgica. E’ la svolta. Bruno Vespa raccoglie la sfida e porta Michè in studio (mercoledì scorso). Oltre ai soliti psichiatri disoccupati, a un certo punto il campanello di Porta a Porta introduce l’ospite a sorpresa: il trattore di Michele. Proprio quello che, non accendendosi, quella mattina di agosto lo indusse a uccidere Sarah secondo un percorso logico ineccepibile, se sei fatto di metanfetamina. «Ah! Ora ti accendi eh!» grida Michele avventandosi su di lui. Nella concitazione del momento, il trattore prende Vespa come ostaggio e lo investe. Crepet lo soccorre, tira fuori un compasso e comincia a misurargli la calotta cranica. Poi si accorge che ha un ciuffo fuori posto e tutto il resto passa in secondo piano. Vespa riprende i sensi solo quando gli dicono che Santoro è pronto a sostituirlo. Michele (Misseri, non Santoro) devasta il plastico con un estintore e fugge a bordo del suo trattore. Naturalmente, tutta questa parte viene tagliata al montaggio. Questa è la breve storia di Michele Misseri, il sedicente omicida che consapevole di essere un criminale non tentò mai di farsi eleggere nel Pdl. To be continued? 




Articolo uscito su "Il Misfatto" (inserto satirico del Fatto Quotidiano) del 23 ottobre 2011

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