lunedì 27 dicembre 2010

La mia tartaruga

La mia tartaruga vive in una bacinella bianca, dentro a un dito d'acqua che non resta pulito a lungo. Tutta la sua vita consiste in un'atavica lotta contro le sponde della sua bacinella. Lotta che generalmente la vede sempre perdente. Le sue dimensioni, nel corso degli anni, sono aumentate mostruosamente. Prima la si poteva tenere nel palmo di una mano. Ora bisognerebbe avere la mano gonfia come quella di zio Pasquale quando mangia le pesche e gli viene una reazione allergica, per poterla ancora tenere nel palmo.
La mia tartaruga, date le sue possenti dimensioni, recentemente è riuscita più volte a evadere dalla sua bacinella. Ma non è che è corsa (per modo di dire) in giro imbizzarrita. No. Una volta sconfitto il suo arcinemico, la sponda, lei rimane lì, immobile. Sta ferma, come se contempla le mattonelle su cui gronda acqua putrida. Io mi immaginavo chissà che cosa, dopo tutta quella battaglia. Che si mettesse a strisciare verso il frigorifero, o che ne so. Invece lei se ne sta lì, e pare una tartaruga impagliata. Un po' per il gusto di stupirci sempre, credo, un po' perché magari vuole riprendere fiato, o forse perché pensa: "E mo', che cazzo faccio? Sono solo una tartaruga di merda"- e in quel momento, solo allora, prende coscienza di sé, ché magari prima pensava di essere una specie di alpinista che doveva scalare la parete ghiacciata del Monte Bianco. Oppure la mia tartaruga è una filosofa che ci vuole comunicare il messaggio che la corsa vale più dell'arrivo.
La mia tartaruga è una filosofa. Per lei, il movimento non esiste, e io infatti da oggi la chiamo Parmenide.
"Mammà, per favore non far male a Parmenide. Statti attenta, se n'è uscita un'altra volta"
"No, e mica le faccio male, a 'sta cosa fetente. Mo' però portami la paletta e la scopa, che la devo rimettere nella bacinella"

domenica 26 dicembre 2010

E SE DOMANI - Cronaca di un gran successo

Si è concluso da qualche settimana E se domani - Quando l'uomo inventa il futuro, programma di divulgazione scientifica di Rai3 condotto da Alex Zanardi. Alex Zanardi, come tutti ben ricorderete, è l'ex pilota di Formula Uno che perse entrambe le gambe in un pauroso incidente quando guidava nella Honda in formula CART.


Medico: "Accidenti... ha avuto mozzate di netto entrambe le gambe"
Responsabile Honda: "Ah che bello, così adesso peserà di meno e andrà più veloce!"

Io sono fra i pochi babbei che hanno seguito praticamente tutte e sei le puntate previste. Lo mandavano di sabato sera, ed era quindi adattissimo a quel popolo di nerd incazzosi e solitari che confida nella scienza per trovare un rimedio all'assenza della propria vita sociale. 

Che poi, sin da subito, si capiva che c'era il trucco dietro. Quando uno sente parlare di un programma di Scienza pensa a cose come, che so, "ah la megatecnologia al titanio della biomedica applicata in strutture integrate"... e poi esce questo, Zanardi, con due stampelle, che cammina tutto sconocchiato e non si può manco sedere. 

Regista di E Se Domani: "ma appunto. E' per mostrare i suoi nuovi SUPERPOTERI, fra cui c'è quello di restare in piedi per 4 ore di trasmissione"

A dirla tutta, secondo me lo tengono in piedi CHIARAMENTE all'unico scopo di ricordare il dottor House. Quando invece Zanardi somiglia a Alain Prost (come sa benissimo anche lui: è questo il modo che usa per andare in giro e trombare come un pazzo)

Vorrei ricordare, in particolare, l'ultima puntata che ho visto: la puntata sulla procreazione assistita, anche annunciata come "Puntata sulle donne che non funzionano".

Alcuni ospiti in studio: 
Piegiorgi Odifreddi - matematico, probabilmente invitato non per la sagacia e i saperi ma per la sua qualifica di uomo che non scopa 

Oriella Dorella - étoile di danza classica, che porta la sua testimonianza di donna che ha tentato tante inseminazioni, anche con i negroni, senza ottenere risultati

Odifreddi, (un uomo che si è allenato tutta la vita ad avere la voce che potrebbe avere Archimede Pitagorico di Disney) nel corso della puntata viene trattato quasi tutto il tempo come se fosse un vulcaniano. 
Si solleva a un certo punto un grande tema, quello delle banche del seme, ovvero: quanti soldi può farmi fare la mia sfaccimma? A introdurlo, un simpatico lapsus: "Ed ora il caso di una donna che si è rivolta a una BARCA del seme". 

Futura madre : eh, dopo tanti tentativi...
Futuro padre: eh sì speriamo che dopo tutte queste inseminazioni potremo... dare vita a qualcosa insomma
(già lo amano)

Ma ecco che a un certo punto i veri luminari scendono in campo. Prima è il turno di un uomo che deve i suoi titoli accademici al modo in cui si inclina paurosamente sulla poltrona mentre parla (e che fa venire in mente il Glen Grant), poi la parola passa a un medico che prima stava nei Trettrè. Infine, parla una donna che non riusciva a restare incinta (perché amava troppo l'ingoio, questa era la verità).

Ovviamente Zanardi, segretamente, continua a condurre questo show nella speranza di arrivare alla puntata in cui ospita uno che fa ricrescere le gambe come la coda delle lucertole.
Seguono inquadrature di sale operatorie ad alta tecnologia, bisturi laser, caffettiere e quant'altro. Il CONTRADDITTORIO DEI CATTOLICI comincia con una sala operatoria in cui al posto delle luci  c'è un buco sul tetto della stanza.

Paola Maugeri presenta poi l'esperimento verde della settimana: l'inseminazione a impatto zero. Cioè, si fa chiavare.
Vuole provare a vivere come una volta. Al posto del frigo si usava la ghiacciaia e al posto dello scaldabagno si scaldava l'acqua sul fuoco. Una delle cose che deve fare, nella sua settimana a impatto zero, è COMPRARE UN SEX TOY ecologico. Scopriamo quindi che il sesso a impatto zero, praticamente, è la masturbazione. O un dildo che si carica con la luce solare. 




A un certo punto arriva Erri de Luca. Erri de Luca è stato operaio, scrittore, alpinista, muratore aspirante rivoluzionario e ospite di Zanardi. E l'ho visto anche sotto All'Augusteo, un teatro di Napoli, con una chitarra in mano.

Zanardi: Erri de Luca, ecco volevo chiederle - E' vero che una volta, riferendosi al periodo di Lotta continua, lei ha detto "Mannac a mort!"?
Poi, Io so che lei arrampica. Ecco, ma che cos'è l'arrampicata, per lei che può muoversi?



Ora si parla di razzismo e di terronia, e Odifreddi dimostra che Saramago era razzista.
Apprendiamo che nel 1800 era in voga la teoria dell'inferiorità razziale, secondo cui l'intelligenza decresceva da nord a sud a seconda della grandezza della coppola.
Lombroso studiò i briganti, e Watson qualche anno fa disse che i neri africani erano stupidi, tuttavia quando lo disse prima controllò che in sala non ci fossero neri. I neri hanno un QI più basso - coi test classici, ma che c'entra. Anche io se mi mettete a scalare un albero o sbucciare una banana coi piedi faccio schifo, che c'entra. 




  

Entra Barbara Serra (a lato) che ci parla della sua esperienza da giornalista: meritocrazia, internazionalità, libertà anche da Al Jazeera e tutti pensiamo solo che dovrebbe togliersi quel vestito. Comunque è molto brava, da nuda sarebbe più brava, però. 

Alla fine entra chiude la puntata Mario Botta, architetto di grido. Ma perché gli architetti stanno sempre con la sciarpa? e dargli una pasticca per il mal di gola?

Auguri a tutti. 


martedì 21 dicembre 2010

Anche sull'Unità

Da oggi, ma prima o poi se ne accorgeranno e finirà la pacchia, ho anche un blog sul sito de l'Unità, che trovate a questo indirizzo

randomante.blog.unita.it

Quelli che hanno maggiori problemi degli altri, quindi, possono leggermi anche lì, e aggravare la propria condizione.

In questo momento, c'è un post sul massacro di domani per le proteste studentesche. Enjoy.

Maurizio Coerenza Gasparri

Secondo l'onorevole Gasparri nei cortei di studenti che si preparano a manifestare mercoledì a Roma ci sono "potenziali assassini" e i genitori farebbero bene a tenere i figli a casa. Ora, ci sono un po' di punti deboli, in questo ragionamento.
1) Se mio figlio è un potenziale assassino, per quanto mi sforzi non riesco a vedere il motivo per cui dovrei tenermelo in casa.
2) Non è mio figlio a essere un potenziale assassino, sono i poliziotti che sono secchioni
3) Mio figlio è un potenziale assassino? Può darsi. Ma le cose cambieranno quando nei licei finalmente partirà "Allenati per la vita", l'educazione militare frutto dell'intesa Gelmini-La Russa che gli permetterà finalmente di maturare tutte queste sue potenzialità
4) I ragazzi potenziali assassini? Prima ci lamentiamo che i giovani sono svogliati, indolenti, e poi li critichiamo quando, semplicemente, ci vogliono dimostrare di essere capaci di badare alle scuderie di Arcore
5) Mio figlio è un potenziale assassino, ok. Ma chi sono io per mettermi a discutere i suoi hobby.

Un po' di coerenza.


In foto, Gasparri quando era un potenziale assassino

mercoledì 8 dicembre 2010

Julian Assange: l'uomo che amava violentare i preservativi

Non si capisce ancora bene come uno possa essere messo dentro in Svezia. Il paese che sessant'anni fa eccitava le fantasie erotiche degli italiani poveri ma brutti alla Alberto Sordi ("In Svezia le donne girano nude per casa", "In Svezia non esiste la verginità", "In Svezia le donne quando scopano non spengono la luce", "In Svezia le donne alimentano improbabili dicerie sessuali sul loro conto") oggi rischia di condannare uno dei suoi figli più turbolenti* perché ha sfasciato un preservativo in una occasione (capita, quando hai un pene elefantiaco - è un problema contro cui combatto da quando sono nato) e in un'altra ha deciso di non metterselo perché era mercoledì. 

La Svezia, signori della Corte. Il paese in cui le donne vanno in giro nude e non spengono mai la luce, non dovrebbe essere il luogo in cui tutto è concesso, basta che lo fai mentre fai sesso? Non dovrebbe essere una terra di libertà, di progresso, di costumi carnali sfrenati e irresponsabili, che tutti vagheggiamo quando andiamo da IKEA, e ammiriamo tutto quel legname che ci fa venire in mente tante ignobili battute che vertono sulle seghe, le foreste vergini e la nostra personale resina? 

Un posto in cui non ci si vergogna di amare le polpettine köttbullar o una fetta di torta coi trucioli, è un paese in cui non ci si deve vergognare nemmeno di voler abbattere quell'odioso muro di lattice che separa un uomo dalla donna che adora... 
E' questa la Svezia che ho in mente, signori della Corte (ehi, parlo soprattutto con te, giurata numero quattro di 19 anni bionda e con due bocce che farebbero campare la capra sotto la panca), è questa la Svezia che sogno, è questa la Svezia che mi fa svegliare per una polluzione notturna.    
E per questa Svezia, io mi batterò. Per questo Assange, io mi batterò! Un uomo, un eroe, un genio, un biondino. L'uomo che ci ha aperto gli occhi su noi stessi e sul mondo. L'uomo che ci ha rivelato scabrosi segreti, fra cui il modo di scaricare sulle nostre donne le nostre spese. 


"Julian non aveva contanti, non voleva usare la carta di credito e "Jessica" gli comprò il biglietto del treno" (Corriere.it)


Julian: "sai, non ho contanti e la carta di credito per me è un rischio... ci pensi tu per il conto?"
Jessica: "ok..."


LA NOTTE
Julian: "... ecco... ci sono..."
Jessica: "sì.. dai amore..."
Julian: "eccoooooo-oo..... ops, non ho il preservativo"
Jessica: "---"
Julian: "non te l'avevo detto? Non ho contanti..."








* Lo so che pensate tutti che sia australiano. E' perché non avete ancora letto il prossimo dossier Wikileaks.

domenica 5 dicembre 2010

IL CURIOSO CASO DI PAOLO BROSIO

Paolo Brosio. Parliamone. In questo momento è in Tv con il rosario in mano, a dire che lui ama la madonna. "Per trent'anni non ho creduto, ora ho fede e amo la Madonna": prima di diventare un Templare, Brosio ha avuto un periodo che Barbara d'Urso definirebbe brutto-brutto-brutto. Donne, alcol, festini, droghe, e poi di nuovo donne. Ma poi gli è apparsa la Madonna, e da lì tutto è cambiato.


La Madonna appare all'improvviso mentre Brosio sta pippando cocaina dall'ombelico di una brasiliana

Brosio: uddio!
Madonna: fuochino, sono la Madonna
Brosio: non ci posso credere! e mo'?
Madonna: eh. E ora. Hai presente le donne, l'alcol...
Brosio (contrito): eh...
Madonna: le droghe, i festini...
Brosio (scuro in volto): ...
Madonna: ... te li sei goduti, eh?
Brosio (accasciato): ---
Madonna: eh. Hai visto che miracoli ti ho fatto? E non sono stati facili nemmeno per me, sappilo. Ora è il momento di sdebitarsi

Da quel giorno, Brosio va in giro a fare pubblicità a Medjugorie, alla Beata Vergine e a tutto il santo cucuzzaro. E tromba solo con le suore.


mercoledì 1 dicembre 2010

Grigorij Jakovlevic Perel'man

Grigorij Jakovlevic Perel'man nacque a San Pietroburgo il 13 giugno del 1968. Proprio in quei giorni, in Russia non accadeva un bel niente. Il suo essere schivo lo indusse a nascere di notte, lontano dai clamori, tagliarsi da solo il cordone ombelicale e tornare a casa alla chetichella per rinchiudersi nella sua stanza. La nascita della sorella Elena è per Grigorij  il primo di una lunga serie di traumi: ancora bambino, le sue innate capacità matematiche lo condannano infatti a rendersi conto che ora i figli in famiglia sono due, gettandolo in una cupa depressione...

La (finta?) biografia di Grigorij Perelman, genio della matematica che rifiuta tenacemente tutte le onorificenze del mondo, continua su Out Of The Blue.

L'illustrazione è del bravissimo Mario Perrotta .