sabato 30 ottobre 2010

Rompicapi moderni: il cubo di Ruby



Dalle migliaia di pagine che in queste ore si stanno scrivendo sul Rubygate, emergono una serie di fatti su cui vale la pena soffermare l'attenzione, e che sono a ragione al vaglio degli inquirenti.

- La ragazza si chiama in realtà Karima Heyek, è nata il 2 novembre 1992, ma su Facebook è registrata come Ruby Rubacuori (affrettatevi ad aggiungerla, prima che i giornalisti le facciano raggiungere il numero massimo di amici consentito: ci sono foto che scottano. Tipo quella in cui Berlusconi le tiene la mano per ore e ore)

- Ruby, a quanto ha dichiarato, si è recata nella Villa di Arcore per la prima volta il 14 febbraio di quest'anno, in compagnia di Emilio Fede. "Passa a prendermi con un auto blu. Salgo, filiamo via scortati da un gazzella dei carabinieri verso Arcore". La scorta a Emilio Fede dimostra in questo caso tutta la sua indispensabile funzione di protezione da eventuali sanguinosi attentati dei volontari del Telefono Azzurro.

- Ruby dichiara di essere stata cacciata di casa dal padre, musulmano di Messina, dopo la sua decisione di convertirsi al cattolicesimo. Religione che spiegherebbe tutta una serie di sue ipotizzate bizzarrìe sessuali.

- Il padre di Ruby, M'Hamed El Mahroug, è un venditore ambulante di biancheria intima che vive a Letojanni (Messina). Da ieri vende solo la biancheria intima indossata dalla figlia (prezzi modici, sconti speciali sulle mutandine sudate durante i furti).

- Secondo il padre, era una ragazza "malata di televisione", che presto ha finito per allontanarsi dalla famiglia. Alla famiglia giungevano solo voci non positive sul suo conto, si diceva che frequentasse cattive compagnie, che fosse finita a rubare e che si facesse fotografare con Nina Moric e Fabrizio Corona.

- Lele Mora ed Emilio Fede non sapevano che fosse minorenne. Lo stesso Berlusconi lo ha appreso, dalla ragazza, in un secondo momento. E' stato allora che le ha comunicato che non si sarebbero mai più rivisti. Decisione divenuta irrevocabile quando ha saputo che Ruby nella vita voleva diventare carabiniere.

- Silvio Berlusconi, a quanto dichiara la ragazza, le avrebbe fatto dono di 150 mila euro in 3 mesi (fra regali e contanti), e glieli avrebbe dati perché Ruby gli ha narrato tutte le sue ambasce (rinnegata dal padre, evasa da case famiglia squallide, impossibilità, certi giorni, perfino di comprarsi una borsetta Louis Vitton). In passato, la starlettina Barbara Montereale gli confidò le sue tante difficoltà di ragazza madre e ne ebbe in cambio un assegno da 10 mila euro. Il problema di Berlusconi è emerso in tutta la sua lampante chiarezza: paga la gente perché smetta di sfracellargli i coglioni con i piagnistei. Lo psicologo Morelli ha già dichiarato che si occuperà della questione, non appena avrà finito di depistare gli inquirenti del caso Scazzi con le sue perizie televisive.

- Un'ipotesi al vaglio degli inquirenti secondo cui Silvio Berlusconi sarebbe stato drogato è infine quella che lo vorrebbe attualmente in overdose di Ossitocina, il cosiddetto "ormone della generosità", che trionfa abbondante nelle donne in stato interessante. Berlusconi sarebbe vittima di un complotto: alcuni membri del suo entourage, a lui ostili, avrebbero sostituito con sangue di donne gravide il consueto succo di vergini minorenni che quotidianamente assume per preservare il suo aspetto giovanile. Da lì, l'intossicazione con Ossitocina, e la sua irrefrenabile prodigalità. I NAS, per poter effettuare le analisi del caso, hanno già fatto partire una squadra speciale a caccia di un capello naturale del premier.



Ruby nel periodo in cui vendeva i CD di Mariano Apicella














I primi tempi, dopo la sua conversione al cattolicesimo, Ruby  trascorreva gran parte del suo tempo con uomini che le ricordavano Gesù

    
La vendita dei CD di Apicella la portò presto sul lastrico, e Ruby non poteva permettersi nemmeno un paio di jeans


venerdì 29 ottobre 2010

Ministra, facci vedere il tuo ministero

Non voglio fare battute sul bunga bunga, Però una curiosità ce l'ho. La ragazza minorenne Ruby, marocchina, all'occorrenza egiziana e nipote di Mubarak, ha dichiarato di aver partecipato a una festicciuola in una Villa ad Arcore il 14 febbraio a cui partecipavano una ventina di ragazze, fre veline, escort, e conduttrici televisive varie, e con unici invitati maschi il Presidente del Consiglio e Emilio Fede. Quella sera, mescolate a quelle escort, c'erano anche due ministre e la ex dentista sexy di Berlusconi (ora in politica) perché si sa che in situazioni come quelle una ricostruzione in ceramica può tornare utile.
Ruby afferma di non aver partecipato al dopocena, e quindi di non sapere con certezza se si fosse consumato, dopo il suo congedo, il momento del "bunga-bunga", una pratica sessuale che consisterebbe nella spoliazione delle femmine a cui seguono antichi rituali pagani di resurrezione degli immondi e asfittici pendagli dei maschi presenti.  
Sono veramente, ma veramente interessato a sapere quali sono quelle due ministre che, onorando la filosofia del maître à penser Stracquadanio, allo schioccar di dita del sultano si sarebbero sfilate le dicasteriche mutandine onde poi immergersi nude in un vascone idromassaggio a sgomitare con altre venti donne che cicalecciavano altrettanto nude (l'acqua tiepida sarebbe poi servita agli ometti per scongelare il baccalà).
Magari sulle prime, confuse, al comando dello sceicco le ministre hanno emanato un decreto (la forza dell'abitudine) contro il cloro nelle piscine o i tanga che irritano lo sfintere. Chissà.
Sono veramente, ma veramente interessato. Il 14 febbraio le ministre erano cinque. Proviamo allora a fare qualche supposizione.

MariaStella Gelmini: in quei giorni era alla vigilia del parto. Non me la vedo a gettarsi nuda in una piscina, sebbene B. doveva averle manifestato il suo interesse per il feto, Emma, che avrebbe partorito di lì a due mesi (si sa, a lui piacciono giovani). Ma, d'altronde, Ruby si sarebbe ricordata di una donna vistosamente gravida che, trincando whiskey, le chiedeva "hai fatto i compiti? no, perché secondo me è il momento di abolirli, hic!"

Giorgia Meloni: non ce la vedo a passare San valentino ad Arcore. Penso piuttosto al suo solito giorno degli innamorati: sbronza, davanti al carcere di Rebibbia, dietro un cassonetto, a far la posta a qualche galeotto arrapato di fresca liberazione per sbranarlo. Insomma alla ricerca di un vero macho (uno più uomo di lei). Escluderei si dedichi spesso a pratiche che richiedano la respirazione bocca a bocca di vecchi panzoni che galleggiano al centro di una piscina.

Mara Carfagna: in quei giorni ferveva la campagna elettorale per Caldoro. E sempre in quesi giorni la Carfagna si faceva vedere quasi quotidianamente in Campania, anche se il 16 fece una puntatina a Roma dove dichiarò che "nel PD si blatera solo di Pari Opportunità, nel PDL si praticano", che è proprio la frase che ti viene in mente dopo aver visto un'orgia di donne in una piscina. Chissà.

Stefania Prestigiacomo: il 15 febbraio, a Porta a Porta, era impegnata a far finta di essere contraria alla legge che rendeva eterna la stagione venatoria, con una pavoncella artigliata ai capelli che le operava gli occhi con il becco. Ma la puntata è stata registrata l'11 febbario. Chissà.

Michela Brambilla: anche qui. Ruby ricorda una donna vestita di sole giarrettiere che, trincando whiskey, le chiedeva insistentemente "Oh, bella negretta, Sei qui perché hai visto lo spot Magica Italia, vero? vero? vero??" ?. Chissà.

Domande come queste ci perseguitano.

























Ruby R. e l'assaggiatore di Berlusconi

mercoledì 27 ottobre 2010

La tecnologia che ti frega

Comunque andrà il caso Scazzi, sarà sicuramente deciso da un manipolo di eroici telefonini e di celle esagonali di una Rete. Prima Michele Misseri ritrova il telefonino della vittima, poi nelle varie dichiarazioni che seguono la sua confessione si nominano cellulari che sarebbero squillati mentre l'uomo stava strangolando Sarah (rovinando completamente il pathos del momento) o un po' prima, o un po' dopo. Poi si accenna a delle impronte digitali, sempre sul cellulare di Sarah, che sarebbero di più persone, infine, rivelazione odierna, le celle dicono che mentre Michele stava dando sepoltura a modo suo al cadavere della nipote, Sabrina era accanto a lui. E mente, quando dice che invece si trovava con la comune amica Mariangela perché la comune amica Mariangela era da tutt'altra parte (ce lo dice il suo telefonino). Che i cellulari potessero diventare un giorno uno strumento implacabile, lo avevamo capito dal giorno in cui sono nate le suonerie e i loghi scaricabili (con topi, gatti, opossum e iguanodonti che sculettano mentre cantano fastidiosi motivetti). E i mafiosi lo sanno bene, e avevano infatti messo su scuole specializzate per picciotti in cui insegnar loro la nobile arte indispensabile al pizzino (la scrittura).
Dopo i falliti Mondiali italiani, un sorcio spopolava sui display dei telefonini di mezza italia inveendo contro Lippi. Chissà che una di quelle mefistofeliche suonerie scaricabili non abbia ispirato il Misseri. Comunque vada, sarà un delitto sponsorizzato Vodafone.

POST IN LIEVITAZIONE

A Kiev, in Ucraina, femministe in topless protestano contro la visita di Putin. La manifestazione va avanti da 6 ore perché gli agenti proprio non riescono a fermarle.


Roma. Preso a pugni Capezzone. Laconico il portavoce del Pdl: "la prima regola del Fight Club è che non si deve mai parlare del Fight Club".


Porta a Porta. Si dettaglia sempre più il plastico di casa Misseri. Ora Barbie ha dei segni sul collo.

Corruzione. La ONG Transparency: "Italia al 67mo posto, dopo il Ruanda". E abbiamo corrotto anche la ONG!

Morto stanotte Paul, il polpo indovino. Esattamente secondo le previsioni del cuoco.
(Si batte la pista degli ambienti televisivi: oggi Barbara Parodi propone la ricetta del polpo con le patate)

Terzigno. L'atmosfera è così tesa che il Tg1 dice che è tranquilla.

Maroni: "A Terzigno stop alla violenza o useremo la forza". O 'mazzate unilaterali' come direbbe Bertolaso.

Il primo uomo con braccio bionico muore in un incidente d'auto. Si conclude tragicamente il suo primo giorno di lavoro come manichino da crash test.

sabato 23 ottobre 2010

TERZIGNO DISCARICA DI GUERRA

Per domani, domenica 24 ottobre, è prevista una manifestazione antidiscarica a Terzigno. Un corteo che si prevede popoloso, che ha già raggiunto molte adesioni su Facebook, anche se non tutti hanno avuto il tempo di cliccare su 'parteciperò', impegnati com'erano ad affilare le spranghe. Ma a Terzigno, non ci sono problemi d'ordine pubblico «sottostanti» come sostiene Maroni. Infatti, domani i pullman che giungeranno alle porte della città saranno accolti da un banchetto che distribuisce testamenti precompilati e liberatorie nei confronti dei manganellieri della polizia, per non creare confusioni dell'ultimo momento. Nelle intenzioni degli organizzatori, il corteo domenicale dovrebbe essere pacifico: alla fine, la domenica è pur sempre il giorno in cui molti agenti di polizia sono di riposo. Appuntamento alle 9.00 dalla rotonda Passanti di Boscoreale, uno degli snodi principali che portano alla discarica Sari di Terzigno, ma le prime cariche non sono previste prima delle 11. Ci saranno tutti, giovani, famiglie, bambini, anziani. «Sono contento che ci sia questa manifestazione» ha dichiarato un nonnetto pimpante alla vigilia dell'evento «e sono contento che ci siano anche i miei nipotini. Era giusto che arrivasse anche per loro il momento di vedere da vicino una guerra».
La risposta della politica al problema-Terzigno non si è fatta attendere. Bertolaso è stato inviato sul posto. «E' incredibile, le condizioni di questa discarica non sono tollerabili, bisogna intervenire subito» ha dichiarato deciso il capo della Protezione Civile, a cui è stato risposto «Dotto', veramente questa è Terzigno». Secondo Alfredo Mantovano, sottosegretario agli Interni, la matrice violenta potrebbe essere dovuta a filoni di «area antagonista e anarco-insurrezionalista». Una critica abbastanza dura, per il Governo.
Governo che comunque finora si è dimostrato assolutamente all'altezza della situazione, giocando la carta più concreta a sua disposizione: un indefesso vaneggio. Berlusconi, spaparanzato fra bocciuoli di peonia, ha dichiarato che sulle cave che ospitano i rifiuti in Campania cresceranno «prati e boschi», e saranno tutti di marzapane! Proprio come sono oggi le nocciole e le albicocche di Boscoreale. Nuovi prodotti tipici che, insieme alla nuova uva di Terzigno, sono destinati a trasformare la città in un leader mondiale nel settore delle plastiche..
E poi, alla fine, il premier ha sfoderato la sua solita, grande pragmaticità che ne fa un vero, illuminato, leader: «Tutto sarà risolto in dieci giorni». Putin, che ha incontrato qualche giorno fa, deve avergli confidato il suo segreto per trattare con i sovversivi.


"Se questo è il vostro primo giorno a Terzigno, dovete combattere"

venerdì 22 ottobre 2010

Riassunto delle puntate precedenti che vi siete persi intenzionalmente

20 ottobre. "Michele Misseri dormiva mentre Sarah veniva uccisa". Che pelandrone.




Misseri sconfessa la violenza post-mortem "nessuno stupro del cadavere. Volevo solo vedere se era veramente morta"




Caso Scazzi. Sabrina: "Al momento dell'omicidio dormivo". Michele Misseri:"Al momento dell'omicidio dormivo". Pare c'entri qualcosa anche Freddy Krueger.


Caso Scazzi. Nuove ipotesi: Lo zio di Sarah probabilmente dormiva all'ora del delitto. Si indaga negli ambienti del sonnambulismo organizzato.


20 ottobre. Di Pietro durante Ballarò: "Allora confessa! Confessa che hai commesso un reato!"
Sallusti: "Mi metti in difficoltà. Non saprei quale dei 20 confessare"


17 ottobre. Lettera di Barbara Palombelli a Sarah Scazzi: "Cara Sarah, scusaci per esserci buttati sulla tua storia, tipo con questa lettera"


15 ottobre. Masi minaccia Black out per due puntate di Annozero. Tre, considerando la puntata con Bersani.


15 ottobre. Per uno scatto di un fulmine che colpisce la Statua della Libertà, attende quarant'anni. Un po' tanto, per imparare a usare Photoshop.


14 ottobre. Gasparri: "Il centrodestra è solo Silvio, il resto è astrologia". Recentemente, Berlusconi è stato quasi messo sotto da un Capricorno.


13 ottobre. Primi minatori cileni liberati dai soccorsi. Dopo 70 giorni di attesa, esplode la gioia della gente. E crolla la miniera.


11 ottobre. Larussa: "Mettere subito delle bombe sugli aerei NATO". I talebani: "uhm, buona idea".


10 ottobre. Oggi è la giornata mondiale contro la pena di morte. E ora parliamo di Michele Misseri.


10 ottobre. Al via Sinodo per il Medio Oriente. Il Papa: "Creare condizioni di pace". Papa, non sei Superman, anche se hai un costume.


8 ottobre. Oslo. Dopo le proteste cinesi, tutto il mondo plaude al Nobel per la pace alla memoria di Liu Xiaobo.


3 ottobre.Dopo le dichiarazioni di D'Ambrosio, ombre sul caposcorta di Belpietro: sarebbe un mitomane che finge di salvare la gente. Che è sempre più plausibile della storia dell'attentato.


2 ottobre. Scoppia la polemica sul video in cui Berlusconi rivela che Dio è romano.


2 ottobre. Belpietro approfitta della giornata della non violenza per dire di essere come Saviano.


23 settembre. "In Afghanistan siamo attaccati perché facciamo bene il nostro lavoro". I militari italiani contro i magistrati talebani.


Dopo il caso Sarah e la strage di Farah, paura per Debora con l'acca.


16 settembre. Il Papa in Scozia: "Sulla pedofilia la chiesa non ha vigilato abbastanza. Non siamo mica guardoni!"


14 settembre. Espulsi i Rom dalla Francia. Sarkozy insiste: "ridurre subito le tentazioni per mia moglie".


13 settembre. Libici mitragliano peschereccio italiano. L'equipaggio era costituito da 500 hostess di cui 3 si sono convertite pubblicamente alla pesca a strascico.


12 settembre. Berlusconi: "Perché le donne mi vogliono? Sono simpatico, ci so fare a letto, sono ricco e vogliono l'eredità". Come al solito, quando parla è vera solo la metà delle cose che dice.




Barzelletta del giorno (V.M.):
C'è Misseri che dopo 20 anni dall'omicidio della Scazzi, ormai anziano, ottiene un permesso per uscire di prigione. Ormai distrutto, pentito, dopo una lunga riflessione, decide di andare a portare dei fiori alla tomba di Sarah. Arriva al cimitero quasi all'ora di chiusura e si siede davanti alla lapide della giovane. Con le lacrime agli occhi, comincia a singhiozzare, si guarda intorno e pensa : "Stanotte, orgia".




In foto, Mauro Masi (è la terza voce, sul libro paga)

sabato 16 ottobre 2010

IVAN BOGDANOV: PERCHE' E' UN BRAVO RAGAZZO

«Il mio Ivan è il figlio più tenero e migliore del mondo». E ascoltiamole, una volta tanto, queste mamme! L'Ivan di cui si parla, è Ivan Bogdanov, capo-ultrà serbo ritenuto fomentatore delle indicibili violenze che hanno provocato la sospensione di Italia-Serbia qualche giorno fa.
Ivan Bogdanov, è un incompreso. In patria, ha sulla testa alcuni capi d'imputazione: riduzione in schiavitù di albanesi balbuzienti (con l'aggravante dei futili motivi), concorso in omicidio per corrispondenza, incauto acquisto di bomba atomica, furto di mongolfiera. E infine, cosa peggiore di tutte, è un disoccupato di 30 anni costretto a farsi i tatuaggi da solo.

Una cosa che nessuno - a parte la madre - ha capito, è che Bogdanov è un cuore d'oro.
La sera dell'incontro dell'Italia con la Serbia, per esempio, stava tagliando la rete che separava i due settori di italiani e serbi con delle tronchesi semplicemente perché voleva dare una mano ai tecnici dello stadio che, a fine gara, avrebbero invece dovuto smantellare tutto da soli. E lui  si è arrampicato fin lassù, rischiando anche di cadere, per fare questa buona azione.
«Un gentiluomo e un altruista. Che ha pagato per il fatto di essere una brava persona» per dirlo con le perfette parole della madre. E infatti, quando la polizia ha cominciato, ingiustamente, a dargli la caccia, dove l'ha trovato? Rannicchiato nel portabagagli di un bus di tifosi: ecco! voleva far stare più larghi gli altri! Un vero uomo d'altri tempi! Un esempio! Che cavalleria!
Ma poi la partita, diciamocelo... era veramente noiosa. E lui, allora, cosa ha pensato di fare? Petardi e fumogeni! Uno spettacolo pirotecnico così, gratuito, nessuno lo ha mai offerto. Lui, che è altruista e gentiluomo, non ci ha pensato due volte: li ha lanciati ovunque, sugli spalti, in campo, nel porto di Genova, perfino sui giocatori in panchina, dappertutto in modo che tutti potessero vederli e divertirsi.

Voglio dire... hanno trovato delle bombe carta. Delle bombe carta. E allora? Ma sapete che freddo fa, a Genova? Siamo in ottobre. Una bomba carta è il minimo, se non si vuol morire letteralmente assiderati in curva. Mica tutti hanno i soldi per permettersi una molotov!

La polizia, frugando tutti questi tifosi innocenti, ha trovato bastoni, spranghe, forbicine, tenaglie e uno zainetto con all'interno petardi e la bomba carta. E allora? Dove volete che si metta tutta questa roba, se non in uno zainetto? Ma dico, avete mai provato a mettervi un petardo nel portafogli? Che se ti sbagli, ti confondi e vai per pagare l'autostrada poi il casellante salta per aria e atterra direttamente sulla caserma della polizia dove poi sporge querela. Ma le spranghe, i bastoni, le forbicine, le tenaglie, le cesoie... voglio dire, questa è gente che veniva da un lungo viaggio di fortuna, con pochi soldi in tasca: magari aveva appena fatto in tempo a comprare un panino in un Autogrill lungo la strada. Con cosa volete tagliarlo? con le cesoie, no? e con cosa potete ammorbidirlo, se non con le spranghe!? Non mistifichiamo così la realtà, non lanciamo accuse tanto per uscire sui giornali! 

Maroni. Maroni ci ha detto che dalla Serbia non ci avevano informato che sarebbero arrivati tifosi di questo tipo. Capite la modestia, l'umiltà di quest'uomo? Non ci aveva detto che sarebbe arrivato qui con il suo carico di amore... perché lui è uno che rifugge gli onori, a cui non importano le pubbliche manifestazioni di stima. Lui non voleva parate, comitati di accoglienza al suo arrivo... no! 

E ha trovato, invece, solo uno squallido spettacolo: una questa frenetica corsa a screditare quest'uomo giusto e pio. Ora dicono che ci sarebbe la mafia serba, dietro il comportamento degli hooligan. Falso! Niente di più falso! Si cercano di ridimensionare i meriti di Bogdanov! Lui ha fatto tutto da solo! Tutto gratis! Non deve dividere con nessuno la grandezza dei gesti che ha compiuto e non è stato aiutato dal denaro della mafia serba! I soliti maneggi. Fai qualcosa di virtuoso, di encomiabile? Subito tutti pronti a saltare sul carro del vincitore o a minimizzare l'impresa. "Sì, ma io l'ho aiutato e ora deve riconoscermelo", "Sì, ma a far questo ero capace pure io e pure la mafia serba", "Sì, ma poteva almeno far qualche morto", etc

E allora, in conclusione, siamo onesti con noi stessi, e diciamo tutti insieme: Grazie Bogdanov. L'Italia tutta ti è grata! Resterai per sempre nei nostri cuori! E chi ti scorda più.

In foto, Ivan Bogdanov smonta una maxi-zanzariera per salvare i suoi piccoli amici emofagi

venerdì 15 ottobre 2010

GORBACIOF

Ieri ho visto Gorbaciof, di Stefano Incerti, con Tony Servillo. Non ho pensato molto a cosa scrivere in questo post, ma sono corso a scriverlo per avvisarvi (poi capirete). E' la storia di un penoso ragioniere del carcere di Poggioreale che ruba (e cos'altro volete che faccia, un ragioniere?) i soldi che certa gente, che non ho capito bene chi fosse, deposita ogni tanto lì. Ora, tu ragioniere, lavori nel carcere di Poggioreale ergo sei spinto a delinquere con comodità, perché se ti beccano non è che la cosa cambi molto la tua qualità di vita. Comunque questo ragioniere ha una terrificante voglia rossa sulla faccia, e tutti lo chiamano impietosamente Gorbaciof. Questo ragioniere a un certo punto si innamora di una fragile cinesina che lavora nel ristorante nel cui retro lui conduce delle agghiaccianti partite a poker con un magistrato che nel tempo libero va in giro con un killer feroce e gioca piatti da 500-1000 euro a botta. Gorbaciof spesso gioca con lui e spesso perde ignominiosamente. Però il suo sogno è fuggire con la cinesina verso l'Estremo Oriente, dopo averla sepolta sotto i regali e non averle detto manco una parola, perché tanto lei capisce solo il cinese. Ma Gorbaciof non parla nemmeno con gli altri! Durante tutto il film al proferirà 10 parole in tutto. La prima è Vafammok, l'ultima è

[ACHTUNG SPOILER:
ora svelo il finale del film, se non volete leggerlo, spegnete immediatamente il computer!]

AAAAGGGHHHHGGGHHHRRRGGGG perché il film si conclude con lui che viene comicamente ucciso, alla Tarantino, mentre scappa in macchina con due tipi che hanno appena portato a termine una rapina. Lui è seduto dietro, quello seduto davanti è così entusiasta del buon esisto del misfatto che gli parte accidentalmente un colpo dalla pistola spianata vicino alla faccia di Gorbaciof, e gli spara mortalmente. Quando gli spara, io un po' sono dispiaciuto, dato che avrei preferito che al posto di Gorbaciof ci fosse il regista Incerti. 
Questo Gorbaciof è un personaggio a dir poco in-credibile. Un tizio che gira per Napoli con fare di guappo, che è ricattato dal capo delle guardie del carcere e che pesta chiunque con abilità da ex agente del Kgb (forse avrebbero dovuto soprannominarlo Putìn). Non parla mai, si tinge i capelli tragicamente untuosi, e sa fare una terrificante imitazione di King Kong. 
In sala c'erano tutti, da Tony Servillo, a Incerti a Edvige Fenech (che ho riconosciuto senza nemmeno guardarla dall'odore di Lino Banfi), che ha prodotto il film, a Alessandro Siani (che era confuso fra il pubblico, a fare il cartellone pubblicitario umano al suo ultimo film).
Ospite d'onore: la Esclusione dal Festival di Venezia, in abito da sera, molto applaudita. 



Alessandro Siani (ieri alla prima di Gorbaciof a Napoli): "sono qui per vedere cosa significa recitare"



P.S.: guardando la foto di Alessandro Siani, credo che una riflessione sia d'obbligo. Ma quante ore avrà passato davanti allo specchio a sistemarsi la sciarpa? Oppure, ha probabilmente un personal stylist pagato per arrotolargli la sciarpa. Questo vuol dire essere artisti di talento. (ricchi)

sabato 9 ottobre 2010

LIU XIAOBO NON SA CHE HA VINTO IL NOBEL PER LA PACE

Liu Xiaobo ha vinto il premio Nobel per la Pace. Per compensare la popolarità dell'ultimo premiato (Obama), quest'anno il comitato norvegese ha deciso di premiare uno di cui quando si parla si viene frustati. Si tratta di uno scrittore cinese, saggista, attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani e che per questo è in carcere in Cina a scontare una condanna di 11 anni: Liu Xiaobo è stato condannato lo scorso Natale per “incitamento alla sovversione del potere dello stato”. Entrato nel carcere di CENSORED, nella provincia cinese di CENSORED, la guardia gli ha fatto consegnare tutti i suoi effetti personali, ha scribacchiato un elenco su un foglio, glielo ha fatto firmare, e poi gli ha fatto mangiare il tutto. 

Nonostante sia un colto docente universitario, Liu Xiaobo non sa nemmeno chi ha vinto il Nobel per la Pace quest'anno.
La notizia è infatti stata censurata in Cina. La Bbc e la Cnn sono state oscurate in tutto il paese mentre annunciavano la vittoria. Tuttavia, in alcuni quartieri il segnale televisivo non è stato subito interrotto e il Governo è stato costretto a ricorrere al chip che da qualche anno a questa parte viene obbligatoriamente installato, e ha spento le persone che in quel momento guardavano la Tv.

Però, per il resto, lo sanno in tanti. Solo Xiaobo ignora la cosa, ma in questi giorni sta avendo qualche dubbio, vedendo che nell'ora d'aria i suoi 14 compagni di cella lo pestano più forte del solito. Tanto che a qualcuno è pure caduto dalla tasca il distintivo della polizia cinese. 

La moglie di Liu Xiaobo ha saputo la notizia, e ha dichiarato di essere "sopraffatta dalla gioia" per questo premio. Il governo centrale di Pechino ha reagito con discrezione, procedendo a una ventina di arresti e facendo sparire la moglie di Xiaobo non appena saputo che sarebbe andata a trovare in carcere il marito. Una scomparsa che, purtroppo, fa temere il peggio. Ed è per questo che Federica Sciarelli ha chiesto subito di occuparsene. 

Pechino ha definito: "oscenità" il Nobel dato a Xiaobo, e ha promesso che i rapporti con la Norvegia peggioreranno. Da ora in poi, infatti, la Cina ha minacciato che avrà rapporti con la Norvegia.

Sembra però che nelle ultime ore a Pechino stiano ammorbidendo i toni per non pregiudicare le relazioni politiche internazionali. "Vogliamo chiarire che noi non siamo contro il Nobel per la Pace dato a Liu Xiaobo" si legge infatti su un sito filogovernativo "noi siamo proprio contro il Nobel per la Pace". 

Tutto il mondo, comunque, plaude alla scelta del comitato norvegese. Anche Obama ha preso immediatamente posizione: "Ora liberatelo" perché sarebbe veramente spiacevole che Liu Xiaobo non partecipasse alla partita di pallacanestro di tutti i Nobel per la Pace che Obama sta organizzando. No, il reale motivo è che, fra i Nobel per la Pace, Obama non vuole essere ricordato come colui che per la pace fece meno di uno che addirittura sta in carcere.

E l'Italia? E' stata appena visitata dal premier cinese Wen Jiabao. Una visita durante la quale Berlusconi ha raccontato quella del cinese in coma e ha elogiato a piene mani la politica internazionale della Cina, tacendo sulla questione dei diritti umani. Berlusconi: "Non parliamo di quello che divide Italia e Cina, ma piuttosto di quello che le unisce. Per esempio, sono entrambe dittature".  D'altronde, anche il Presidente della Repubblica Napolitano aveva incontrato in precedenza il premier cinese mostrandogli la collezione quirinalizia di vergini di ferro e di garrote (tutte rigorosamente made in China) per farlo sentire a suo agio. 

Ma, in ogni contesto insabbiatorio, c'è sempre qualcuno che rialza il capo. Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra alle prossime elezioni, ha infatti invitato in sindaco Moratti a conferire a Liu Xiaobo la cittadinanza onoraria di Milano, approfittando del fatto che, per ora, Liu Xiaobo non può opporsi.



Clicca qui e scopri il modo in cui far sapere a Liu Xiaobo che ha vinto il Nobel per la pace. Poi attento a quel dito, se vai a mangiare cinese. 


In foto, Liu Xiaobo e sua moglie, clonata da un suo capello pacifista caduto a Piazza Tiananmen

venerdì 1 ottobre 2010

SPARI NEL BUIO

Dopo i fatti di stanotte, Maurizio Belpietro non nasconde una certa agitazione. Per un attimo, infatti, ha pensato che l'attentato fosse vero. Poi, però gli spari in aria dell'agente di scorta, il segnale concordato, gli hanno confermato che tutto stava andando per il verso giusto. Nel Manuale del poliziotto qualunque, infatti, nella prefazione scritta dal cane lupo di Larussa, si trova: "Nel caso in cui un facinoroso armato sopraggiunga all'improvviso sul davanti, e detta arma sia costituita da una pistola, e detta pistola sia puntata contro l'agente, quest'ultimo, se vuole assicurarsi di far carriera o comunque di restare in vita (presupposto essenziale al far carriera, oltre a farsi corrompere, procurare e coprire violenze gratuite contro indifesi) deve immediatamente puntare la propria arma di ordinanza contro il facinoroso e fare fuoco. Fare fuoco contro di lui, e non in aria, come gli suggerirebbe l'istinto". Dunque, quello che si può immaginare, forti di questo stralcio, è che stanotte, in quel di Casa Belpietro, si trattasse di una messinscena bella e buona. L'unica vittima, in questo sciagurato caso, è stata la verità. La verità, e il pipistrello che i colpi dell'agente hanno abbattuto. La notizia: "Attentato a Belpietro", può ritenersi in conclusione tecnicamente falsa, e perciò ha subito trovato spazio sulle prime pagine di Libero e del Giornale.


In foto, i pipistrelli protestano per la morte accidentale della notte scorsa