L'aereo degli azzurri è tornato oggi dal Sudafrica. E' atterrato senza problemi a Fiumicino, nonostante l'equipaggio abbia più volte accarezzato l'idea di buttare di sotto i calciatori e Lippi sulla pista senza paracadute.
L'Italia è uscita dal Mondiale dopo un'ignominiosa partita con la Slovacchia che abbiamo perso per 3 a 2. Un risultato che nessuno si sarebbe aspettato dopo i primi due brillantissimi pareggi. Eppure con la Slovacchia avevamo cominciato bene. Nello scontro degli inni nazionali avevamo segnato il primo punto: quello della Slovacchia sembrava una canzone di Fred Bongusto e aveva fatto piangere anche i non slovacchi dalla bruttezza. In campo, il ritorno dal primo minuto di Gattuso, che è andato a stringere le mani agli avversari con un lanciafiamme. Durante la partita, diversi giocatori colpiranno Gattuso nelle palle rompendosi un piede. Il match, sin dalle prime battute, è un po' in salita, con la Slovacchia che quasi segna nei primissimi minuti, e durante tutto il primo tempo proviamo un senso di continua, diffusa sofferenza (a causa del commento tecnico di Salvatore Bagni). Mentre vediamo i nostri avversari che si danno da fare come dei dannati (Hamsik, un furetto, è infaticabile nel tentativo continuo di chiudere la bocca) cominciamo a capire che dobbiamo riporre tutte le nostre speranze nel sorteggio con la Nuova Zelanda. Che qualcosa non andasse si poteva capire anche dal fatto che, ad esempio, Cannavaro per andare dall'area al centrocampo aspettasse l'autobus. Gli azzurri sembrano inermi. Gli avversari sembrano in difficoltà a causa del puzzo di putrefazione, ma alla fine ce ne fanno 3. I tifosi italiani sugli spalti si sono vestiti e pittati da pagliacci tricolore inutilmente e si ubriacano per dimenticare. Soprattutto il terzo goal, quello su rimessa laterale segnato da un bambino che corre come un treno e che arriva al centro dell'area beffando Marchetti con un pallonetto. Lippi tace. Buffon, in panchina, dà le spalle al campo, ma anche così sarebbe riuscito a parare quel tiro. Marchetti, in seguito, si lamenterà denunciando il pallone secondo lui fatto in pura anguilla.
La Slovacchia è così frenetica e pimpante che cominciamo a confidare nei loro autogol. Alla fine, il risultato è 3-2. Quagliarella forse ci avrebbe potuto far rimontare, ma il regolamento, che ostinatamente si oppone a partite che durino una settimana, è contro di noi. La partita è stata così brutta che gli operai di Termini Imerese avrebbero voluto lavorare.
I commenti del dopo-partita, in conferenza stampa, sono abbastanza prevedibili e Lippi li affronta con serenità, anche quelli pungenti di Enrico Varriale, puntualmente tradotti da interpreti sempre all'altezza della situazione.
Lippi però fa mea culpa: "E' stata colpa mia, mi prendo tutte le responsabilità". In sala stampa sono spiazzati. Ma i dubbi sono i soliti. Non sarebbe stato meglio convocare questo o quell'altro oppure "Ha intenzione di continuare ad allenare?", chiede Quagliarella. Cannavaro non cerca giustificazioni. Il calcio italiano è da rifare, ma "non vedo fenomeni in giro". E tu smettila di guardare la nazionale. Meno male che ora va a giocare a Dubai, dove per muoversi gli consentiranno di usare un cammello. Molti altri calciatori non rispondono alle domande dei giornalisti, completamente assordati dalle vuvuzelas.
Si diceva che i giocatori sono rientrati oggi a Fiumicino, nell'indifferenza generale. Gli è andata bene.
Ma, col senno di poi, non si poteva alla fine fare come aveva suggerito Bossi? Ci compravamo la partita e amen. All'italiana, insomma. Invece no. Adesso noi siamo fuori e la Nuova Zelanda è qualificata. Adesso la Nuova Zelanda siamo noi.
Ultim'ora. Ideato in Sudafrica e regalato alle donne durante i Mondiali un preservativo da indossare che cattura il pene dell'aggressore e che può essere rimosso solo da un chirurgo. Avranno saputo che c'è Amedeo Goria.





