mercoledì 31 marzo 2010

LE HOSTESS DI AIR COMET AIRWAYS FANNO UN CALENDARIO

Quando certe volte la tua azienda ha dei problemi devi cominciare a guardare dentro te stesso, per capire cosa c'è che non va. Le hostess della compagnia aerea spagnola Air Comet Airways, che non sono pagate dallo scorso dicembre, hanno fatto così e hanno capito: sono troppo vestite. 
Hanno pensato bene allora di posare per un calendario, per far capire alla gentile clientela che anche loro sono delle gran gnocche e quindi CONVIENE viaggiare sui loro aerei, in loro compagnia, o sotto di loro in first class. 
Questo calendario è uno spettacolo. Ti viene proprio voglia di acquistare il biglietto per un luuuuuunghiiiissssimoooo volo intercontinentale, e di andare molte volte in bagno sull'aereo (sapendo che una di quelle sventole è lì fuori, proprio vicino alla porta, a 50 cm di distanza dal tuo uccello in linea d'aria). Quando una delle hostess Air Comet Airways ti chiede se vuoi qualcosa da bere, ti passa tutta la tua vita davanti. E pensi a quante volte ti hanno chiesto da bere delle hostess Alitalia, che hanno sempre quello sguardo omicida negli occhi come se fossi Berlusconi mentre dice che ha appena trovato in una tasca una cordata che salverà la compagnia. Invece, gli angeli della Air Comet Airways non sono così. No. Quando ti salutano mentre scendi dall'aereo ("Arrivederci! Arrivederci!") ti mettono anche il loro numero di cellulare in una mano. Sui voli Air Comet Airways, tutte le maschere d'ossigeno sono state precedentemente leccate dalle hostess. Dall'interno.
Nell'immaginario erotico medio del maschio italiano medio sono due le categorie che ispirano sesso: le insegnanti e le hostess. 


Hostess: "Salve signore. Tutto bene? Le serve qualcosa?"
Passeggero: "Mi darebbe ripetizioni?"

Un calendario magnifico. Talmente bello che poi non riesci più a muovere il polso.


(In foto, una hostess Air Comet cerca lavoro come bagaglio a mano)

domenica 28 marzo 2010

IL BELLO DEL VOTO

Quello che è veramente importante è la bellezza. Oggi i milioni di italiani che si recheranno ai seggi dovranno ricordarsi questo: VOTATE BELLO.
Non disperdere il tuo voto dandolo ai brutti! Basta con questi candidati pieni di rughe e con le occhiaie: le rughe sono tipiche di chi è disonesto e mente abusando delle sue espressioni facciali! Le occhiaie di chi passa le notti in bianco a rubare nei negozi! E quei capelli bianchi? Li portano solo i barboni (gente che c'ha strani grilli per la testa e non ci sta a vivere in una casa come tutte le persone perbene)!
Silvio Berlusconi ha capito da tempo che i brutti non sono fatti per governare. Non sanno fare nemmeno una pulizia dei denti (guardate invece di chi si fida Silvio come igienista dentale - Nicole Minetti (bella), attualmente candidata in Lombardia)!
I belli sì, è gente cu cui puoi contare. Prendiamo ad esempio Graziana Capone (bella). Ad agosto dell'anno scorso dichiara: "Berlusconi è un ottimo padrone di casa. Per questo sono tornata con piacere alle sue feste. A Palazzo Grazioli sono stata almeno sei volte, compresa la vigilia di Natale: c'erano sempre molte ragazze ma Berlusconi a tavola voleva soltanto me alla sua destra". SEI VOLTE. Visto? I belli hanno memoria spaziale estremamente sviluppata! Se lanci un bastone te lo portano indietro ovunque ti trovi! E poi, che straordinaria capacità di orientamento: tutte le volte che Berlusconi diceva alla Capone, detta l'Angelina Jolie di Bari, di sedersi alla sua destra, non importa quanto fosse distante, non importa quanto fosse lungo il tavolo - lei si sistemava sempre nel posto giusto! Alla Regione farà grandi cose.
In Calabria è candidata poi una immensa politologa - pronta a prendere il posto di Sartori (brutto, pronto per la pensione) - Italia Caruso (bella) che dichiara: "Non sono cresciuta a pane e politica. Non ho valori forti. Credo di poter fare tanto per la mia Calabria", "Anche i medici fanno politica, perché non possono le ragazze dei concorsi di bellezza?", "La bellezza aiuta. Anche per strada. Ti fanno passare con la macchina all'incrocio. O saltare la fila. E certo non hanno bussato alle porte delle mie cugine, benché laureate in giurisprudenza, e più competenti". Dunque che cazzo studiate a fare, cugine racchie? Non perdete tempo! Andate a rifarvi le tette, o i nasi, o entrambi! Muoversi con quelle chiappone flaccide! Liposuzione invece del concorso in magistratura!
Non a caso la casa di moda Prada, che se ne intende di bellezza, ha voluto cominciare dal Giappone la sua politica di epurazione dei dipendenti brutti che, ovviamente, se sono vecchi, grassi e mal pettinati non sono capaci di produrre, sottopagati, gli abiti che costano troppo per i quali il marchio Prada è famoso nel mondo.
E poi i brutti sono pessimisti. Come quella Mercedes Bresso (brutta), appunto, che si guarda allo specchio la mattina e si rovina la giornata. Quando Berlusconi dice che sconfiggerà il cancro in tre anni, si riferisce al cancro* della pelle, che sfigura i fisicacci di tanti italiani e soprattutto tante italiane. Viva i belli!



In foto, Nicole Minetti fa studio


*per non parlare di tutti gli altri tipi di cancro, che alla lunga inevitabilmente rendono brutti

sabato 27 marzo 2010

PROIETTILE E MINACCE AL PREMIER

Silvio Berlusconi stamattina si è svegliato con un cerchio alla testa. Come quando, la sera prima, stupra qualcuno mentre mangia pesante. Una sensazione che lui conosce molto bene. E che viene confermata da una telefonata. "Presidente, è per lei, sembra urgente...". "Pronto? ah sei tu... sì, sì... cosa avrei fatto ieri? accidenti... ti ho fatto male, eh? sono in forma ... comunque ho le idee un po' confuse... dai, ora non è il momento... ci sentiamo dopo". Prima di chiamare Ghedini per far mandare alla Polverini un mazzo di fiori e un biglietto di smentita, Berlusconi consulta la posta. Ma c'è qualcosa che non va. Tagliacarte del Milan alla mano, apre con crescente impazienza tutte le sue lettere, le svuota una per una con meticolosità, lecca i lembi, li ri-incolla e le riapre (nel caso gli sia sfuggito qualcosa). E' ancora scosso. Chiama subito Sandro Bondi.
"Sandro, quel diavolo di clima di odio che si stava riformando, eh? Te lo ricordi?"
"Buongiorno Maestà, sì, me lo ricordo..."
"Eh, dove sono le lettere minatorie? Non vedo bossoli, sulla mia scrivania. Come mai? Eh? Siete una barzelletta!"
La lettera di cui parla Berlusconi è quella ritrovata nel centro meccanizzato postale di Linate, una lettera di minacce ("farai la fine del topo") a Berlusconi e ad altri esponenti del Pdl contenente un proiettile. Quando Bondi gli spiega come stanno le cose, Berlusconi è furioso. "Ma come, adesso si mettono a intercettarmi anche la posta? Ma dove siamo? In nessun paese del mondo si intercetta la corrispondenza del Premier! Chiamami tutte le televisioni d'Italia, voglio andare a reti unificate". "Ma, presidente, oggi c'è silenzio elettorale...". "Me ne frego. L'idea è stata tua e ora tu mi fai parlare in TV. Avevi detto che la faccenda del clima dell'odio andava bene, che poi la gente mi avrebbe votato se ricevevo le minacce. Ora si fa a modo mio, vado a mettermi i capelli". Con calma, Berlusconi si mette poi a scrivere in bella grafia l'editoriale di Minzolini. E' allora che, dalla finestra, entra Gianfranco Fini e con un balzo lo immobilizza mentre Paolo Bonaiuti gli si avvicina e dopo avergli detto "Sire, questo farà più male a me che a lei" gli preme sulla faccia una pezza imbevuta di cloroformio. "Bene, è tutto sistemato" dice Fini aggiustandosi la giacca "ora vado a condannare gli episodi di violenza che mirano a creare un clima d'odio alla vigilia del voto e la finiamo qui. QUI. Non voglio vedere il suo faccione in tv, oggi. E' chiaro?". Bonaiuti annuisce, mentre il premier dorme beato come un angioletto. "Guardalo Gianfranco, sta sognando D'Alema".

(In foto, Berlusconi viene messo in minoranza durante un Consiglio dei Ministri)



ULTIMORA

Oggi giornata di silenzio elettorale: i politici non possono fare propaganda. Ma tanto ci pensa il Tg5.

Mercedes Bresso, secondo Berlusconi, si rovina la giornata se si guarda allo specchio. Ma non per questo sarà al riparo dalle sue molestie.

Busta con polvere sospetta arriva ad Arcore. Sul posto Carabinieri, Vigili del fuoco e Morgan.

Milano. Busta indirizzata a Berlusconi con un bossolo e minacce. E a me è arrivato il libro del PDL.

Milano. Busta esplosiva contro Lega Nord ferisce impiegato delle Poste di Milano. Sdegno di Berlusconi: "Inaccettabile che si intercetti la posta inviata dal Presidente del Consiglio".

Berlusconi, nell'ultimo giorno di campagna elettorale, ha rilasciato interviste a Studio Aperto, Tg4, Tg1, Tg5 e Tg2 ed anche al Gr1 delle 19. Nel pomeriggio è stato anche intervistato per circa un'ora da Sky Tg24. Solo per i processi non trova il tempo.

Berlusconi alla Polverini:: "Lo sai che non sei per niente male... Io ho lo ius primae noctis sulle nostre candidate. E' scritto nello statuto del partito...". Meno male ragazze: sta diventando cieco.

Berlusconi si assopisce durante la riunione della Lega dei Paesi arabi. Gli altri delegati lo hanno capito quando il premier ha esclamato: "Ehi, che ci fate nella mia camera da letto?!"

Medici GB: Torna la sifilide grazie a Facebook.

venerdì 26 marzo 2010

REGIONALI 2010: L'ASSO NELLA MANICA DEL PDL

Siamo alla stretta finale. Nonostante i sondaggi diano Silvio Berlusconi al 61%, il Cavaliere teme la débacle elettorale, che assumerebbe contorni drammatici soprattutto perché gli impedirebbe di sconfiggere il cancro nei prossimi tre anni.
Nottetempo, i grandi strateghi della comunicazione di Berlusconi (Klaus Davi, Filippo Facci e Pierdavide di Amici) hanno trovato la soluzione: modificare nel senso dell'amore i manifesti elettorali per aumentare i consensi del PDL. Ecco dunque l'asso nella manica del PDL:



A dicembre ha funzionato.


(ULTIMORA: La popolarità di Berlusconi è già salita al 72%)

domenica 21 marzo 2010

UNA STORIA ITALIANA - CORTEO DEL PDL A ROMA: E' GUERRA DI CIFRE

Giornata dura per Silvio Berlusconi. Al raduno a cui hanno partecipato un milione di persone, secondo la Questura non c'erano più di 150 mila gatti. Qualcosa non quadra.
Dopo aver controllato il suo libro paga, Berlusconi telefona ai questurini: "Guardate che, no, no, vi sbagliate, io qui ho segnate un milione di persone. Un milione tondo tondo. Dite che sono 150 mila?" Sorpreso dal fatto che in Questura non credessero alle sue parole nonostante egli avesse ripetutamente messo la mano sul cuore, il premier comincia a tuonare contro i pallottolieri rossi della polizia. Alla fine, esausto perché nessuno gli porge una scrivania di ciliegio, Silvio prende una decisione. "Qui c'è qualcosa che non va. Mr. XXXX, occupatene tu, vai a vedere che succede. Io in Questura non ci voglio andare perché mi porta sfortuna".
Il premier ordina dunque a F. Cicchitto (omettiamo il nome per motivi di privacy) di andare e far chiarezza. Con rapidità, Fabrizio C. (omettiamo il cognome per motivi di privacy) si rende conto che, fra i partecipanti, in tanti hanno timbrato il badge più e più volte per conto degli assenti. Un fatto gravissimo, che il Ministro Brunetta aveva consigliato di scongiurare mettendo tornelli sui pullman ("Ma a me non mi ascoltano mai!" rimprovera Brunetta, assente al raduno perché non è riuscito a uscire da una sua scarpa). Il commento rilasciato a caldo da F.C. è nettissimo: "Siamo francamente stupefatti. In questo modo la Questura perde di credibilità. Mi vergogno di appartenere a un Autorithy che in realtà non decide niente e... ah no scusate... l'appunto sbagliato...". Silvio ha pagato 850 mila sostenitori che lo hanno frodato. Questi fannulloni non si sono presentati effettivamente in piazza per fingere entusiasmo per il PDL, com'era nei patti. Lo sconforto del Premier è palpabile. "E' incredibile, di solito non mi hanno mai dato buca. Perché non mi vogliono bene?" piagnucola il presidente su una manica di Sandro Bondi. "Si sta ricreando il clima d'odio favorevole a un suo attentato, Sire" lo consola Bondi "e quando dico questo, capisce cosa intendo" ammicca il fido consigliere. "Sandro, non mi va di beccarmi un'altra statuina in faccia. Piantala con le tue strampalate idee da poeta. Ora va', e chiama qualcun altro su cui io appoggi i piedi" è la replica rassicurante del premier.
Intanto, con la stampa ci pensa Gasparri, il presidente dei senatori del PDL, ad abbassare i toni: "Ringraziamo la polizia per il suo lavoro. Gli agenti hanno diffuso cifre false perché sono stressati, oppure semplicemente degli ubriaconi, chi lo sa". Ma dietro le quinte, il clima è infervorato. La caccia ai responsabili è aperta. Ignazio La Russa viene mandato in missione straordinaria. Dovrà stanare casa per casa i disertori, muovendosi sulla base di uno strumento di localizzazione perfino superiore alle moderne tecnologie satellitari: il suo fiuto. Naso per aria, orecchie dritte e a zanne lucide, La Russa parte in quarta. Il suo metodo è pulito e non ammette repliche: afferra per la giacca tutti quelli che annusa, li solleva da terra, li strattona e li scuote dicendogli "Adesso vieni con me" finché non gli cadono dalle tasche i soldi di Silvio (si riconoscono perché Berlusconi paga in gettoni d'oro). Ma, nonostante La Russa, il premier è triste. Ora è da solo nella sua stanza, che nella sua mente conta e riconta: "dunque... 149.997... 149. 998... 149. 999... un milione! no, non è così...". Sul cellulare, all'improvviso una chiamata da un numero sconosciuto. E' Gianni Letta, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che al telefono parla in modo incomprensibile per non farsi intercettare. Silvio annuisce in silenzio. Dice qualcosa, poi riaggancia mesto. "Ma tanto pure il Consiglio di Stato dirà no, me lo sento. Non posso corrompere tutti. Ho Veronica che vuole 90 miliardi, un mutuo da pagare ai tropici, le vaccinazioni per La Russa... che ne sanno questi...". Un'altra telefonata. Silvio si illumina speranzoso. "Presidente" dice la sua segretaria in guepierre "c'è Cota in linea, chiede se quando hanno giurato sul palco era sulla testa dei suoi figli e chiede quanti sono".
Si rabbuia di nuovo. "E che ne so io. Digli che no so più contare".


(In foto, Ignazio La Russa sta per strattonarvi)





ULTIMORA.
Walter Veltroni scrive* una pièce teatrale sulla tragedia dell'Heysel e la principale modalità di tifo avversa a quella civile.

*Avrebbe dovuto scrivere qualcosa sul tema della follia. Quale migliore occasione per parlare del berlusconismo? No. Completamente ignorato Berlusconi. Come se stesse ancora in politica.

Chi vuol esser democratico #8

In ritardo per le continue telefonate di Berlusconi al padrone di casa dell'autore, arriva infine l'ultima puntata di "Chi vuol esser democratico", il quiz satirico di Virus in partenza come missionario della verità.

IN QUESTO NUMERO: le dimissioni di Di Girolamo, il decreto salva-liste, le molestie sessuali ai bambini del coro di Ratisbona, Bertolaso, il ritorno del crocifisso in aula. Insomma, cose di un secolo fa. E appunto arrivo io a ricordarvele!
GUARDA in compagnia di Monica Bellucci l'ultima puntata di Chi Vuol Esser Democratico

Ci vediamo nella monarchia!




Silvio Berlusconi:
"Un milione in piazza? Balle lecite. Anzi, doverose"

venerdì 19 marzo 2010

ALL'ASTA LA SIRINGA CHE UCCISE MICHAEL JACKSON

La siringa che fu fatale a Michael Jackson sarà probabilmente messa all'asta verso la metà di giugno. Pagando milioni di dollari, un fortunato fan potrà aggiudicarsi la siringa con cui gli è stato iniettato l'ultimo pasto. Milioni che sono niente in confronto al privilegio di poter contrarre le principali infezioni del defunto Re del Pop.
Informato della cosa, Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, si è precipitato a scavare nella sua pattumiera.
Meno quotati, ma pur sempre utili, gli ultimi campioni di urine del cantante e la sua personale raccolta di fegati di scorta.
A far crescere le quotazioni della siringa, oltre alla passione di milioni di ammiratori, sarebbe la leggenda che la vuole come reale autrice dei maggiori successi di Jacko. La siringa, per anni rimasta nella sua confezione monouso all'ombra dell'ingombrante personalità del cantante, avrebbe scritto le partiture musicali di brani come Thriller, Black or White e Heal the World (ispirato a una storia vera). Frustrata dall'ingratitudine, avrebbe quindi atteso l'arrivo del farmaco giusto, e consumato la sua vendetta. Una storia che ricorda molto da vicino quella della rivalità fra John Lennon e la pallottola di Mark Chapman.
Sollecitato da queste indiscrezioni, il mercato dei fan ha cominciato a muoversi e da oggi è già possibile scaricare la siringa dai più famosi siti di scambio peer-to-peer. "Una cosa vergognosa che ci indigna" ha dichiarato il padre Joe, intervistato durante la vendita porta a porta delle unghie dei figli.
Dato che l'asta potrebbe sollevare problemi giudiziari, la messa all'incanto si dovrebbe svolgere in Brasile o India, oppure tutta l'operazione potrebbe essere mascherata da televendita di Giorgio Mastrota. Ma i problemi non finiscono qui. Alcune voci non confermate sostengono che l'autentica siringa non sia quella di cui si sta scrivendo in questi giorni, ma sia ancora conficcata in un alluce di Michael. La siringa non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito.

(In foto, Michael Jackson e l'assaggiatrice delle sue siringhe)

giovedì 18 marzo 2010

NATO NATHAN FALCO BRIATORE


E' nato oggi in una clinica della mafia di Nizza il figlio di Elisabetta Gregoraci e del Viagra. Secondo le prime agenzie, il nome del bimbo sarebbe Nathan Falco. Nei mesi scorsi, Flavio Briatore aveva insistito molto perché il bambino prendesse quel nome, "checché ne dica il padre!" aveva tuonato.
Il bambino è nato alle otto del mattino. Un parto senza complicazioni, che ha permesso alla madre di portare a termine senza altre interruzioni la sua lap dance. Intervistata subito dopo, la Gregoraci è sembrata entusiasta: "E' stata un'esperienza stupefacente. E non riesco nemmeno a ricordare quando sia entrato, lì dentro!". Il bambino pesa 4,1 chilogrammi ed è già amico di Lele Mora.
Il padre, in sala d'attesa, attendeva con ansia. Non appena gli è arrivata la notizia della nascita, ha cominciato con le telefonate, e gli ha intestato 13 conti off-shore. Elisabetta, che ha sposato Briatore il 13 giugno 2009 e che era rimasta incinta durante una festa speciale al Billionaire in cui erano banditi gli anticoncezionali, ha alla fine apprezzato il nome Nathan: "Vuol dire dono di Dio. Per questo l'ho scelto. Perché è stato il regalo che ci ha fatto Dio, nonostante poi alla fine non sia venuto al matrimonio". Il Billionaire festeggerà la nascita del delfino di Briatore una serata d'onore aperta a tutti in cui i fotografi potranno liberamente pagare milioni di euro per scattare qualche foto al piccolo.

In alto:
Elisabetta Gregoraci abbraccia la sua cassaforte di carne

In basso:
Nathan Falco Briatore sorpreso nudo nel servizio shock di Novella 2000




martedì 16 marzo 2010

MORTO PING PING

E' morto morto Ping Ping. L'uomo più basso del mondo, che dormiva in una scatola di fiammiferi, sabato mattina non si è più svegliato. Ne ha dato notizia il Guinness dei Primati, con un comunicato in corpo 2. Distrutta Barbara d'Urso, che non potrà più invitarlo nelle sue trasmissioni in cui si guadagnano soldi e ascolti speculando sui fenomeni da baraccone: "Mi dispiace moltissimo che Ping Ping sia scomparso. Ora mi sa che dovrò farmi controllare le tube in modo tradizionale".
Due settimane fa, proprio mentre stava registrando a Roma le puntate della nuova edizione del programma "Lo Show dei record", si è accasciato a terra con dolori al petto. E' stato subito soccorso e trasportato in ospedale dall'uomo più veloce del mondo. Appena giunto, la diagnosi che non ha lasciato scampo: "infarto al miocardio da contatto con Paola Perego".
Il decesso è avvenuto sabato scorso, ma la notizia è stata diffusa solo lunedì da Craig Glenday, a capo del famoso libro dei record, che ha tentato di rianimarlo per tutto il week end usandolo come pallina da squash.
Nato senza che nessuno se ne accorgesse a Wulanchabu, in Cina, He Ping Ping era diventato una star da quando, nel febbraio 2008 è entrato nel Guinness dei primati per il pisello più lungo del mondo. Nel marzo 2008, il record è stato convertito nel primato per "l'uomo più basso del mondo".
Su richiesta della famiglia il suo corpo ritonerà in Cina dove sarà cremato. Sempre che si riesca a trovarlo, perché, si sa, da morti si rimpicciolisce.

In foto: Ping Ping attende che la sua dama si accomodi.

domenica 14 marzo 2010

Holiday on spice

Stanco di essere solo tentato da migliaia di inviti che ogni giorno mi arrivano su Facebook ("Andiamo a vivere a Bora Bora", "Apriamo un bar sulla spiaggia a Santo Domingo", "Andiamocene e lasciamo l'Occidente a Bin Laden", "Andiamo e basta", "Sei ancora lì?", etc.) il sottoscritto ha recentemente deciso di andare a comprare un libro in un supermercato. Sì, proprio in un supermercato. Perché sapevo che solo in un posto come quello avrei trovato il prodotto librario che faceva al caso mio. "Scappo via!" è un libro edito (punto esclamativo compreso) da edizioni IntraMoenia che si presenta tutto nell'accattivante sottotitolo "Paradisi esotici dove vivere alla grande con meno di 1000 euro al mese". Ora, miei fantomatici lettori, io sono solo un minuscolo tassello di quel mosaico di individui che sotto sotto, in fondo in fondo, boccon bocconi, vuole ancora una fiaba in cui credere. Forse perché si è reso conto che è solo avendo una buona favola, che la notte si riesce a dormire bene. Fra noi maschietti ultratrentenni perennemente insoddisfatti della propria vita, del proprio lavoro, della propria situazione sentimentale (in un ordine che varia a seconda delle ritenute che ci prostrano la busta paga) viene sempre il momento in cui giunge a bussare alle nostre orecchie la "Favola di Cuba".
Cos'è questa favola. La Favola di Cuba è la storia verissima del cugino di quell'amico, che l'ha sentita raccontare da quell'altro amico (di cui ci si può fidare perché non è un chiacchierone), che un giorno ha piantato tutto e dall'Italia si è trasferito a Cuba dove puoi vivere da nababbo con soli 4 euro al mese.
"Ma sei sicuro? Proprio 4 euro??"
"Sì sì mi ha detto proprio 4 euro! Cioè, vai a vedere pure la svalutazione eh, là ci sono le DRACME, è un altro paese, alla fine..."
La citazione improvvida delle DRACME cubane dovrebbe già mettere in avviso che c'è qualcosa che non è del tutto chiaro. A te, maschio ultratrentenne smaliziato, ormai aduso alle durezze della vita e che ormai si fida solo del suo cane, la cosa potrebbe cominciare a puzzare. Ed è forse leggendo lo scetticismo che fa capolino nei tuoi occhi, che l'amico che ti sta raccontando la favola decide di correre ai ripari, e alza la posta. "Poi ci sono donne bellissime! Hai presente Belen Rodriguez?". La frase non finisce. Non si conclude con "Ecco, le cubane sono come lei". Perché nessuno dei due ha bisogno che finisca. Tu e l'amico affabulatore, al solo nominare Belen Rodriguez, vi immaginate su una spiaggia mentre fate quello che più vi piace, ossia dormire sotto un paio di occhiali da sole, mentre due Belen Rodriguez vi massaggiano le spalle ridacchiando fra loro con stuzzicante complicità. E quando non massaggiano le spalle, vi spalmano l'olio solare sui pettorali, ammirandovi e complimentandosi l'un l'altra per l'immensa fortuna che è loro capitata. Perché, chissà come mai, a Cuba vi sono spuntati anche i pettorali al posto di quelle flaccide mezze tettine che vi hanno reso gli zimbelli di tutte le docce che avete frequentato. In più, continua la favola, lo stipendio di un professore universitario cubano equivale ai nostri 40 euro. Ci si compra una macchina con soli 60 euro. Un bilocale con 500 euro e una noce di cocco. "Magari possiamo permetterci pure più di una donna!" "Eh sì, lì c'è una cultura diversa! I costumi sono di un altro tipo!". Ormai è una gara a chi rilancia in modo più forsennato. L'unica maniera che i maschietti ultratrentenni conoscono per sopravvivere alla constatazione che si stanno raccontando delle stronzate, è ingigantirle finché la eccezionale abbondanza di dettagli di fantasia finisca per vincere e convincere tutti. E giù allora particolari così iperbolici che non possono che essere inventati su due piedi: le donne cubane temono l'uomo, sono focose e non si tirano mai indietro quando c'è da fornicare, le donne cubane non ingrassano e non invecchiano, sono abbronzate anche senza prendere il sole, non ti riempiono la testa di chiacchiere, le donne cubane non usano indossare i vestiti.
Ma la pragmaticità dell'uomo moderno a un certo punto viene a galla. Secondo i migliori dettami aristotelici, il momento del conflitto arriva anche nella Favola di Cuba. "Ma ho saputo che tutti questi vantaggi ci sono solo per i cittadini. Cioè se tu sei occidentale, innanzitutto non ti danno al cittadinanza, ma poi puoi fare acquisti solo in certi negozi, con i prezzi altissimi. Mentre i cubani invece comprano a prezzi stracciati" obietti tu, che hai sentito questa cosa in chissà quale documentario di Licia Colò. L'amico favoliere ti guarda allora con pena, come se gli avessi appena confessato, con vergogna, che non sai se in 'coscienza' ci va o meno la 'i'.
"Ma è facilissimo, no? Dai qualche spicciolo a un bambino cubano disperato e magari orfano, e lui ti va a fare la spesa ogni giorno nei negozi per accattoni che conosce lui. E il gioco è fatto" dice mettendoti una mano su una spalla mentre ti guarda con aria da Padre Flanagan. "E il cibo troppo piccante? Ho sentito che lì usano troppe spezie". "L'assistenza sanitaria è gratuita".
Ah, ecco. Ora sì che ti ha convinto.
Con le pupille dilatate, vai allora in un supermercato, compri il tuo libro "Scappo Via!" e appena puoi lo sfogli. Poi, impaziente, vai all'ultima pagina. L'indice ti presenta tutte le destinazioni dove si può rifarsi una vita: Kenia, Tunisia, Capo Verde, Thailandia. Poi trovi Cuba, classificata però nella infamante sottocategoria "Bella e IMPOSSIBILE".
Allora tu sbuffi. Prendi il libro e te lo guardi per un po', rigirandotelo fra le mani. Poi lo chiudi e lo butti in un cassetto.
Apri la porta per andare a lavoro, come fai ogni giorno. E controlli se, per puro caso, ti fosse rimasta in tasca qualche dracma.

giovedì 11 marzo 2010

Argento vivo


Pezzo uscito su Scaricabile #28, la rivista che vanta innumerevoli tentativi di deflorazione


Gli anziani sono il futuro della nostra società. Più passa il tempo, e più me ne rendo conto. E non lo dico perché più passa il tempo e più divento rincoglionito come uno di loro. No. Rita Levi Montalcini, 100 anni suonati, pochi giorni fa si è rotta il femore. La prossima volta impara a fare free-climbing. No, è semplicemente cascata mentre era in casa. Che però è una cosa sempre più onorevole che cadere mentre conduci l'Isola dei Famosi (per dire).








A sinistra, Rita Levi Montalcini ubriaca

E io che pensavo che non ce l'avesse nemmeno, il femore! Voglio dire... all'epoca in cui nacque, l'uomo possedeva già il femore? Ogni singolo momento della vita di questa donna si dimostra in grado di insegnarmi qualcosa! L'innesto di una protesi dell'anca a cui l'hanno sottoposta i medici dell'ospedale Sant'Andrea di Roma è andato bene: quaranta minuti in anestesia locale e poi l'hanno suturata, cosparsa di resina e riavvolta nelle bende*.

La grande neuroscienziata ha ricevuto numerosi telegrammi di auguri. Anche da Maurizio Gasparri, protagonista** di un diverbio con lei qualche tempo fa: "Sportivamente, le auguro di rimettersi prima possibile. Ma continuo a nutrire dubbi sulla reale esistenza di questo fantomatico 'cervello' "***

Anche Maria de Filippi ha scoperto il potenziale nascosto della terza età (in effetti se n'era già accorta mettendosi Maurizio Costanzo). Da un po' di settimane ha aperto il suo Uomini e Donne agli over 60. Risultato? Audience alle stelle e programma che rimbomba atrocemente in tutte le case degli italiani, perché quelli che lo seguono sono tutti vecchi e sordi. Sensibile alle esigenze della sua nuova fascia d'ascolto di maggioranza, il programma si interrompe ogni 4 minuti per permettere ai telespettatori maschi di svuotarsi la vescica.

Infine, gli anziani sono gli unici che hanno effettivamente il potere di cambiare le cose. La gerontocrazia è una realtà: comandano i vecchi. L'età media dei nostri parlamentari è intorno ai 55 anni e oggi questi vegliardi hanno anche un potere in più: il Viagra.

Pensate a come sarebbe stato il nostro Paese senza il Viagra.

Bertolaso sarebbe stato corrotto con semplici assegni circolari****, ci sarebbero in giro solo attrici che sanno recitare, alle Pari Opportunità ci sarebbe Sandro Bondi, Berlusconi non saprebbe in che modo scegliere le candidate alle elezioni, non sarebbe stato invitato a nessuna festa di diciotto anni, le escort sarebbero andate a casa sua solo per fare il coro ad Apicella, sarebbe ancora sposato con Veronica Lario.

E suo figlio non starebbe con la Toffanin.


Nonostante l'età, Rita Levi Montalcini ha solo bisogno di un piccolo aiuto, per la lettura





Francesco Storace (11 ottobre 2007): "diamo delle stampelle a Rita Levi Montalcini"

Francesco Storace (25 febbraio 2010): "sono un profeta"

* Ci giunge ora notizia che i due chirurghi che l'hanno operata sono entrambi morti in circostanze misteriose. E gli infermieri che li hanno assistiti durante l'intervento sono in fin di vita per una serie di incredibili incidenti.

** Gasparri, qualche anno fa, rivolse parole ingiuriose a Rita Levi Montalcini e alla sua senilità (come quasi tutti i giornali, in questi giorni, evitano accuratamente di ricordare).

*** OK, è una battuta sul cervello di Gasparri. So che sono inflazionatissime. Questa l'ho lasciata solo perché è straordinariamente bella.

****Bertolaso: "... volevano darmi degli assegni, al posto delle puttane. Ma ho provato a masturbarmi con quelli e non è stata la stessa cosa" (dal verbale interrogatorio del 24 agosto 2011)

Per approfondimenti:

http://www.lacapital.com.ar/contenidos/2008/07/07/noticia_0042.html

domenica 7 marzo 2010

Festa grande

Domani è l'8 marzo. Festa della donna. Si commemora la morte di centinaia di operaie tessili per un incendio in una fabbrica avvenuto l'8 marzo 1908. Il nesso con gli spogliarelli è evidente.

sabato 6 marzo 2010

Stonando









Speciale Regionali

Napolitano trova cura per l'impotenza di Berlusconi.

Sbirulino controfirma il decreto-salvaliste del Governo.

Giudici del Tar della Lombardia riammettono la lista di Formigoni senza usare il decreto per fare gli splendidi.

Fini: "la prima cosa da fare, è non tirare in ballo in alcun modo il Capo dello Stato". Appunto, non avreste dovuto.

Napolitano spiega le sue ragioni dal sito del Quirinale nella lettera "Ecco perché ho la tendenza a obbedire."

"Non era sostenibile che alle elezioni non partecipasse il maggior partito politico di Governo."
Luciano Moggi: "la Juve non doveva andare in serie B."

"Non potevo che approvare il decreto, dato che le Corti d'Appello avevano escluso le liste"

Si aggrava la posizione dei rappresentanti radicali, denunciati per tentato rispetto delle leggi.

Floris approfondirà le polemiche seguite all'approvazione del decreto-salvaliste sotto la doccia.


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venerdì 5 marzo 2010

Democrazia interpretativa

Secondo quanto viene anticipato dalle agenzie di stampa, sarebbero quattro i punti che compongono il decreto legge interpretativo al vaglio del Governo per risolvere il caos elezioni Regionali.
Vediamoli nel dettaglio.

1. Chi è incaricato di presentare le liste deve essere ritenuto ammissibile alla presentazione anche se solo fisicamente collocato nell'ufficio adibito alla consegna entro l'orario di scadenza. Se non l'ufficio, il palazzo che lo ospita o una tavola calda raggiungibile a piedi. E se non proprio lui in persona, un pupazzo che lo raffiguri o un uomo che nel complesso gli somigli (con l'unico vincolo di avere identiche basette). Detta scadenza, inoltre, è interpretabile variamente a seconda del luogo a cui il presentante riconduce la sua cittadinanza morale e ideologica. Se, verbigrazia, egli si ritenesse nell'anima facente capo a Chippewa, nel Michigan, la scadenza si intenderà posticipata di 4 (quattro) ore.
A maggior ragione, se il presentante si assenta per andare a procurarsi l'inevitabile sostentamento fisico o per modificare senza preavviso le predette liste, il presentante sarà ammesso alla presentazione e, in aggiunta, sopravanzerà nella fila coloro che lo precedono, in special modo se si tratta di radicali. Coloro che venissero sopravanzati, non potranno poi essere ammessi alla presentazione.
Si fa inoltre divieto di sdraiarsi per terra, a qualunque titolo.

2. I cinque gradi di giudizio attualmente esperibili non sono sufficienti. Disponiamo che al TAR possano ricorrere le liste non ammesse, mentre per le liste ammesse, ma sulle quali è stato fatto ricorso, ci si può rivolgere al tribunale amministrativo solo dopo il voto. Possibilità che decade se la lista in dubbio dovesse risultare vincitrice delle elezioni.
La funzione del TAR è inoltre variamente interpretabile. Il tribunale deve infatti ratificare in tempi rapidi la riammissione delle liste in caso in cui il Presidente del Consiglio ne riscontrasse la necessità e urgenza. Infine, il TAR conserva il potere di dichiarare nullo il voto delle elezioni, nel caso in cui questo non soddisfacesse la parte politica eletta a governare con la maggioranza dei voti degli italiani. Questo potere resta prerogativa del TAR, come immaginato stamattina dal presidente del consiglio a colazione.

3. La validità delle firme raccolte per la presentazione delle liste non deve venire inficiata da irregolarità meramente formali come il timbro sbagliato oppure la morte pregressa del firmatario all'atto della firma. Detta morte, infatti, è variamente interpretabile come cessazione della vita. Essa non designa la fine di tutte le cose, come spesso sostengono illuminati padri di Santa Romana Chiesa, ma potrebbe ancora comprendere, nell'infinita sapienza di Nostro Signore, atti materiali come il compimento di opere pie o la sottoscrizione di liste elettorali.
Per quanto concerne i timbri, non occorre che detti timbri apposti siano proprio quelli prescritti dalla Legge in materia la quale, come risaputo, fornisce solo consigli, non regole.
Devono dunque essere ammessi anche timbri d'ora in poi definiti 'outsider', come quelli di un funzionario non competente, quelli che si usano per fare i tatuaggi fittizi agli infanti o quelli che si appongono sul polso all'uscita dalle discoteche e che consentono di rientrare in sala da ballo senza colpo ferire.


4. Vincere, e vinceremo.

mercoledì 3 marzo 2010

Stella Stellina la notte si avvicina

Una stella sulla Walk of Fame dedicata a lui. Si allunga la lista delle cose che Andrea Bocelli è contento di non riuscire a vedere.
Il cantante, dopo aver tentato di imprimere nel cemento l'impronta del suo do di petto, ha cominciato ad andare a zonzo senza meta, braccia tese in avanti, tastando le rotondità di tutte le avventrici della Hollywood Walk of Fame con la scusa di "non trovare il mio blocco di cemento a presa rapida".
Appena arrivato su una delle più famose strade del mondo, Bocelli è stato accolto calorosamente dai numerosi passanti che gli hanno lasciato anche molti spiccioli di elemosina.
La sua stella è fra quella di Michael Jackson e quella di Kermit la rana e la notte non dorme tanto tranquilla.