"Se la fece addosso. Non la pipì. Non solo.
Alice si cagò addosso alle nove in punto di una mattina di gennaio.
Se la fece nelle mutande e nemmeno se ne accorse"
La solitudine dei numeri primi
Premio Strega 2008
Quando vai al lavoro di mattina accompagnato dal freddo, dal contraggenio, dalla sonnolenza e dalla routine, l'imbarazzo gastrointestinale è in agguato. Tempo fa, in una tipica gelida mattinata milanse, a un mio amico è capitato che lo stomaco cominciasse improvvisamente a richiedere attenzione. Si trovava in tram e, peggio per lui, pure in piedi. Tutt'intorno, alcuni sconosciuti. Quegli sconosciuti che ogni santa mattina prendono con te quello stesso tram. Quindi sconosciuti ma non estranei. Il tram offre una maggiore stabilità di marcia rispetto all'autobus: non ci sono scossoni, niente sbalzi, nessuna trincea lungo il percorso. E quindi la pancia del mio amico doveva proprio essere incazzata di suo, per esplodere come fece. Non si sa come non si sa perché, a un certo punto al mio amico venne fortissimamente da cacare. Sentì prima un clamoroso rigòglio nello stomaco che gli annunziò che la disfatta era vicina. Di lì a due minuti, la merda avrebbe fatto la sua comparsa sul palcoscenico del mondo attraverso le sue braghe. Sapete quando vi viene da cagare e voi cercate di contenere l'impulso? Ok, ora i più sensibili devono andare a nanna. Quando state per cagare, come prima operazione, di solito, si emette una teoria di peti. E' come una specie di festa di piazza: introducono il carrozzone della cacca la parata delle puzzette cheer leaders. Quella fase si esaurì presto per il mio amico, la qual cosa gli procurò le antipatie dei non-estranei più prossimi a lui. Se siete fortunati, dopo le scorregge più o meno nascoste, riuscite a ricacciare la merda lì da dove è venuta. Purtroppo però, certe scalognate volte, non c'è esorcismo che tenga. Il mio amico si cacò addosso. In precedenza aveva supplicato l'autista di fermarsi un attimo, ma era stato ignorato. Con molta tranquillità e umiliato fino alla radice dei capelli, scese dal tram e andò comunque al lavoro sforzandosi di non dare nell'occhio. La merda, semiliquida, però aveva raggiunto le gambe e gli intralciava un po' il passo. Si recò nei bagni degli uomini, si spogliò dalla vita in giù e gettò le mutande impregnate di feci nel cestino. Indi si sciacquò ano e testicoli nel lavandino e cominciò il suo primo giorno di lavoro senza biancheria intima.
Un'altra ragazza, invece, una sera andò a cena con il suo fidanzato. Un appuntamento romantico, tradizionale, tanto più che era San Valentino. Ma la merda non ha cuore. La ragazza, fra il primo e il secondo, andò un attimo in bagno a incipriarsi il naso. In realtà, nel suo stomaco una corazzata di merda le aveva fatto cominciare un doloroso travaglio già all'antipasto e ora stava per uscire di testa. La fanciulla si reca alla toilette, dove si accoda a una decina di altre figliole in amore che attendono come lei di evacuare tutto. Allo stremo delle forze, arriva finalmente il suo turno. Entra trionfante in bagno, salta gli specchi che pure sono attraenti e si dirige direttamente nel cubicolo cessuale. Lì, si scaricò all'impazzata. Salvo poi scoprire che la tavoletta non era alzata. La tazza era chiusa. Avrebbe dovuto controllare meglio, e non fiondarsi lì a occhi chiusi e culo aperto a sparare un torrente di merda che ora inzaccherava tutto intorno il bagno. C'era cacca ovunque. Cosa fece la disperata? Pulì alla meglio con carta igienica, ma le venne lo schifo dopo i primi tamponamenti. Decise allora di correre fuori senza voltarsi indietro, fendendo la fila delle ragazze in attesa. Voleva evitare ogni commento che prevedeva sgradevole. Tornata al tavolo del ragazzo, col fiatone, disse solo "Ora ce ne dobbiamo andare", prima di trascinarlo via.
E voi, vi siete mai cagati addosso?
Alice si cagò addosso alle nove in punto di una mattina di gennaio.
Se la fece nelle mutande e nemmeno se ne accorse"
La solitudine dei numeri primi
Premio Strega 2008
Quando vai al lavoro di mattina accompagnato dal freddo, dal contraggenio, dalla sonnolenza e dalla routine, l'imbarazzo gastrointestinale è in agguato. Tempo fa, in una tipica gelida mattinata milanse, a un mio amico è capitato che lo stomaco cominciasse improvvisamente a richiedere attenzione. Si trovava in tram e, peggio per lui, pure in piedi. Tutt'intorno, alcuni sconosciuti. Quegli sconosciuti che ogni santa mattina prendono con te quello stesso tram. Quindi sconosciuti ma non estranei. Il tram offre una maggiore stabilità di marcia rispetto all'autobus: non ci sono scossoni, niente sbalzi, nessuna trincea lungo il percorso. E quindi la pancia del mio amico doveva proprio essere incazzata di suo, per esplodere come fece. Non si sa come non si sa perché, a un certo punto al mio amico venne fortissimamente da cacare. Sentì prima un clamoroso rigòglio nello stomaco che gli annunziò che la disfatta era vicina. Di lì a due minuti, la merda avrebbe fatto la sua comparsa sul palcoscenico del mondo attraverso le sue braghe. Sapete quando vi viene da cagare e voi cercate di contenere l'impulso? Ok, ora i più sensibili devono andare a nanna. Quando state per cagare, come prima operazione, di solito, si emette una teoria di peti. E' come una specie di festa di piazza: introducono il carrozzone della cacca la parata delle puzzette cheer leaders. Quella fase si esaurì presto per il mio amico, la qual cosa gli procurò le antipatie dei non-estranei più prossimi a lui. Se siete fortunati, dopo le scorregge più o meno nascoste, riuscite a ricacciare la merda lì da dove è venuta. Purtroppo però, certe scalognate volte, non c'è esorcismo che tenga. Il mio amico si cacò addosso. In precedenza aveva supplicato l'autista di fermarsi un attimo, ma era stato ignorato. Con molta tranquillità e umiliato fino alla radice dei capelli, scese dal tram e andò comunque al lavoro sforzandosi di non dare nell'occhio. La merda, semiliquida, però aveva raggiunto le gambe e gli intralciava un po' il passo. Si recò nei bagni degli uomini, si spogliò dalla vita in giù e gettò le mutande impregnate di feci nel cestino. Indi si sciacquò ano e testicoli nel lavandino e cominciò il suo primo giorno di lavoro senza biancheria intima.
Un'altra ragazza, invece, una sera andò a cena con il suo fidanzato. Un appuntamento romantico, tradizionale, tanto più che era San Valentino. Ma la merda non ha cuore. La ragazza, fra il primo e il secondo, andò un attimo in bagno a incipriarsi il naso. In realtà, nel suo stomaco una corazzata di merda le aveva fatto cominciare un doloroso travaglio già all'antipasto e ora stava per uscire di testa. La fanciulla si reca alla toilette, dove si accoda a una decina di altre figliole in amore che attendono come lei di evacuare tutto. Allo stremo delle forze, arriva finalmente il suo turno. Entra trionfante in bagno, salta gli specchi che pure sono attraenti e si dirige direttamente nel cubicolo cessuale. Lì, si scaricò all'impazzata. Salvo poi scoprire che la tavoletta non era alzata. La tazza era chiusa. Avrebbe dovuto controllare meglio, e non fiondarsi lì a occhi chiusi e culo aperto a sparare un torrente di merda che ora inzaccherava tutto intorno il bagno. C'era cacca ovunque. Cosa fece la disperata? Pulì alla meglio con carta igienica, ma le venne lo schifo dopo i primi tamponamenti. Decise allora di correre fuori senza voltarsi indietro, fendendo la fila delle ragazze in attesa. Voleva evitare ogni commento che prevedeva sgradevole. Tornata al tavolo del ragazzo, col fiatone, disse solo "Ora ce ne dobbiamo andare", prima di trascinarlo via.
E voi, vi siete mai cagati addosso?
















