venerdì 31 agosto 2007

LA SBRONZA DEI FUNERALI DI DIANA

Non so quanti di voi se ne siano accorti ma oggi è morta Lady Diana. Cioè, non proprio oggi, è morta dieci anni fa, ma è come se fosse morta oggi. Se provate a sforzarvi si sente ancora odore di "24 Faubourg" di Hermes e radiatore spaccato. Ogni telegiornale ha parlato della funzione in sua memoria celebrata alla Cappella della Guardie di Buckingham Palace a cui non ha partecipato Camilla. L'attuale compagna di Carlo ha passato la giornata brindando, dopo essere stata rinchiusa in un castello in Scozia. Cosa a cui era il caso di pensare molto tempo prima.
Comunque, Diana è una delle morte più sovrastimate che io conosca.
Stiamo parlando di una tizia che ha fatto... che è stata... cioè un attimo lei ha... no, ma poi ha scoperto... sì ma, almeno, ha vinto il premio... Niente. per quanto ci si sforzi, non se ne esce. Diana, oltre che fare il manichino per un crash test di lusso a Parigi, non ha combinato molto altro. Dopo la separazione con Carlo - che per inspiegabili motivi le ha sempre preferito quel mostro di Camilla - ha dato fuori di matto e ha cominciato a copulare con tutti i maschi che incontrava, dall'istruttore della palestra dei figli, allo stalliere, al medico, al venditore arabo di tappeti e qualcos'altro. Flirtava con chiunque, spazzolava i frigoriferi, molto probabilmente si drogava, ma nessuno ha mai potuto/voluto accertarlo. Questa cosa della droga è veramente strana. Quando Kate Moss pippa, l'obiettivo di una macchina fotografica le esce dalle mutande e la immortala. Diana, nonostante la vita agitata che conduceva, niente. Mai nemmeno una pillolina. Io capisco che la Casa Reale non ci tenesse a macchiarsi di un narco-scandalo, ma la verità è la verità. Qual era il problema? Negli anni Novanta non c'era la cocaina? o non c'erano le macchine fotografiche? questi paparazzi che sarebbero riusciti a ucciderla sotto un tunnel, non sono stati capaci di farle una foto a narici divaricate? Ma poi, la leggenda della sua morte. C'è poco da dire, sono andati a sbattere contro un pilone, e morta lì. Nel senso che Diana s'è disintegrata al punto che non hanno più potuto farle nemmeno il test antidoping. O almeno, forse si sarebbe potuto. Dato che il suo naso, quello scacciabufali che aveva sulla faccia, è stata l'unica cosa a non rompersi nello schianto.
E non c'è stato nessun complotto della casa reale, niente servizi segreti che l'hanno fatta fuori. Era già divorziata, Camilla imperversava trionfante al suo posto sui tabloid, le cose si stavano sistemando per tutti. A chi poteva dare fastidio Diana? La sua autodistruzione (che poi sarebbe stata un'auto-distruzione) era tra l'altro già bene avviata. Stava facendo la pazzoide, sarebbe diventata un'esibizionista nei parchi pubblici, se solo le avessero dato qualche altro anno di vita da sprecare. Cioè, davvero, non preoccupava nessuno, né in positivo né in negativo. Pensate che, ancora adesso, su Wikipedia Italia la voce 'Diana Spencer' è solo un abbozzo. Di cosa stiamo parlando. Di un abbozzo di Vip. La morte le ha dato una botta di popolarità incredibile. Ma poi cos'è questa storia della favola della ragazzina dalle umili origini che incontra il bel principe azzurro dal cavallo bianco. A parte che Diana, al massimo, ha incontrato solo il cavallo bianco, ma quali umili origini e umili origini. Era figlia di un visconte e di una viscontessa, la sua nobile famiglia era perfino più antica dei Windsor (la famiglia di Carlo). Cosa faceva nella vita? Assistente in un asilo nido nel tempo libero; la sua principale occupazione era contare i suoi miliardi di sterline. Quando ha incontrato Carlo si sono scambiati i bancomat. Come tutte le dive che si sentono in colpa e si annoiano, a un certo punto ha anche intensificato la beneficenza. Dopo il divorzio, cito da Wikipedia, "si adopera ovunque nel mondo per aiutare i meno fortunati e si batte contro l'AIDS". Molto gentile da parte sua. Ha cercato di incontrare più sieropositivi possibile, in modo da escluderli dal carnet degli appuntamenti. Rendiamole onore allora. Giustissimo. Anche perché L'Aids vale più, che so, della lebbra. Infatti finora nessuno ha ricordato nemmeno una volta - durante il conto alla rovescia per questi funerali in memoriam - che Madre Teresa di Calcutta è morta il 5 settembre di 10 anni fa. E la prossima settimana ricorrerà dunque il decennale della morte, proprio come Diana. Solo che Madre Teresa non era una Lady e non è morta sfracellandosi contro un pilone mentre in Mercedes andava a sbronzarsi col suo stallone arabo. Alcuni sostengono che l'autista sarebbe stato accecato da un fortissimo bagliore bianco. Sì, era la classica luce in fondo al tunnel. E Diana non è mai stata bravissima a uscire dai tunnel.
Ma se è legittimo che il popolo inglese voglia illudersi che storicamente almeno un membro della famiglia reale (anche se acquisito) sia stato dotato un minimo di decoro, io non capisco tutto questo accanimento terapeutico post-mortem intorno alla figura di 'sta morta qui in Italia. Ma che ce frega. Probabilmente ci mancano gli eroi, e ce li andiamo a cercare all'estero. Ma proprio una che alla West Heath School era conosciuta come «zuccona» Spencer e nonostante due tentativi venne bocciata a tutti i suoi «O Level» (il diploma inglese)? Proprio una che si rifiutava di leggere i promemoria scritti per lei su quali fossero le nazioni di provenienza dei vari diplomatici che incontrava a cena, e si ritirava in lunghi silenzi catatonici e corse bulimiche al gabinetto per vomitare? Proprio una ragazzina nota per i suoi accessi di rabbia irrazionali, che aveva una personalità border-line e che mancò più volte il suicidio? Che cominciò ad amoreggiare con Dodi Fayed solo per ingelosire un medico anglopachistano che non voleva saperne di sposare una cristiana divorziata? Insomma stiamo facendo la festa a una che non ha niente di buono da insegnarci. Anzi. A una che non si allacciò nemmeno la cintura di sicurezza.

domenica 12 agosto 2007

Di camerieri, pakistani e altri demoni



Sfida dei camerieri in corsa a Ginevra.
Ecco perché non ne arriva mai nessuno quando vuoi ordinare. Sono tutti a fare questa stronzata.

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Intanto è in arrivo il primo robot che capisce l'ironia e sa ridere. Lo hanno realizzato due scienziati americani, e potrebbe integrare robot programmati per assistere gli anziani, che anche loro si sono rotti le palle a starli a sentire.
Finalmente si potrà sapere ufficialmente cosa fa ridere e cosa non lo fa. La carriera di un comico dipenderà dal giudizio di uno spettatore meccanico privo di cervello. C'era bisogno di andare fino in America? Andava bene un qualunque fan di Alessandro Siani.

Ma mica è finita qui. A novembre sarà disponibile online ICED, un videogame che permette ai giocatori di vivere le difficoltà degli stranieri negli Stati Uniti, alle prese con burocrazia e pregiudizi. Potrebbero farne uno adattato all'Italia. Per acquistarlo devi arrivare in gommone a Lampedusa.

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In Italia, durante questa estate che è ancora ben lungi dal concludersi, la fanno da padrone ritardi aerei, smarrimenti di valigie e incolonnamenti record sulle autostrade.
Si viaggia così male che alcuni aerei atterrano in macchina.

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In questo fausto periodo dell'anno vivo in una non meglio precisata città che ospita una fiorente comunità pakistana. Con mio grande stupore mi sono accorto che è possibile risolvere con poco annosi conflitti internazionali. In questa strada che frequento ogni giorno guardandola da dietro la mia finestra chiusa, ci sono infatti commercianti indiani che tranquillamente convivono con quelli pakistani, nonostante le due nazioni si siano giurate di disintegrarsi prima possibile per la faccenda del Kashmir. Ecco come si fa a fare andare d'accordo indiani e pakistani, basta dare una salumeria a ciascuno.
Una delle altre cose di cui mi sono meravigliato è il fatto che i pakistani veleggiano con grande disinvoltura sulle onde dell'alcool già dalle prime ore del mattino. Proprio sotto la mia finestra blindata, stanno infatti berciando da ore alcuni rappresentanti di questo popolo, con le loro voci che vengono amplificate dai portici su cui orinano.
Ora - non ricordo bene - ma il Pakistan non è il secondo maggior stato musulmano del mondo? e coloro che simpaticamente ne sono originari non dovrebbero sottrarsi alle sbronze, in virtù di una religione che probabilmente ti impone il taglio della lingua se annusi una birra?
Ora, mi sa che questi qui che stanno sbraitando da stamattina di birra ne hanno bevuta talmente tanta che non avrebbero abbastanza lingue da farsi tagliare. Sono venuti in Italia per sbevazzare a garganella qualunque cosa e fregare Maometto? Ecco il nuovo motto: se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna e io me ne vado a bere.

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Concludo con un simpatico aneddoto che ho anche raccontato in teatro durante il mio ultimo spettacolo che ha registrato il tutto esaurito di robot.
Proprio l'altro ieri sera c'era una coppia di punk per strada. Io ero in compagnia della dolce, autolesionistica figliola a cui sto minando l'esistenza e abbiamo fatto il seguente dialogo.

"Uh guarda quello. Che capelli. Ma che caz significano?"
"Ma è un simbolo di identità! è per sancire la sua appartenenza a un gruppo"
"A quale? quello degli stronzi? non c'era bisogno che si facesse i capelli così. Basta guardarlo in faccia.
Certo che è proprio una forza ICED"
"Eh??"
"Niente, niente. E' una cosa per chiudere il post".

giovedì 9 agosto 2007

Leonardo e Elvis Presley

Guardate qui, pare che in tutti questi anni abbiamo sbagliato il verso in cui guardare le opere di Leonardo:

http://www.tecnocino.it/articolo/cenacolo-di-leonardo-i-nuovi-misteri-nascosti/4905/


Insomma la prossima volta che andate al Louvre prendete il quadro della Gioconda, staccatelo dalla cornice, andate a fare una fotocopia su carta traslucida (non fatevi distrarre dalle sirene alle vostre spalle). Agguerriti, prendete la fotocopia e ribaltatela, prima di sovrapporla alla tela originale. Sparate alle pattuglie che vi stanno per acciuffare e sparate anche al ragazzo del negozio di fotocopie traslucide, che non disturbi. A questo punto, giocate con le due copie, provando tutte le sovrapposizioni possibili. Dovreste poter vedere

- La faccia di Leonardo, con baffi e occhiali finti
- La faccia di Leonardo disgustato di voi
- Una capra che si azzuffa con un leprecano
- Un disegno confuso in cui si vedono dei templari che abusano di Leonardo
- La home page di Youtube

Vedete qualcosa non compreso in questo elenco? segnalatelo al vostro farmacista.
Se non vedete nessuna di queste cose e nient'altro in generale avete sbagliato qualche mossa, o forse quadro.

Ma poi, chi è in realtà SLAVISA PESCI.
Ma è facile capirlo. SLAVISA PESCI = ELVIS CIAPAS
Slavisa Pesci è in realtà Elvis Presley che ci dice che lui, da anni creduto morto, è invece residente in CHAPAS (che lui ritiene si scriva CIAPAS, tutti i fan di Elvis sanno che la pensava così) per motivi fiscali. Era una cosa facile però. Nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di avere l'aspetto di quello sfigato, di portare un nome come Slavisa Pesci e di essere un programmatore.
Ho svelato quest'ultimo mistero guardando a testa in giù attraverso due bicchieri coca cola blu che regala Mac Donald's il famoso autoritratto di Leonardo.