domenica 3 novembre 2013

Lucca Comics & Games & Reportages (sottotitolo: tutto quello che è assolutamente superfluo sapere di Lucca Comics)




Quando ti chiedono di scrivere un reportage su Lucca Comics & Games, ti senti come una scimmia che scopre che la sua mano destra è Il deserto dei Tartari e pensa "Altro che pollice opponibile!".
E dopo aver sfoggiato il tipico incipit che trovate in molti resoconti di post specializzati in eventi - un parto insensato della mente stracca di chi ritiene che infilare una pseudo-battuta che sfrutta iperboli, paragoni e altri meccanismi retorici che hanno trovato nella voce wikipedia di "umorismo", possa rendere appetibile un loro testo, ma per i miracoli serve il signore Gesù o un suo surrogato - passiamo ai fatti belli.

Lucca Comics & Games è la seconda fiera più grande del mondo* e l'occasione per scoprire che hai 4288 amici su Facebook ma sei un essere solo, un lombrico ramingo nel vuoto dell'Universo. Tutti i tuoi contatti da un mese annunciano a slavina che ci parteciperanno, scendono nei dettagli, dichiarano ogni spostamento, pubblicano tabelle di marcia, sciorinano informazioni che rendono inutili le intercettazioni dell'Nsa. Giunto sul posto, non ne incontri nemmeno uno. Un po' perché non si sa che faccia abbiano in effetti (Photoshop ha dato a tutti una seconda opportunità) e un po' perché quando per sorte ne riconosci uno corri a rifugiarti sotto il martello di Thor di Piazza San Michele [ndr: era Piazza San Michele o Piazza del Giglio? Boh, a Lucca tutte le piazze sono uguali, oppure hanno un nome mutevole come le figura sulla maschera di Rorschach di Watchmen. A questo proposito, c'era anche un cosplayer che era travestito appunto da Walter Joseph Kovacs. Effettivamente il suo aspetto cambiava ogni dieci secondi, grazie a un ingegnoso tessuto che si attivava col respiro e alla sua ragazza che si incrudeliva sul suo setto nasale ogni volta che lui guardava qualche essere femminile]
*fonte: un tassista nei pressi della Stazione


In foto, il cosplayer di Rorschach
- Perché hai deciso per questo travestimento particolare?
- Così la mia ragazza nota di meno se guardo le altre
- Ah ti riferisci al cappotto che ti copre il cazzo
La mia mappa di Lucca. Ero in mano a quest'uomo. 
Lucca Comics significa soprattutto grandi numeri: quest'anno si parla di oltre 100 mila presenze. Che erano tutte sul regionale Firenze SMN-Lucca che ho preso io. A Lucca tutto quello che somiglia a un robot è oggetto di culto, anche le porte automatiche dei regionali: quando, in colpevole ritardo, con slancio gagliardo ho tentato di salire sul treno, sono stato quasi maciullato da una di questa porte in chiusura ghigliottinesca. Il tizio di Trenitalia sulla banchina (al sicuro, quindi) urla "Ma no! Non si fa così! Prema il pulsante verde, non spinga! Non si fa così!", "Mi scusi, sa, se faccio soffrire la sua macchina facendomi stritolare". "Prego".
Una volta a bordo, però, apprezzi l'alta tecnologia degna di un Akira Matsumoto in salsa toscana. Un display luminoso, in ogni scompartimento, ti dà contezza della temperatura esterna, interna, della velocità del treno, del ritardo, dello stato delle toilette. L'unico dettaglio mancante è la stazione in cui ti trovi. Capisci che sei arrivato a Lucca perché, ormai sera, il firmamento è disegnato a china da Giuseppe Palumbo.
- Scusi, Capitan Harlock, lei va a Lucca?
- Sì

- E mi dica, mi dica, com'è Lucca? Sa, io non ci sono mai stato, sono di Napoli (...); e la fiera com'è? Roba grossa, eh? Resterò deluso? 
- Mi piacerebbe darle un pugno, ma non ho la percezione della profondità
- Ma lei è veramente cieco da un occhio? Posso guardare sotto la benda, sa, il realismo del costume... Che bel mantello! Glielo ha imprestato Renato Zero?
- Era meglio travestirmi da Hawkeye*
* supereroe Marvel che in una striscia diventa sordo in seguito a un'esplosione. "Mi riferisco, nella battuta, proprio a quell'episodio: è un po' come fare quelli che si travestono da Spiderman nero, capisce? Ora non rompa più i coglioni, su"

Entrando in Lucca: le mura. Foto che ho fatto per capire quante me ne rimanevano. 
Percorrendo via Fillungo (sì, parlo come un navigatore Gps) odo una madre dire alla propria figlia: "Sembra carnevale" di fronte a persone vestite normalmente. La figlia risponde: "Mamma, non dirlo!". "Esatto signora, non lo dica. E non lo pensi nemmeno, che ci sono anche i cosplayer di Jean Grey*" dico occhieggiando in tralice. La signora chiama gli sbirri.
La coincidenza con Halloween permette alle persone di sbizzarrirsi e quindi, almeno il primo giorno, vedi gente vestita per lo più in modo orrorifico. Io, per fare veramente paura, per Halloween ho indossato le battute di Checco Zalone.
* una mutante degli X-Men che legge nel pensiero. Ma ormai è evaporato tutto il bello della battuta.


A Lucca vengono proprio da tutto il mondo!

- Ciao! Sei vestito da uomo di colore? Ah ah ah
- No. A giudicare dall'attenzione che mi dà la gente, sono vestito da Uomo Invisibile
- ...
- ...
- Molto amara questa considerazione. Ecco 30 centesimi
- Va bene
- Uh scusa, non c'ho spicci.
- Piantiamola qui, questa didascalia sta diventando enorme.
Mi dicono che per trovare un alloggio per Lucca Comics devi prenotare almeno un anno prima e sperare che nel frattempo tu non sia invecchiato a tal punto da trovare insulsi i fumetti. L'ospitalità della città di Lucca è eccezionale: nel mio B&B mancava solo il dentifricio. Ora, parliamone: negli alberghi non dovrebbe essercene un tubetto? Perché, perché ci sono 3 cuffie da doccia, 8 saponette, una fiocina a mano per catturare un'eventuale seppia nel cesso, e non c'è neanche un tubetto di dentifricio? Perché? La lobby della Daygum Protex? E' questa la risposta? C'è Filippa Lagerback dietro tutto questo?? Ne parlo, occhi iniettati di sangue, col receptionist, che mi guarda e risponde: "Sì."

In foto, problemi di ricrescita. 
Cosplayer di Carabinieri a Palazzo Ducale
- No, no, noi siamo veri!
- E' quello che dicono tutti i cosplayer

E ora, dato che siamo tutti imbarazzati, parliamo del tempo. Com'è stato il tempo? Molto buono, almeno i primi due giorni. Il terzo giorno il clima diventa improvvisamente monsonico (è proprio previsto, c'è scritto nel Program Book): un temporale elettrico inzuppa tutti i fumetti e scioglie gli stand di marzapane. E' solo allora che le ambulanze della Croce Verde cominciano ad avere un senso, infornando i cosplayer di Rubber Cappello di Paglia in ipotermia. Tra l'altro: Lucca, in quei giorni, è immarciabile, nessuno può camminare normalmente, si è assediati dalla gente (probabilmente ho ancora qualche bambino lucchese nelle tasche del cappotto). Quindi le ambulanze, per passare, travolgevano tutti. E il loro carico aumentava di metro in metro.

Anche i cosplayer hanno una vescica.
L'acquazzone è il momento di riscatto per i numeri cosplayer di Rain-Man, il supereroe Marvel che non teme la pioggia
(li riconoscete dagli ombrelli) e sa contare quante gocce sono esattamente cadute sulla vostra capoccia


Un cosplayer di un poliziotto della scuola Diaz

La foto di prima, che mi pareva bella. 
Non potendo fare i balzi come Hulk - non che non ci abbia provato - non posso andarmene da Lucca senza un mezzo di locomozione. Sotto la pioggia scrosciante, contrito, con un trolley che pesa più del martello di Thor (prima che sia troppo tardi e il ricordo scompaia come le vesciche ai piedi: grazie, sassolini di cui sono cosparse tutte le stradicciole di Lucca, che quando piove diventate le sabbie mobili del Barone di Münchhausen) mi reco in istazione, fiducioso di ritrovare il mio regionale ipertecnologico da usare stavolta in senso inverso. Ma improvvidi lavori (?) pare abbiano spostato altrove i binari 5 e 6 (quelli su cui si muovono i treni per Firenze). In particolare devi compiere un tortuoso percorso che ti porta fuori dalla stazione e dalla grazia di dio, uno stillicidio che si snoda per stradine e scalinate di ferro. Finché ti rendi contro che per arrivare ai binari 5 e 6 per Firenze SMN hai fatto il giro lungo, quello che passa per Firenze SMN.
Sì, Lucca è proprio una città da cui non vai via facilmente.

Ancora uno sguardo fuori dal finestrino, una brevissima occhiata, per l'ultima mia porzione di stelle. Poi, nel buio, benché nessuno mi veda, sorrido. Ah no, scusate, questo è il finale del Deserto dei Tartari.


sabato 26 ottobre 2013

Di quando sono stato censurato dal Late Show di Letterman

Questo è un post un po' diverso dal solito. Ci si lamenta spesso che in Italia, nel campo della satira, la censura domini. O meglio, a onor del vero da un po' di anni non ci si lamenta più, perché è stato censurato tutto il possibile. Ma non crediate che Oltreoceano le cose vadano meglio. Ho deciso di raccontarvi qui la brutta avventura che è capitata a me. Sono ancora un po' lesso: sono appena rientrato dagli States e forse è il jet lag che parla, ma ho deciso di non fare il bravo e tenere "la bocca chiusa", come mi è stato caldamente "consigliato". Voglio restare sveglio e farvi sapere quello che quello che mi è successo, perché lo trovo semplicemente... semplicemente anacronistico. Non saprei come altro definirlo. Una cosa anacronistica.

Da quando mi ricordo, sono un grande fan del Late Show di Letterman. Adoro quel programma. Va su Rai5, capite. E potete immaginare quale possa essere stata la mia gioia quando, esattamente alle 2.15 di cinque giorni fa, ho risposto a una chiamata improvvidamente notturna del mio agente. "Ste, ti vogliono al Letterman Show" "Che cazzo mi chiami a quest'ora?", gli dico io imbufalito, "E' per farti abituare all'ora della West Coast: ti vogliono al Late Show capisci? Andrai all'Ed Sullivan Theatre, si parte domani!". Ora, non so dirvi esattamente cosa gli ho risposto, un po' perché l'emozione era troppo forte e un po' perché gli ho chiuso immediatamente il telefono in faccia. "Cosa cazzo si è fumato - ho pensato riaddormentandomi - New York è sulla East Coast".

Potete immaginare la mia meraviglia e la mia eccitazione quando, in mattinata, parlavo direttamente con Mary Connelly, segment producer dello show. Mi volevano nel programma. Io ero al settimo cielo, e ho avvisato tutti che sarei stato ospite di Letterman. Volo negli Stati Uniti dalla mia piccola città. Arrivo all'Ed Sullivan, il camerino è più grande di casa mia. Ho il pezzo in mente, l'ho già fatto tante volte - certo in posti nemmeno vagamente paragonabili a questo - ma, insomma, mi sento all'altezza. Sono preparato. Dave mi chiama in scema, la sua solita introduzione arguta, il pubblico rumoreggia quando fa il mio nome, tocca a me. Lascio le quinte, è il mio momento.
Il mio pezzo è quello collaudato, riporto qui alcune battute

"Avete letto di quella donna di Birmingham che beve urina da 20 anni? «È il mio segreto per restare giovane e sana». Avete capito? È questo il suo segreto: farsi pisciare in bocca. (pausa, risate) Non so voi, ma io mi tengo le rughe. (risate) No ma per qualcuna potrebbe essere un'alternativa ai ritocchini estetici. Signora là in fondo, venga qui che le faccio un lifting completo. Mi scolo tre birre e sono da lei (risate) Ma non pensate che sia una cosa tanto da pervertiti. Guardate che c'è gente che lo fa spessissimo. Si pisciano in bocca a vicenda. A letto per alcuni è eccitante. C'è un mio amico che non conosce altro modo, per mandare giù il Viagra (risate, applauso) Gli va giù liscio solo col piscio della sua donna, davvero... "Amore, stai pensando a me, mentre pisci, vero?" ... (risate) Vi ripeto, la cosa non fa tanto schifo. Se ci pensate, è sempre meglio SCEGLIERE di pisciarsi in bocca reciprocamente facendo sesso che... sapete di cosa parlo, vero ragazze? Non controllare la pipì: non vi succede solo quando avete paura, no? E uno si vede arrivare uno tsunami di urina in bocca in quei momenti, quando non te lo aspetti: siete lì che la leccate, e lei parte a spruzzo (risate soffocate) a me fa schifo, anche se so che è una cosa naturale, marcare il proprio uomo con l'urina (risate)"

tutto così, variazioni sull'urina, poi passo alle feci e infine chiudo sullo squirting del mestruo. Finisco il mio numero e Letterman manda la réclame. Durante la pubblicità mi chiede come vanno le cose. Io dico "Bene, sto lavorando a un paio di album in questi giorni". Lui mi chiede se sono dimagrito. Io gli rispondo "Sì, bevo molto succo d'uva". Torniamo in studio, David mi saluta e esco. Dietro, ancora con il batticuore, mi si fanno incontro Melissa e Robert Morton, il produttore dello show. Entrambi sorridono e mi dicono: "Bella scena!". Chiedo loro come pensavano fosse andata. Mi dicono: "Benissimo! Non hai sentito la reazione del pubblico?". Sono contento, e me ne torno in albergo. Mi sentivo davvero bene. Tutta la tensione del giorno si è sciolta. Avevo fatto lo show. Era andata bene. La pressione se n'era andata. Potevo finalmente rilassarmi. 

Due giorni dopo, mi arriva una telefonata. Era Robert Morton, il produttore del Letterman Show “Stef, ho delle brutte notizie... dobbiamo tagliare il tuo pezzo dallo show di stasera”. Mi sono seduto sul letto, shockato. “Non capisco, Robert. Qual è il problema? Pensavo che lo show fosse andato benissimo”. Morton rispose “Infatti... ma ... E' solo... insomma la Standard & Practise della CBS ha ritenuto che parte del materiale era inadeguato alla trasmissione”. Mi sono grattato la testa , confuso. “Ah, quale parte esattamente hanno trovato...inadatta?” ”Beh” rispose Morty “quasi tutto. Insomma Stef, il pezzo faceva cagare. Era brutto, non faceva ridere. Era un disastro, una roba da dilettante: faceva cagarissimo. Sarebbe stato meglio, per il pubblico, tagliarsi i polsi con un'accetta, fidati. Credimi, ho lottato con le unghie e con i denti ma come comico fai veramente schifo. David è furioso. Siamo tutti sconvolti qui, sappiamo quanto hai lavorato sodo per questa scena. Cosa posso dire? Forse abbiamo sbagliato a chiamarti Credo ci sia stato un errore di persona, forse abbiamo letto male l'appunto, cose che capitano”. 
Stavo facendo del mio meglio per digerire tutto questo. La tensione stava strisciando di nuovo nel mio corpo e nella mia mente. “Ma Bob... sono solo delle battute...” “Lo so, lo so... facevano cagare però. Erano delle brutte battute. Uno in sala si è cavato gli occhi, una donna incinta ha abortito. Insomma, non ho mai visto una cosa del genere Stef. Sei stato una piaga d'Egitto”. “Ma quali? Voglio dire, ho visto questa scena al fianco della mia mamma sessantatreenne nella sua veranda a Little Rock, Arkansas e lei non ha avuto nessun problema con il materiale”. “Ste che posso dire? E' tua madre, ti ha scodellato dalla vagina. Ride dal giorno in cui non ti deve più portare nelle viscere, dài”.
“Be' ragazzi... provo e scrivo il miglior materiale possibile per voi ragazzi... siete l'unico show che faccio perché sono un grande fan, e penso che siate il miglior talk show in onda. E questo è il modo in cui mi trattate?” “Stef, questo è semplicemente il modo in cui vanno le cose a volte, mi dispiace, OK?” “Beh, anche a me dispiace, Bob. Ora devo richiamare i miei e dirgli di non aspettarmi svegli...devo chiamare i miei amici...” “Lo so. Questo riguarda tutti noi...” “ eh dovete fare quel che dovete fare... OK”. Poi abbiamo riattaccato.

Da quando Elvis era stato censurato dalla vita in giù, nessun intrattenitore, nessun comico, che si fosse esibito su quello stesso palco, era stato censurato, a parte Bill Hicks, e ora dal collo in su, nel 2013, capitava a me. In America. Solo per aver fatto delle battute che fanno cagare. 
Ho visto mia madre e i miei amici e detto loro le novità. All'inizio non mi credevano, ma il mio stato emotivo e il fatto che continuassi a ripetere “sono solo battute... battute che fanno cagare. Sono solo battute, fanno solo cagare - ero in loop - io non capisco...” alla fine le ha convinte che era vero. Mi sono seduto con mamma e ho inveito per un po'. Lei aveva le lacrime agli occhi. Penso di averle avute anch'io. “Di cos'hanno paura? Di qualche battuta che fa cagare?” ho gridato, e “Cavolo, come si può censurare un comico solo perché ha fatto delle battute che facevano schifo. Cristo, siamo nel 2013!”.

Ora sto riflettendo su come gestire la situazione. Ero persuaso che non sarebbe stato carino dar sfogo ai miei pensieri finché non avessi ricevuto la cassetta dello show e visto la scena, la mia performance, e la reazione del pubblico. Ma, nonostante l'avessi chiesta diverse volte, la cassetta non è mai arrivata. Ho chiamato Morton. Lui ha detto “Um... non so se siamo legalmente autorizzati a spedire la registrazione di uno spezzone del programma che non è andato in onda...” Hmm...pensavo che gli fosse proprio sfuggito di mente. Ho detto “Robert, la voglio solo per i miei archivi, e i miei genitori vorrebbero vederla.” Morty disse “OK...proverò. Vedrò cosa posso fare. Ti farò avere la cassetta. Stai bene, Ste? Per vivere non devi fare il comico, vero? Altrimenti ti mando qualche spicciolo” “Sì” ho detto “sto bene. Solo non vedo l'ora di vedere la mia esibizione, e avere i tuoi spiccioli”. Al che Morty rispose “Capisco, ti farò avere la cassetta” Ho detto “Grandioso!” e abbiamo riattaccato. La cassetta, ripeto, non è mai arrivata. E delle sue monete neanche l'ombra. Qualche giorno fa mi hanno detto che l'hanno bruciata perché il pezzo faceva troppo, ma troppo cagare. Ma forse l'hanno fatto solo per farmi stare buono. 

Perciò mi son deciso a scrivere questo post. Perché sono stato censurato dal Letterman Show? Perché le mie battute facevano schifo. Inconcepibile. Forse un po' di apertura mentale, tolleranza, e accettazione potrebbero essere un antidoto a ciò che vi fa stare male, cari i miei produttori televisivi affermati. Provate, e vedete se il vostro peso si alleggerisce un po'. Guardate se la vostra espressione di paura si rilassa un pochino. Perché non usate un po' di quella fede in cui dite di credere così tanto e avete fiducia in Dio e nel suo infinito amore incondizionato. 

E adesso, l'ironia finale. Uno dei “punti caldi” che è stato menzionato e che faceva “cagarissimo, oltre ogni inimmaginabile purga” era la mia battuta sulle donne incontinenti. Il mio brillante amico Andy ha postulato l'ipotesi che in realtà era questo che preoccupava e spaventava di più il network. Sapevo che c'era qualcosa di vero in questa teoria ma mi sono sorpreso lo stesso a guardare il Letterman Show (sono ancora un fan) il lunedì dopo la censura della performance di venerdì, e guarda, hanno mandato una...siete pronti? Pubblicità di pannoloni per donna! La farsa adesso è completa. “Seguite i soldi”.

La Torre di Babele

Ecco, di seguito, un passaggio molto interessante della trasmissione Ulisse di stasera, puntata dal titolo "La Torre di Babele". Buona lettura.

"Auhgbv dkjahdyw sdjsakj wkjsandsa sjsajndsj akjdask lfflg vlòdj cldòks, dajkl, sjaklaò. Hagebd aladjc cakdcnk, aòflhd, sahcj. Salmgpionhj canflkò girgipiendi veijga. Drangstanfjk mezzanrit. Buonasera."

Io, l'ho sempre sospettato. 

domenica 1 settembre 2013

Elysium - storie di malasanità

Pianeta Terra. È il XXII secolo e nell'Universo c'è l'apartheid (Mandela è morto da molto tempo): i ricchi vivono sulla Terra, ormai marcia e altamente infetta come un set di un film di Mel Gibson e i poveri vivono su Elysium, un nuovo Eden biotecnologico orbitale su cui tutto funziona e sono state sconfitte le malattie. Anzi no, scusate: è il contrario**. 
Sulla Terra, perigiliosa e lurida, ci sono i morti di fame e su Elysium, bella e avveniristica come Gorizia, ci sono i ricchi sfondati.  
La Terra è un mondo in putrefazione***, lo prova il fatto che ci sono ancora le suore. Una di esse, suor Genetliade (fate finta di crederci) alleva Max Da Costa, un orfanello che somiglia in maniera impressionante a Matt Damon, motivo che probabilmente ha indotto i genitori ad abbandonarlo alla nascita (ma questo sarà argomento di prequel).

Ecco Elysium


Max è un bambino di circa sette anni, però pieno di speranze. Ogni giorno alza gli occhi al cielo e sospira guardando Elysium, questo mondo a forma di ruota dove nessuno si ammala e tutti sono felici, che si staglia lassù, silente, imperituro, in coriacea tecnologia tedesca Mercedes****. Ovviamente Max ha un'amichetta con cui condivide il sogno di andare su Elysium, Frey. "Non moriremo sulla Terra" gli ripete sovente Max. "Guarda che quella è la battuta di quando cresci e lottiamo insieme per andare su Elysium" gli risponde lei con immensa tenerezza. "Ah scusa. Allora dammi la mano: ci faccio su un disegnino con cui sancisco che non ci separeremo mai in virtù del potere della mia penna a sfera".



Passa il tempo e Max (Matt Damon) ora è un ragazzone di circa 30 anni con numerosi precedenti penali per reati contro la proprietà, disordini pubblici, rissa aggravata, resistenza all'arresto e il film Rounders. Di mestiere fa l'operaio in una fabbrica di droidi che servono su Elysium. Sulla Terra non c'è nessun ricco, il che dovrebbe renderlo un posto eccezionale - e invece no, saputelli. Sulla Terra c'è un'unica grande classe operaia (i sindacalisti si son ridotti a litigare fra loro facendo a turno per vedere respinte le proprie richieste) che mescola criminali e lavoratori senza criterio, e che opera per mantenere gli abbienti che sono andati a vivere da tempo su Elysium con l'idromassaggio, il materasso viscoelastico Memory e la cucina su pietra ollare.



A badare a questa massa informe di brulicanti individui terrestri imbrattati di pece son rimasti cattivissimi androidi che non vogliono sentire ragioni se tu fai qualcosa di illegale o una battuta che loro non capiscono subito. Max è in libertà vigilata e lavora in questa fabbrica bestemmiando in spanglish finché un giorno il suo capo non gli ordina di controllare un difetto in una camera di radiazioni violentissime e pericolosissime e poi corre a ripararsi sotto la sua scrivania di piombo. Max è costretto a obbedire a causa della sceneggiatura ma finisce male: viene investito dalle raggi gamma ma non diventa verde e onnipotente. In compenso, però, il corpo gli comincia a consumarsi dall'interno e guadagna il super-potere di diventare popolare negli ospedali. Un robot gli dice che morirà entro cinque giorni e gli eroga dispensa delle pillole che gli permetteranno di conservare le funzioni vitali fino a quando non schiatterà. Max, stranamente, si incazza di brutto, soprattutto perché fra le pillole non c'è il Viagra. Il robot allora gli offre altre pillole con fare circospetto e mettendosi improvvisamente un cappello e una barba finta e facendosi chiamare Gonzalo. Max lo ignora: si è già messo in testa di andare su Elysium per guarire.




Prima di tutto, il ragazzo va a stanare un suo sordido sodale, compagno di tante bisbocce passate, che si chiama Spider (Wagner Moura) e organizza viaggi spaziali abusivi verso Elysium meno sicuri delle traversate su gommone dei tunisini verso Lampedusa (però c'è anche da dire che sul biglietto c'è scritto proprio così, "meno sicuri delle traversate etc"). Spider gli dice che, sì, lo metterà su una nave per Elysium ma in cambio "devi rischiare la vita in una missione suicida rubando i dati della carta di credito di un cittadino di Elysium che sta sulla Terra, compà".


Max: "Ah bene, quindi gli devo fottere il portafoglio, che problema c'è. Guarda, ti ho fottuto l'iPhone pure a te, mentre parlavi"

Spider: "Ah sì? Allora la missione diventa che noi ti impiantiamo una porta Usb nel cervello e tu ti devi connettere al cervello del tizio e devi fare il download dei suoi dati bancari. E non ti diamo una Usb 5 plus, quelle che sono veloci veloci nella trasmissione dati, no - ti installiamo una Usb classic, che fa passare i byte uno ogni due minuti come un modem del 1994, o una connessione H3g del 2013"


Dato che sta gli stanno già marcendo i principali organi interni, Max non oppone molta resistenza e accetta di buon grado: "metti tutto in una prospettiva diversa, quando ti stai lentamente trasformando in gelatina". Spider si accorge che l'amico è molto provato dalle radiazioni e per compassione gli impianta nelle carni un esoscheletro che si salda alle ossa e al suo sistema nervoso, e che gli darà la forza necessaria per vincere scazzottate e fare sesso anche due volte di fila.


In foto: l'operazione, così come proposta in "Malattie Imbarazzanti", Real Time



Max subisce quest'operazione di sapore molto Cronenberghiano*****, con strumenti chirurgici sofisticati tipo un tosaerba ancora infangato, e parte per la missione.


Max e il suo esoscheletro, grazie al quale riesce a giocare a Ruzzle col solo pensiero 


Il suo obiettivo è Carlyle****** (William Fichtner), che purtroppo è un amichetto di Jessica Delacourt (Jodie Foster, in foto) il "Ministro per la Cura" di Elysium. Costei è la politicante più cattiva della stazione orbitale: è così crudele che non solo trucida a sangue freddo tutti quelli che tentano di arrivare su Elysium nei gommoni di Spider per curarsi, ma nessuno ha il coraggio di dirle che dovrebbe farsi un po' di botox, per quelle rughe, ché se su Elysium possono guarire il glioblastoma possono far qualcosa anche per le sue zampe di galline (lo spettatore più sensibile alla fine potrà sviluppare il Disordine da Stress Post-Traumatico a causa delle rughe di Jodie Foster).


In foto: AAAAAAAAAAHHHHHHH!!
Max riesce a catturare Carlyle che nello scontro con gli androidi bodyguard accidentalmente tira le cuoia. Max però ha fatto in tempo a farsi trasferire i suoi dati nella capoccia. Ora, il caso vuole che Carlyle fosse in combutta con Jessica e stesse portando su Elysium, gelosamente custodito nel suo encefalo, un programma speciale per fare un "riavvio" del sistema della Stazione e dare il potere assoluto a Jessica*******. Quindi Jessica, sempre comodamente seduta su Elysium, dà la caccia a Max e incarica lo spaventevole e spietato agente Kruger (Sharlto Copley, in foto), un esperto di stupri e genocidi che ha il candore di Milosevic e l'autocontrollo di Attila, di portarglielo a domicilio.

In foto: Kruger controlla la frase con cui l'ho appena descritto


Intanto anche Frey (Alice Braga) è cresciuta, fa l'infermiera e ha fatto una figlia che è l'orgoglio della mamma: a cinque anni ha già la leucemia linfoblastica acuta. Frey aiuta Max a ricucire qualche ferita di troppo maturata in un incontro ravvicinato con lo spietato Kruger e per questo viene catturata dallo stesso spietato Kruger, insieme alla figlioletta moribonda. Max allora si consegna allo spietato Kruger, che gli dà un passaggio su Elysium. Il viaggio però è tranquillo come una santabarbara in cui sono state lanciate due molotov (accese): vari tizi nerboruti finiscono per prendersi a cazzotti e l'astronave arriva su Elysium sbandando e sventrando una villetta di marzapane.


In foto: Max prende la mira.
A destra: la costumista e la figlia vengono inquadrate per sbaglio 


Nel trambusto, Frey ne approfitta per entrare nella casa e depositare sua figlia nella miracolosa capsula medica, ma purtroppo il sistema non parte perché la bambina, così come la madre, non è cittadina ufficiale di Elysium. Allora Max si rompe definitivamente i coglioni: questo film è durato fin troppo. Intenzionato a dar luogo allo scontro finale, va da Kruger, che intanto ha sgozzato Jessica.



Jessica: "... ehm, ti vedo animato da intenzioni bellicose. Cos'è quel coltello? Aspetta, non preferiresti stuprarmi? Guarda che lesbo-polpacci muscolosi che ho: sembro Madonna"

Kruger: "appunto" ZAC!


Kruger si fa impiantare pure lui un esoscheletro - ma uno più moderno, uno D&G - e comincia a darsele con Max. Scazzottata violentissima, scintille, rapporti anali, contrarietà. Alla fine vince Max, che si avvia trionfalmente verso la sala in cui avverrà il download delle informazioni che serba nel cervello e che gli arrecano acutissime emicrania perché Carlyle aveva in memoria tutti i video di Miley Cirus e degli One Direction. Ad attenderlo c'è Spider, (ve lo ricordate?) lo scafista-hacker sordido, nel frattempo arrivato fin lì in modi equivoci, che userà quei dati per far dichiarare cittadini di Elysium anche i pezzenti sulla Terra. 



Spider: "Max, ti devo dire una cosa"

Max: "Cosa, Spider? Mentre me lo dici vieni a leccarmi la porta Usb della testa per ammorbidirla: colpetti veloci e con la punta, mi raccomando"
Spider: "vedi... mmm... mmm... io ora ti infilo il mio grosso spinotto nella porta umida ma... mmm... mmm... come dire... appena avrò finito di scaricare i dati morirai"
Max: "COSA?"
Spider: "Non ti ... mmm... mmm... mmm... agitare... mmm"


Max improvvisamente capisce che il suo sacrificio salverà un sacco di gente sulla Terra e allora decide di andare fino in fondo. L'esoscheletro, che intanto ha sviluppato una personalità autonoma, tenta di staccarsi da lui e darsela a gambe levate. Purtroppo non ci riesce e il tentativo fallito fa saltare via un grosso pezzo di cervello, cosa che fa parlare Max come Jovanotti



Max (improvvisamente con la zeppola in bocca): "Sogno un futuro di un mondo in pace, pieno di amore per i bambini del mondo, di tutto il mondo bro. Ho le tasche piene di sassi del più grande spettacolo dopo il big bang..."



Intanto l'infermiera Frey sta sempre nella casa, e guarda sua figlia in coma dentro la medical machine che non si decide a funzionare. "Cittadina non riconosciuta, rimuovere prego - Cittadina non riconosciuta, rimuovere prego". Frey, disperata, dà allora dei colpetti col pugno alla Fonzie sul macchinario. In quel momento, termina il download dei dati dal cervello di Max, che muore intonando Heal the world: il riavvio ha successo, tutti i terrestri diventano cittadini di Elysium. La macchina riconosce la bimba, parte e guarisce la creatura. Frey è commossa: "Grazie! Grazie! Grazie Happy Days!"


Il regista spiega a Matt Damon dov'è l'uscita da questo articolo








Tempo di lettura: che vi frega, tanto ormai l'avete letto, allocchi.



Giudizio: Un eccellente film di fantascienza che interpreta alla perfezione le angosce dell'uomo moderno, con una serie di elementi combinati in un'alchimia irripetibile e miracolosa. Questo per quanto riguarda Blade Runner. Per Elysium, invece, si dice che, letta la sceneggiatura, Matt Damon abbia insistito per morire.


da molto tempo La morte di Nelson Mandela è stata constatata ufficialmente il °°/##/@@@@, ossia con 14 mesi di ritardo. E non perché fosse uno di quei vecchietti che vivono da soli in casa e i vicini si accorgono della sua esistenza solo quando schiatta grazie alla puzza di vomito di bue muschiato. No. Dopo il periodo dei numerosi finti annunci relativi al suo decesso nel 2013 - anche noto come "Il periodo dei numerosi finti annunci relativi al decesso di Mandela del 2013" - quando Madiba ha smesso definitivamente di respirare tutti lo hanno guardato per mesi, pensando che quello dell'infermiera fosse un finto annuncio. Questa nota non è troppo lunga, vero?



**Cose che succedono quando ti addormenti già al secondo minuto del film.



*** Per dare allo spettatore un'idea del profondo degrado in cui versa il Pianeta in quel secolo, molte scene sono state girate in Messico.



**** Infatti Elysium è a forma di ruota a tre punte, anche se le punte sono cinque.



***** Devo darmi delle arie e fare almeno un riferimento finto-colto o altrimenti che recensione è.



****** Carlyle praticamente è il Mega Direttore Gr. Uff. Ing. Maest. Figl. Putt. di Max in fabbrica e quando ha saputo che stava crepando ha commentato "Basta che non sporchi in giro". Max l'ha saputo e un po' c'è rimasto malino.



******* Un programma speciale per riavviare il sistema di Elysium? Da questo si capisce che Elysium non ha Windows: sarebbe bastato attendere che crashasse.



mercoledì 31 luglio 2013

Saviano ama Mosè - Le tavole di chi legge

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In foto: Saviano al Giffoni Film Festival


Ed eccoci qua. A distanza di due mesi dall'ultimo post ("Morto Little Tony") che ai quattro che mi seguono avrà fatto pensare che il successivo post di questo blog sarebbe stato "Morto Randomante", scrivo un nuovo articolo mosso dalla profonda commozione che mi ha suscitato questa intervista di Roberto Saviano (C), questo mirevole scorcio di affezione religiosa tratto da SORGENTE DI VITA.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/07/31/saviano-mose-per-me-era-amico-immaginario-alleato-supereroe/241180/

"Mosè era un mio supereroe, accanto a Batman, Superman, Spiderman". C'era l'uomo ragno, l'uomo pipistrello, e poi c'era lui, l'uomo-tavole-della-legge Mosè, fratello di Aronne, col superpotere del prepuzio - di cui era munito e che fece recidere, viceversa, a tutto il resto del popolo d'Israele - e della balbuzie. Una logopatia che, peraltro, indusse inizialmente gli ebrei a credere che i comandamenti fossero venti, anziché dieci. Mosè era l'amico immaginario del piccolo Robertino (e quale suo amico non lo era?), era il suo eroe. Ma cosa colpì, davvero, l'immaginazione del futuro autore di Gomorra? Il fatto che Mosè compisse miracoli? Che fosse riuscito a trasformare il suo bastone in un serpente, oppure che facesse uscire acqua da una roccia, o che dividesse in due le acque del Mar Rosso sebbene in quel momento ci fosse un accecante riflesso del sole che avrebbe impedito a chiunque di prendere precisamente la misura della metà da cui par partire il taglio? No, niente di tutto questo. In realtà, a conquistare Saviano fu il fatto che Mosè fosse l'autore di un best seller come il PENTATEUCO, ossia l'insieme dei primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio). Il piccolo Savianino, che già da piccolo aspirava a diventare uno scrittore famoso - anche se forse non così famoso, soprattutto fra i camorristi - è rimasto colpito dal Mosè-supereroe-scrittore, che fu capace di narrare le gesta di se stesso nella epica battaglia contro il Faraone d'Egitto senza inserire assolutamente nessunissima esagerazione riguardo i suoi meriti o le dimensioni del suo membro. Altro che Borges, Leopardi, Pirandello, Moccia: è stato Mosè lo scrittore che ha ispirato Saviano e a cui si ispira tuttora. Mosè incise anche i dieci comandamenti su tavole di pietra, dopo che il dito di Dio disse di essere dolorante e spuntito.

"Non potrei scriverli nella sabbia, Eterno?"
"No, perché il mare li cancellerebbe, stolto"
"Va bene, Eterno. Spero che tu inventi presto la Mondadori"

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D: "Beh, Mick, come stanno i Rolling Stones?"
Jagger: "I calcoli renali? Mi operano la settimana prossima"

E a proposito di miti del rock (...), Mick Jagger ha compiuto pochi giorni fa 70 anni. Il volto ormai rattrappito come se si fosse iniettato nelle vene direttamente Keith Richards, Jagger è l'esempio vivente (?) del perché un uomo non dovrebbe mai sopravvivere alle sue groupie. Più lo guardi e più ti sembra il quadro che sta invecchiando al posto di Ronn Moss. Certo, si dirà, a settant'anni canta ancora, si dimena sul palco, è ancora capace di avere figli illegittimi. È vero: non c'è niente di impossibile, per quelli che riescono a infilarsi un intero pugno chiuso in bocca. Cosa gli direi se lo vedessi? "Auguri Mick! E fuori da casa mia".
Ultim'ora: Mick Jagger e i Rolling Stones terranno un tour anche quest'anno. Il loro segreto? Energia, entusiasmo, voglia di meravigliare, e spegnere gli apparecchi acustici un secondo prima che cominci tutto. L'unica nota spiacevole è quando Jagger fa stage diving in sedia a rotelle.

martedì 28 maggio 2013

MORTO LITTLE TONY

Little Tony è morto (ok, Zucchero, ti devo 50 euro). Fino a che punto può arrivare l'amore per la musica? Ieri, Little Tony (1941, Tivoli), nel tentativo estremo di somigliare in modo indistinguibile a Elvis Presley, è morto. No, non è stato il suo cuore matto a cedere - o meglio, il cuore s'è fermato, sì, altrimenti ora staremmo parlando un tizio richiuso in una bara che prende a colpi il coperchio urlando "A Bobby!! Sempre co 'sto scherzo del cazzo!". A far morire Antonio Ciacci, come lo chiamava affettuosamente l'agenzia delle entrate, è stato un tumore al polmone. Il Danacol, quindi, di cui Tony era dipendente e testimonial, funziona: ha evitato che gli si ingorgassero le arterie a causa del colesterolo e mi sento di consigliarlo a tutti voi (leggere attentamente le avvertenze: può causare tumore al polmone). Eppure, se volessimo fare un gustoso calembour anatomico, potremmo dire che, il cuore, Little Tony ce lo aveva sempre in testa, come dimostrano alcuni fra i suoi più grandi successi: "Cuore Matto", "La spada nel cuore", "Defibrillatore, libera!", quest'ultimo scritto in fin di vita a due mani con il suo rianimatore. Gli amici, in lutto, si sono stretti intorno alla famiglia. "Per me, Little Tony vivrà - ha detto Bobby Solo, il suo rivale storico, sul palco e dal parrucchiere - e io non lo dimenticherò mai. Per ricordarlo meglio però prenderò questo disco d'oro di Tony, la vedova capirà". La rivalità fra i ciuffi. Tutti ricorderanno quante serate, nelle piazze e su prestigiosi palchi, durante le quali i bananoni che avevano sulla testa si sono dati battaglia. Fino a quello che tutti gli storici della musica chiamano "L'incidente". "Tony e Bobby stavano cenando insieme, ovviamente hamburger ricoperti di Mars liquido, una ricetta di Elvis - ricorda Pascal Vicedomini immergendosi in un bagno di sviluppo fotografico - quando improvvisamente i ciuffi si sono imbizzarriti e hanno cominciato e se le sono date di santa ragione. Tony e Bobby erano paralizzati dalla paura, i ciuffi hanno preso il sopravvento. Solo idranti con litri di balsamo riuscirono a rendere i capelli docili e la situazione tornò alla normalità. Ovviamente la serata fu annullata". Anche Adriano Celentano ha voluto ricordare l'amico, scrivendo un post sul suo blog pieno di parole maiuscole e aggiornando la sua pagina Wikipedia attribuendosi completamente la canzone "24 mila baci". Nel 2006, durante un concerto a Ottawa era stato colpito da infarto, dal quale si era ripreso usando la sua chitarra elettrica come defibrillatore. Little Tony è morto presso la Clinica di Villa Margherita a Roma, dove era stato ricoverato qualche mese fa per un intervento di bypass alle doppie punte. Secondo la sua fede, si reincarnerà in un jukebox di Renzo Arbore. I funerali si terranno giovedì mattina al Santuario del Divino Amore. E' gradito l'abito scuro con le frange. 


In foto: si capisce? E' una bara con le frange


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lunedì 27 maggio 2013

LA PEGGIOR GRAVIDANZA DEL MONDO (per te che mi leggi, Kim: World's worst pregnancy )


Non fregherà niente a nessuno, tranne che a Selvaggia Lucarelli, ma le foto di Kim Kardashian rovinosamente incinta sono incresciose. Non è incinta, de più. È incinta di una incinta. Sembra che si stia ingollando tutto quello che si è negata finora, dal momento in cui era un embrione. È una cisterna di liquido amniotico impegnata in una gravidanza elefantiaca. Il bambino che porta dentro non le tira calcetti, è proprio una squadra cintura nera di taekwondo. Le sue contrazioni saranno terremoti che riattiveranno la faglia di Sant'Andrea e il travaglio durerà settantacinque giorni. Se continua a ingrassare provocherà distorsioni irreversibili e catastrofiche nel tessuto spazio-temporale di Los Angeles. Oltre ad avere poi delle smagliature seconde solo al Grand Canyon. Le foto di questa dolce attesa provocano grande sofferenza, e quindi ve le mostro con un avviso: prima di guardarle, fatevi un epidurale agli occhi.


In foto: la Kardashian prova a vedere se entra in una foto

Kim Kardashian è così grassa che sembrano due


In foto: la Kardashian fa il bagno nuda

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sabato 13 aprile 2013

Per avere tette turgide buttate i reggiseni


Secondo uno studio francese, per avere un seno sodo bisognerebbe non portare il reggiseno (se proprio non volete rifarvelo). Non solo: alcuni modelli fanno marcire troppo velocemente le arance con cui lo imbottite. Quindi, tutte le donne dovrebbero liberarsi subito del proprio intimo e inviarmelo in busta sigillata, ricordandosi di non lavarlo. «Non solo non portare il reggiseno fa bene al seno, ma un cubetto di ghiaccio allunga la vita dei capezzoli». A parlare è il professor Jean-Denis Rouillon dell’Università di Beçancon che – come riporta il Telegraph - ha studiato per 15 anni l’anatomia di 330 donne con minimo la quarta arrivando alla conclusione radicale che il reggipetto è una «falsa necessità», e che quindi dovevano lasciargli tenere quelli che era riuscito a trafugare e ritirare le denunce. Lasciare liberi i seni, infatti, li aiuterebbe a restare “alti” e a mantenersi meglio, come ben dimostra Giuliano Ferrara. Lo studio ha inoltre dimostrato che sono ben poche le testate giornalistiche italiane che, dando la notizia, sanno resistere a proporre una gallery di donne inequivocabilmente senza reggiseno (e quindi perché avrei dovuto esimermi io? Godetevi le voluttuose trasparenze della Casta). La ricerca è servita agli scienziati anche per capire, finalmente, come sono fatte delle tette dal vivo. Inoltre, gli studiosi hanno trovato che la forza di gravità rinforza il muscolo mammario: una tesi che ha finito per convincere la comunità scientifica, sebbene il test della sega spagnola fosse stato stato visto all’inizio con un certo scetticismo. 
Nel 1914, Mary Phelps inventa il reggiseno
indossando per sbaglio un aquilone 
Il risultato arriva dopo l’insuccesso di uno studio di qualche anno fa in cui lo stesso Rouillon criticava l’impiego del  reggiseno per le mammelle, asserendo che le sue mani fossero la cosa più adatta a sostenerle. Questa scoperta potrebbe riscrivere alcune vicende storiche. Spiega perché, per esempio, all’epoca dell'asfissiante biancheria vittoriana tutte le donne fossero debosciate: le poppe risultavano al tatto molli come teste di polpi. Ma tanto chi vuoi che riuscisse mai a toccarle. Oppure perché negli anni Settanta le donne bruciavano i reggiseni in piazza: «per protestare contro la flaccidità delle mammelle e affrontare i bastoni della polizia con seni turgidi» chiosa, non senza una punta di erezione, Rouillon. Attualmente, però, la maggior parte delle donne incorpora nelle mammelle protesi di silicone che necessitano di un sostegno come quello del reggiseno, per non finire sotto i piedi delle signore (secondo un recente sondaggio, inciampare nelle proprie tette cascanti è la principale causa di infortuni stradali fra donne e transessuali). Rouillon starebbe seguendo adesso un’altra intuizione secondo cui non solo sarebbe inutile portare il reggiseno, ma anche lo slip e tutti gli altri vestiti. L’abolizione degli slip, peraltro, risolverebbe il problema di flaccidità delle grandi labbra particolarmente prominenti noto come “figa con orecchie di elefante”.

Belen: «per mantenere in forma i miei muscoli non mi vesto mai»

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domenica 31 marzo 2013

"NON RISPONDO ALLE DOMANDE" E GRILLO SI SALVA DAI SOSPETTI DELLA MOGLIE




MILANO - "Una volta Beppe è tornato a casa tardissimo, ubriaco e con uno strano profumo addosso... Ho urlato, mi sono strappata i capelli, gli ho chiesto se era stato con un'altra... ma lui si è messo il piumino blu integrale e si rifiutava di rispondere!". E' l'amaro sfogo di Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo, raccolto dalle telecamere di Pomeriggio Cinque. "Da mesi in casa non ascolta mai nessuno e non ammette che gli venga fatta alcuna domanda, neanche per chiedergli se ha chiuso il gas prima di venire a letto. Ormai è esasperante", ha continuato. "Parla unicamente per monologhi che non si possono interrompere, quando non comunica da una stanza all'altra mandando e-mail". Dichiarazioni che hanno creato momenti di imbarazzo che Barbara D'Urso ci ha tenuto  però a prolungare, rimandando anche la pubblicità. La reazione di Grillo non si è fatta attendere. In serata, l'aiutante di Casaleggio ha cancellato il suo account sul sito del Movimento e ha annunciato una imminente verifica fiscale a carico della moglie: "Era già nel mio mirino" si legge sul blog "in lavatrice non usava mai la washball".



sabato 9 marzo 2013

Moda Milano - Sfilata sospesa: Bianca Balti non ricorda più come si cammina




MILANO - Incidente durante la presentazione della collezione autunno/estate Diesel: la supermegaipertop model Bianca Balti, nota al grande pubblico per la sua recente partecipazione a Sanremo, si è improvvisamente bloccata mentre sfilava. Grande imbarazzo fra i presenti, che si sono subito accorti della gravità della situazione dato che la ragazza, dallo spavento, aveva assunto un'espressione facciale normale. "Non ricordo più come si cammina - avrebbe spiegato in preda al panico - dopo aver messo il piede sinistro davanti, che devo fare? Ho messo di nuovo il piede sinistro davanti, ma niente. Ho tentato di muovere un orecchio, ma non ci sono mai riuscita nemmeno da piccola... e neanche fare spallucce è servito! Lo sapevo che non dovevo saltare tutte quelle lezioni del corso di portamento". Purtroppo, l'incidente ha avuto anche altre conseguenze: le indossatrici che seguivano la  gigachilotera top model si sono presto ritrovate in un ingorgo, poiché continuavano a uscire in passerella e si accumulavano, schiacciandosi sempre più dietro la Balti come pinguini. Alcune inciampavano e cascavano con suono di birilli abbattuti a bowling. La sfilata è stata sospesa: gli ausiliari del traffico sono intervenuti a dirottare le modelle verso i loro camerini e a transennare la passerella. Sembra che uno spettatore abbia cercato di farle ricordare come aveva fatto a camminare in passato, ma Bianca ha reagito inviperita. "Nessuna modella - ha spiegato Naomi Campbell intervistata da me mentre eravamo sotto le lenzuola - può svelare il segreto del camminare. Anche a me capitò lo stesso incidente: una volta sono rimasta ferma sulla passerella fino a quando tutto l'edificio è stato trasformato in un centro commerciale. Una notte, improvvisamente, mi è tornata la memoria e ho finalmente lasciato il reparto piccoli elettrodomestici". Alcuni specialisti hanno cercato di sbloccare la memoria della Balti ma, durante l'ipnosi regressiva, hanno ottenuto da lei solo suoni simili al garrito dei gabbiani. Attualmente, Bianca Balti è ancora immobile al centro della passerella e alcuni tecnici la stanno usando come scala per smontare le luci.